Lo pubblica Vincenzo Prestigiacomo su La Sicilia del 25 giugno u.s.
E' incredibile che non si faccia nulla per sollevare dal degrado questo edificio. Ricordo
e lo scriverò altre volte come in altre parti d'Italia si applica l'art.838 del Codice Civile da noi rimasto tutt'ora lettera morta
'Salve le disposizioni delle leggi penali e di polizia, nonché (le norme dell'ordinamento corporativo e) le disposizioni particolari concernenti beni determinati, quando il proprietario abbandona la conservazione, la coltivazione o l'esercizio di beni che interessano la produzione nazionale, in modo da nuocere gravemente alle esigenze della produzione stessa, può farsi luogo all'espropriazione dei beni da parte dell'autorità amministrativa, premesso il pagamento di una giusta indennità (att. 56).La stessa disposizione si applica se il deperimento dei beni ha per effetto di nuocere gravemente al decoro delle città o alle ragioni dell'arte, della storia o della sanità pubblica.'
Di seguito l'articolo di Vincenzo Prestigiacomo
A distanza di trent'anni dalla morte dell'ultimo principe Alliata di Pietatagliata la villa di via Serradifalco continua a vivere in assoluto stato di degrado e abbandono. Solai crollati, cedimenti delle coperture, parco ridotto a un ammasso di sterpaglia, topi che scorrazzano mortificano questo gioiello architettonico della fine dell'Ottocento. Senza contare i trafugamenti di elementi decorativi d'epoca, un vero scempio. Nel quartiere tutti chiamano la costruzione castello per le due grandi ali, le cinquanta stanze, le torri merlate. Si tratta di un edificio sorto negli ultimi lampi della Belle Epoque, che subito diventò salotto di aristocratici e punto di riferimento di studiosi. Oggi la struttura è contaminata dal cemento dei palazzi che la circondano, al punto da togliere ossigeno all'abbandonata flora. La villa fu costruita a partire dal 1880 dal principe Luigi Alliata di Pietratagliata e rimase proprietà della sua famiglia fino alla morte del figlio Raniero (10 ottobre 1979). Poi il bene fu ereditato dai nipoti Chiaramonte Bordonaro, discendenti di una sorella di Raniero, Marianna. Tra i parenti si aprì una guerra per la divisione dello splendido maniero. Alla fine ne fu decisa la vendita. Correvano gli anni Novanta quando l'immobile venne acquistato dall'imprenditore Salvatore Sbeglia, mafioso legato alla cosca dei Ganci. Da quel momento si entrò in un tunnel al buio. La proprietà fu confiscata e affidata al tribunale che nominò un curatore fallimentare. Nel frattempo la villa veniva adottata dalla scuola media "Leonardo da Vinci" in occasione di "Palermo apre le porte". I ragazzi hanno ripulito il giardino che, tuttavia, negli ultimi tre anni è stato ridotto nuovamente a discarica. Ritorniamo sulle vicende storiche dela dimora. L'inaugurazione di villa Petratagliata nel 1885 costituì un vero e proprio avvenimento. Alla festa, che durò due giorni, c'era tutta la nobiltà palermitana. La visita dei saloni lasciò in tutti enorme meraviglia. All'esterno faceva bella mostra un laghetto animato da sciami di anatre e una ricca flora di piante esotiche fatte arrivare dall'estero. La più mondana della famiglia Alliata fu Bianca, donna piena di interessi culturali, è famosa la sua collezione di cartoline legate alla città di Palermo. Bianca era amica del cuore di Donna Franca Florio. Bent Parodi di Belsito, a proposito dell'ultimogenito del principe Luigi, ha scritto: "Fu allevato da una severa bambinaia tedesca, che incise profondamente nella personalità del piccino. Raniero divenne così una composita figura: un po' tedesco, un po' siciliano ma col prevalente gusto del pangermanesimo. L'ammirazione verso la cultura tedesca, d'altronde, era di casa nel castello di via Serradifalco. Raniero già a 15 anni, incuriosito dalla vasta letteratura disponibile nella biblioteca del castello, aveva cominciato ad interessarsi di occultismo, sotto lo sguardo non dispiaciuto del padre, anche lui pratico di scienze e di occultismo, secondo la moda del tempo". Morto nel 1921 il duca Luigi di Pietratagliata, il figlio Raniero in pochi anni fece fuori una immensa fortuna giocando ai tavoli verdi dei circoli. Poi una notte, rientrando nel suo maniero, decise di farla finita con le banalità della vita esterna. Si chiuse nel suo castello di via Serradifalco e si dedicò alla vita scientifica. Pur nel chiuso del castello la fama di Raniero giunse negli ambienti accademici e scientifici. Il principe Alliata si riteneva immortale, invece, morì nel suo gigantesco letto con baldacchino E nessuno poté udire il suo ultimo lamento. 25/06/2010
mercoledì 30 giugno 2010
martedì 29 giugno 2010
Quello Che Resta dei Lucchesi Palli nel Palazzo di Piazza Magione
Il Palazzo Lucchesi Palli su Piazza Magione è ormai quasi irriconoscibile. Solo le mappe monumentali indicano l'ubicazione. Eppure oggi i lavori di recupero proseguono velocemente e durante la riapertura dei locali murati negli anni precedenti per evitare il completo degrado (leggi: crollo definitivo) sono riemerse delle sorprese inattese. Dalla via della Vetriera (dove prospetta il palazzo) da una delle finestre è infatti possibile scorgere in lontananza lo stemma dei Lucchesi Palli, originari proprietari dell'edificio, dipinto ancora sul muro. L'unico, forse, ma intenso modo per fare riottenere all'edificio la sua memoria originaria.
lunedì 28 giugno 2010
Restaurati Alcuni Prospetti del Meraviglioso Palazzo Branciforte
Ormai sono scesi molti dei ponteggi sui prospetti del Palazzo Branciforte in via Bara all'Olivella (lato mare) e tornano vivi i colori di un tempo. Il restauro di questo che è uno degli edifici più prestigiosi del Centro Storico di Palermo è diretto da Gae Aulenti ed è ormai quasi compiuto. Di seguito una descrizione del Palazzo Branciforte oggi di proprietà del Banco di Sicilia:
Nel cuore del centro storico di Palermo, nell'antico quartiere di Castellammare, in via Bara all'Olivella, sorge il tardo cinquecentesco Palazzo Branciforte, fatto costruire da Nicolò Placido Branciforte Lanza conte di Raccuja quale residenza privata, che per la ricchezza degli elementi architettonici e dei lussuosi arredi interni diviene presto una fra le più importanti dimore patrizie della città.
Agli inizi dell'Ottocento la famiglia Branciforte cede il palazzo, a censo perpetuo, al Senato di Palermo per le esigenze del Monte di Pietà, i cui locali ove aveva sede, nell'antico palazzo nel Piano della Panneria, da diversi anni risultavano insufficienti a contenere il grande volume di beni che venivano consegnati per le operazioni di credito.
Nel dicembre del 1801 il Monte di Pietà di Palermo trasferisce a Palazzo Branciforte la sezione povera dei pegni non preziosi, per il prestito su pegno di seteria e biancheria e successivamente di oggetti di rame e di bronzo, denominando la nuova filiale Monte di Santa Rosalia.
Durante i moti rivoluzionari del 1848 il Palazzo viene accidentalmente colpito da una bomba incendiaria lanciata contro i rivoltosi dai cannoni del Forte del Castello a mare, che provoca il crollo della copertura e dei solai di legno tra il primo e il secondo piano, distruggendo tutta la roba conservata nei magazzini.
I lavori di restauro per la riattivazione del servizio della pegnorazione non prevedono il ripristino dei solai crollati unificando in altezza gli ambienti della seconda e della terza elevazione dell'edificio.
Le ampie sale destinate alla conservazione della roba vengono così dotate di ardite strutture di scaffalature lignee a tutta altezza con scale e palchetti che creano un insieme di fascinosi ambienti che oggi, in perfetto stato di conservazione, spogli di ogni sorta di materiale, vengono universalmente riconosciuti un raro esempio ancora esistente di composizione architettonica lignea.
A Palazzo Branciforte in atto sono presenti i fondi archivistici (868 volumi) relativi all'archivio storico del Monte di Pietà di Palermo, nato nel 1541, e ivi trasferito nel 1801 quando venne istituita la nuova filiale del Monte.
La sua struttura è composta da tre grandi serie che riguardano la documentazione della istituzione e delle disposizioni statutarie del Monte, dell'attività e della gestione amministrativo – contabile, coprendo l'arco temporale di quattro secoli (1541 – 1941). Inoltre sono presenti due biblioteche comprendenti circa 19.000 volumi con una sezione specializzata in economia e diritto. (http://www.fondazionebancodisicilia.it/)
domenica 27 giugno 2010
Una Proposta per Questa Estate. Fotografia a Linosa.
Ricevo e pubblico di seguito (gli organizzatori sono ottimi professionisti):
Come ogni anno ci stiamo preparando! A partire dal primo Agosto le attività di Palermofoto ed Acsi Matteotti si trasferiscono sulla magica isoletta! Per il Linosa Campus 2010 abbiamo in programma un'interessante percorso sperimentale di fotografia creativa e linguaggio fotografico, ma il campus è proprio per tutti quindi, chi fosse agli inizi della propria attività fotografica, potrà anche seguire un percorso didattico di base. Tutti poi, potranno partecipare alle altre attività del campo, immersioni guidate, escursioni gironzolanti, osservazione notturna della Berta maggiore e corso di sub. Le attività fotografiche sono come sempre "inventate" con la complicità della rivista "Il Fotografo" che ormai ci sopporta da anni e saranno condotte da Salvo Veneziano, Dodo Veneziano e Giuseppe Sinatra.
Per saperne di più date un'occhiata a www.linosite.it o contattateci.
Come ogni anno ci stiamo preparando! A partire dal primo Agosto le attività di Palermofoto ed Acsi Matteotti si trasferiscono sulla magica isoletta! Per il Linosa Campus 2010 abbiamo in programma un'interessante percorso sperimentale di fotografia creativa e linguaggio fotografico, ma il campus è proprio per tutti quindi, chi fosse agli inizi della propria attività fotografica, potrà anche seguire un percorso didattico di base. Tutti poi, potranno partecipare alle altre attività del campo, immersioni guidate, escursioni gironzolanti, osservazione notturna della Berta maggiore e corso di sub. Le attività fotografiche sono come sempre "inventate" con la complicità della rivista "Il Fotografo" che ormai ci sopporta da anni e saranno condotte da Salvo Veneziano, Dodo Veneziano e Giuseppe Sinatra.
Per saperne di più date un'occhiata a www.linosite.it o contattateci.
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sabato 26 giugno 2010
Il Restauro del Museo Salinas
Se ne era parlato ma non erano state pubblicate immagini. Questa di seguito è la dimostrazione di come i lavori di restauro del Salinas siano in piena attività..
venerdì 25 giugno 2010
Matteo Bonello e l'Elsa della Sua Spada
Non solo il nome di una lunga via ma anche un uomo particolarmente importante per la storia di Palermo. Matteo Bonello signore di Caccamo, fedele inizialmente alla corte normanna di Palermo, fu inviato in Calabria come ambasciatore del re Guglielmo I, per cercare una soluzione diplomatica alle controversie con la nobiltà locale. Durante la missione avrebbe cambiato orientamento e, voltando le spalle agli Altavilla, si sarebbe messo a capo di una rivolta cui prese parte la nobiltà calabrese e quella pugliese. Di sicuro Bonello aveva particolarmente in odio l'ammiraglio (Amirus Amirati ) del regno Maione di Bari, i vicari del re e gli emiri di origine araba. Comunque poté godere in Sicilia dell'appoggio anche di diversi nobili alla corte, ma soprattutto della benevolenza popolare, perché la corte era oramai considerata ostile ed era diventata invisa a larghe fasce della popolazione.
Il 10 novembre del 1160 a Palermo in un'imboscata notturna di suoi uomini, fu assassinato Maione di Bari fra il giubilo dei popolani che non ebbero alcun ritegno nel profanare il cadavere, prendendolo a calci e sputi, strappandogli capelli e barba e trascinandolo lungo le strade. Una tradizione popolare vuole che Maione fosse stato ucciso lungo la Via Coperta, davanti al palazzo arcivescovile, dove ancora oggi sul portone d'ingresso si troverebbe infissa l'elsa della spada del Bonello. (Fonte: Wikipedia, voce: Matteo Bonello).
Una storia particolare quella di Matteo Bonello. Wikipedia continua così: Il re Guglielmo fu costretto, per placare la rivolta a dichiarare che non avrebbe arrestato Bonello, affidando il governo al normanno Enrico Aristippo, arcidiacono di Catania, scienziato di fama, traduttore e autore di importanti opere.
La resa dei conti era però solamente rimandata, poiché, uccidendo l'ammiraglio Maione, il Bonello si era inimicato una parte influente della corte normanna. Ritiratosi sollecitamente nel suo castello di Caccamo, Bonello, e riuniti nel marzo del 1161 alcuni potenti signori feudali del regno, organizzò in gran segreto una congiura contro lo stesso Guglielmo. La sala del castello da allora è tradizionalmente detta della «Congiura». Re Guglielmo fu catturato il 9 marzo 1161, mentre dava udienza con Aristippo nel salone della Torre Pisana, fu imprigionato e dichiarato decaduto, mentre veniva proclamato re al suo posto il figlio Ruggero, peraltro ancora di 9 anni.
La rivolta tuttavia si trasformò in una barbara sommossa incontrollata.
Gugliemo riuscì poi a liberarsi e Matteo Bonello fu imprigionato nella Halqa con atroci sofferenze. Accecato e con i tendini tagliati. Oggi chi prende la via Matteo Bonello lo fa principalmente per tagliar il traffico di via Roma eppure lì sulla porta del Palazzo Arcivescovile si trova ancora l'elsa della spada di Bonello che cambiò le sorti di Palermo quasi mille anni fa.
- Il Portone del Palazzo Arcivescovile, oggi -
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mercoledì 23 giugno 2010
Il Restauro della Chiesa di Santa Maria dei Miracoli in Piazza Marina
martedì 22 giugno 2010
Dal 22 Giugno al 18 Settembre Tornano le Notti Palatine
L'Assemblea Regionale Siciliana e la Fondazione Federico II sono lieti di invitarvi a scoprire il Palazzo Reale di Palermo.Tornano a schiudersi, sul far della sera, nel tepore dell'estate, le porte di Palazzo dei Normanni. Per il terzo anno consecutivo si replica, infatti, l'iniziativa "Notti palatine", organizzata dalla Fondazione Federico II. Dal 22 giugno al 18 settembre 2010, migliaia di visitatori avranno l'imperdibile opportunità di visitare il Palazzo Reale di Palermo immersi nella suggestiva luce della luna e nel trascorrere del tempo. Un'edizione ricca di sorprese e novità che impreziosiscono l'esperienza della visita notturna al Complesso Monumentale di Palazzo dei Normanni.Al percorso storico-artistico si accede dal Portone Vice Regio di piazza del Parlamento, e da lì si raggiunge la prima tappa, ovvero le Segrete del palazzo: ubicate al di sotto del Cortile pensile della Fontana del 1584, voluto dal vicerè Marco Antonio Colonna, si tratta di un ambiente quasi totalmente inesplorato, dove probabilmente si estendeva parte dell'antico complesso arabo (kasr).
Si prosegue con la visita della Chiesa di Santa Maria delle Grazie, nome derivato dall'omonima pala d'altare del XVII secolo, nota anche come Chiesa Inferiore, perché si trova proprio sotto la più famosa Cappella Palatina, ed erroneamente definita "cripta". Si trova qui la prima novità dell'edizione 2010 di "Notti Palatine": all'interno della piccola chiesa e negli ambienti circostanti sarà allestita la mostra della preziosa e inedita collezione dei Paramenti Sacri della Cappella Palatina, non semplici vesti sacre, ma veri e propri "generi di lusso" sia per l'utilizzo di materiali quali oro, argento e sete pregiate, sia per la qualità artigianale con cui furono realizzati.
Percorrendo le due scale simmetriche poste di fronte le absidi della Chiesa Inferiore i visitatori, sempre guidati dagli accompagnatori della Fondazione Federico II, raggiungono la meravigliosa Cappella Palatina, "la più bella chiesa del mondo", come la definì Guy de Maupassant. Essa è l'esempio più elevato dal punto di vista storico-artistico della convivenza tra culture, religioni e modi di pensare apparentemente inconciliabili, e per la sua costruzione il sapiente Ruggero II d'Altavilla fece collaborare maestranze bizantine, latine ed arabe.Lo splendore e lo scintillio dei mosaici bizantini e le decorazioni del soffitto ligneo a muqarnas, tipico dello stile musulmano, coinvolgeranno i visitatori in un viaggio con sensazioni e suggestioni da "mille e una notte".La visita guidata notturna di Palazzo dei Normanni si conclude nella terrazza detta "della Cavallerizza", aperta al pubblico per la prima volta, dove i visitatori possono riposarsi e prendere del tempo per sè, per assimilare le emozioni vissute all'interno del Palazzo. Qui, sotto l'imponente Porta Nuova e con lo sguardo libero di vagare tra i segreti dei Giardini Reali, agli ospiti di "Notti palatine" sarà offerto un banchetto per la degustazione di prodotti tipici siciliani, accompagnati dalle note di buona musica, spesso suonata dal vivo, o dalla rappresentazione di altri eventi culturali.
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
PER MAGGIORI INFORMAZIONI:Tel: +39 091 6890086
www.nottipalatine.it
Si prosegue con la visita della Chiesa di Santa Maria delle Grazie, nome derivato dall'omonima pala d'altare del XVII secolo, nota anche come Chiesa Inferiore, perché si trova proprio sotto la più famosa Cappella Palatina, ed erroneamente definita "cripta". Si trova qui la prima novità dell'edizione 2010 di "Notti Palatine": all'interno della piccola chiesa e negli ambienti circostanti sarà allestita la mostra della preziosa e inedita collezione dei Paramenti Sacri della Cappella Palatina, non semplici vesti sacre, ma veri e propri "generi di lusso" sia per l'utilizzo di materiali quali oro, argento e sete pregiate, sia per la qualità artigianale con cui furono realizzati.
Percorrendo le due scale simmetriche poste di fronte le absidi della Chiesa Inferiore i visitatori, sempre guidati dagli accompagnatori della Fondazione Federico II, raggiungono la meravigliosa Cappella Palatina, "la più bella chiesa del mondo", come la definì Guy de Maupassant. Essa è l'esempio più elevato dal punto di vista storico-artistico della convivenza tra culture, religioni e modi di pensare apparentemente inconciliabili, e per la sua costruzione il sapiente Ruggero II d'Altavilla fece collaborare maestranze bizantine, latine ed arabe.Lo splendore e lo scintillio dei mosaici bizantini e le decorazioni del soffitto ligneo a muqarnas, tipico dello stile musulmano, coinvolgeranno i visitatori in un viaggio con sensazioni e suggestioni da "mille e una notte".La visita guidata notturna di Palazzo dei Normanni si conclude nella terrazza detta "della Cavallerizza", aperta al pubblico per la prima volta, dove i visitatori possono riposarsi e prendere del tempo per sè, per assimilare le emozioni vissute all'interno del Palazzo. Qui, sotto l'imponente Porta Nuova e con lo sguardo libero di vagare tra i segreti dei Giardini Reali, agli ospiti di "Notti palatine" sarà offerto un banchetto per la degustazione di prodotti tipici siciliani, accompagnati dalle note di buona musica, spesso suonata dal vivo, o dalla rappresentazione di altri eventi culturali.
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
PER MAGGIORI INFORMAZIONI:Tel: +39 091 6890086
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lunedì 21 giugno 2010
domenica 20 giugno 2010
Stasera Via Vittorio Emanuele Chiusa al Traffico
Credo che non sia stata data adeguata pubblicità (non lo sapeva nessuno..) ma ieri il Cassaro era chiuso al traffico dalle 21 in poi e così sarà anche stasera. Il corso sarà interdetto alle auto dalla via Roma alla Piazza Marina.. è un'altra piccola vittoria della stagione delle pedonalizzazioni.. speriamo solo che qualcuna diventi permanente e non solo estemporanea nei week end e per poche ore. E comunque importante rilevare che non solo i commercianti non si oppongono più alle chiusure ma sono loro stessi che si fanno promotori delle pedonalizzazioni..
sabato 19 giugno 2010
Spazzatura a Palermo: la Situazione è Peggio di Napoli. Lo Dice Le Monde
Lo anticipa il Giornale di Sicilia che pubblica:
PARIGI. "Palermo, città-spazzatura dimenticata": questo il titolo di un articolo che il quotidiano francese Le Monde consacra alla situazione dei rifiuti nel capoluogo siciliano. Nell'articolo, Le Monde osserva che l'emergenza dell'immondizia a Napoli sembra essersi risolta ma che ora lo stesso copione si ripete a Palermo, anche se in Sicilia "non sembra profilarsi un 'miracolo napoletano''. Perché se nel caso partenopeo l’attenzione dei media italiani era stata alta, adesso dell’emergenza nel capoluogo siciliano, osserva il quotidiano transalpino, "la stampa praticamente non ne parla. E le televisioni ancor meno".
E per assurdo ad oggi non ci sono ancora responsabili..
PARIGI. "Palermo, città-spazzatura dimenticata": questo il titolo di un articolo che il quotidiano francese Le Monde consacra alla situazione dei rifiuti nel capoluogo siciliano. Nell'articolo, Le Monde osserva che l'emergenza dell'immondizia a Napoli sembra essersi risolta ma che ora lo stesso copione si ripete a Palermo, anche se in Sicilia "non sembra profilarsi un 'miracolo napoletano''. Perché se nel caso partenopeo l’attenzione dei media italiani era stata alta, adesso dell’emergenza nel capoluogo siciliano, osserva il quotidiano transalpino, "la stampa praticamente non ne parla. E le televisioni ancor meno".
E per assurdo ad oggi non ci sono ancora responsabili..
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Critica Ferma
Il Palazzo Sclafani e lo Stemma di Famiglia sul Prospetto
Piccole curiosità.. il Palazzo Sclafani, è più o meno noto, reca al suo ingresso lo stemma della famiglia Sclafani, due gru che si guardano tra loro (che poi è tutt'oggi lo stemma si Sclafani Bagni). Lo stesso stemma però è presente in tanti altri punti del prospetto.
Qui una breve storia di Matteo Sclafani.

Qui una breve storia di Matteo Sclafani.
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giovedì 17 giugno 2010
Un Bel Recupero in Via Biscottari
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mercoledì 16 giugno 2010
Il Restauro di San Giovanni alla Guilla
Ne parla Vincenzo Prestigiacomo su La Sicilia:
'Dopo gli interventi di restauro ha cambiato volto il complesso di San Giovanni alla Guilla. L'impresa di Giuseppe Bruno ha ripristinato l'antica facciata mettendo in luce elementi architettonici nascosti da intonaci del Novecento. Tra i lavori compiuti ci sono l'impianto elettrico a norma ed interventi sotto l'arco. All'interno del baglio, però, rimane un pezzo di abusivismo. Una mattina il proprietario di una casetta che si trova sotto l'arco si alza e si appropria una striscia di piazza innalzando un muretto. Così il proprietario del piccolo immobile in estate ha sorta di terrazzino privato. Lunga ed intrigante la storia del complesso di San Giovanni alla Guilla. Nel medioevo era un baglio che, insieme alla chiesetta, apparteneva all'Ordine degli Ospedalieri. Ma le origini di tali possedimenti sono, per mancanza di documenti, oggetto di una gran confusione storiografica. Sembra che la chiesa sia stata fondata intorno al 1170 dal gran Cancelliere del Regno Matteo d'Ajello, sotto il titolo di "Tutti i Santi". (...)'
'Dopo gli interventi di restauro ha cambiato volto il complesso di San Giovanni alla Guilla. L'impresa di Giuseppe Bruno ha ripristinato l'antica facciata mettendo in luce elementi architettonici nascosti da intonaci del Novecento. Tra i lavori compiuti ci sono l'impianto elettrico a norma ed interventi sotto l'arco. All'interno del baglio, però, rimane un pezzo di abusivismo. Una mattina il proprietario di una casetta che si trova sotto l'arco si alza e si appropria una striscia di piazza innalzando un muretto. Così il proprietario del piccolo immobile in estate ha sorta di terrazzino privato. Lunga ed intrigante la storia del complesso di San Giovanni alla Guilla. Nel medioevo era un baglio che, insieme alla chiesetta, apparteneva all'Ordine degli Ospedalieri. Ma le origini di tali possedimenti sono, per mancanza di documenti, oggetto di una gran confusione storiografica. Sembra che la chiesa sia stata fondata intorno al 1170 dal gran Cancelliere del Regno Matteo d'Ajello, sotto il titolo di "Tutti i Santi". (...)'
Recuperi in Via del Saladino all'Albergheria
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lunedì 14 giugno 2010
Il Recupero e la Ricostruzione Tipologica del Palazzo Brunaccini all'Albergheria
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sabato 12 giugno 2010
Recuperi in Via Schioppettieri
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venerdì 11 giugno 2010
giovedì 10 giugno 2010
Ancora Recuperi in Via Gioeni nel Seralcadi
Una zona molto interessante, alle spalle di Via Bonello. Siamo non distanti dal mercato del Capo eppure molti edifici sono in via di recupero così come questo, molto bello, in via Gioeni (traversa con via Santa Caterina).
mercoledì 9 giugno 2010
martedì 8 giugno 2010
Poca Attesa per il Recupero del Convento delle Artigianelle in Piazza Kalsa
Dovrebbe essere prossimo il progetto definitivo reso in forma esecutiva per il recupero del complesso del convento delle Artigianelle in Piazza Kalsa..
Il Dettaglio del Restauro delle Piazze Marina, Vittoria e Bologni
Il Dipartimento delle Infrastrutture della Regione Siciliana ha approvato in linea tecnica e procedurale un progetto redatto dall'Assessorato al Centro Storico relativo a tre importanti piazze collocate lungo l'asse monumentale del Cassaro: piazza della Vittoria, piazza Bologni e piazza Marina. E si procederà rapidamente al decreto di finanziamento utilizzando risorse disponibili dal precedente programma di fondi strutturali.Il progetto è uno stralcio individuato dal Sindaco Diego Cammarata e dall’Assessore al Centro Storico Maurizio Carta del più ampio “Progetto di riqualificazione degli assi monumentali” e prevede la completa riqualificazione delle 3 piazze attraverso un intervento integrato sulle pavimentazioni, sull'illuminazione, sull'arredo urbano e sul restauro degli elementi scultorei e delle recinzioni storiche.Il costo totale del progetto è di 12 milioni di euro divisi nelle tre piazze in funzione delle diverse necessità e l’appalto sarà assegnato entro il 2010.L'intervento più cospicuo è quello di Piazza Marina, volto ad una complessiva riconfigurazione della piazza e degli spazi limitrofi per restituirla al suo splendore originario e per agevolarne l'uso pedonale e come luogo di aggregazione, visti anche gli edifici storici che la circondano e le funzioni culturali e sociali che vi si svolgono: università, teatro, edifici comunali, ludoteca, etc.
In particolare gli interventi riguardano:
• il rifacimento della pavimentazione e dei marciapiedi, anche attraverso una migliore definizione delle aree pedonali (3,8 milioni di euro)
• l’arredo urbano (300.000 euro)
• il restauro e il ripristino della recinzione di Villa Garibaldi (170.500 euro)
• l’illuminazione della piazza e della Fontana del Garraffo (26.800 euro)
• l’illuminazione di Villa Garibaldi per renderne più agevole la fruizione (147.300 euro).
Anche Piazza della Vittoria godrà di un intervento di ampio respiro mirato soprattutto a restituire qualità al suo godimento vista anche la sua posizione strategica rispetto ad importanti centralità (Questura, Cattedrale, Palazzo Reale).
Il progetto prevede:
• il rifacimento della pavimentazione e dei marciapiedi (1,06 milioni di euro)
• l’arredo urbano (730.000 euro)
• l’illuminazione sia di Villa Bonanno che del lato su Corso Vittorio Emanuele (430.000 euro)
• il restauro del complesso marmoreo di Filippo V (672.000 euro)Infine, la terza piazza oggetto di manutenzione e riqualificazione sarà Piazza Bologni, oggetto di un intervento minore ma altrettanto significativo soprattutto in relazione alla presenza e attrattività del Museo Riso:
• il rifacimento della pavimentazione e dei marciapiedi (770.000 euro)
• l’illuminazione (15.400 euro)
• le infrastrutture per l’interramento degli impianti elettrici e telefonici (45.600 euro).
L'Assessore Carta dichiara che "si tratta di un poderoso intervento pubblico di circa 12 milioni di euro, finalizzato non solo al recupero degli spazi ma anche capace di incidere sull'economia cittadina sia coinvolgendo il sistema delle imprese che utilizzeranno circa 30-40 lavoratori per 30 mesi, sia producendo un indispensabile moltiplicatore di economie grazie all'indotto".I tre interventi fanno parte della più vasta strategia di riqualificazione degli spazi pubblici che ha come obiettivo la qualità della vita dei residenti e fruitori del centro storico. L’azione sugli spazi pubblici sarà propedeutica all’intervento del pubblico e del privato sul tessuto edilizio e commerciale che gravita sulle piazze."L’intervento di recupero - afferma l'Assessore Carta - è una strategia di futuro che permetterà di stimolare ulteriori interventi di restauro architettonico, di rivitalizzazione economica e di rigenerazione sociale, agevolando anche la completa pedonalizzazione delle tre piazze.La fase due del recupero del centro storico, infatti, potrà partire anche da queste tre piazze, generatrici di nuova qualità a partire dalla preziosa energia della loro identità. Sono piazze cardine dell’asse monumentale di corso Vittorio Emanuele e potranno essere connesse con altri interventi in corso di redazione attraverso risorse comunali e comunitarie, come la riqualificazione di piazza San Domenico, di piazza Borsa, di piazza Sant'Anna, di piazza Kalsa, di piazza Magione e del Foro Italico".
In particolare gli interventi riguardano:
• il rifacimento della pavimentazione e dei marciapiedi, anche attraverso una migliore definizione delle aree pedonali (3,8 milioni di euro)
• l’arredo urbano (300.000 euro)
• il restauro e il ripristino della recinzione di Villa Garibaldi (170.500 euro)
• l’illuminazione della piazza e della Fontana del Garraffo (26.800 euro)
• l’illuminazione di Villa Garibaldi per renderne più agevole la fruizione (147.300 euro).
Anche Piazza della Vittoria godrà di un intervento di ampio respiro mirato soprattutto a restituire qualità al suo godimento vista anche la sua posizione strategica rispetto ad importanti centralità (Questura, Cattedrale, Palazzo Reale).
Il progetto prevede:
• il rifacimento della pavimentazione e dei marciapiedi (1,06 milioni di euro)
• l’arredo urbano (730.000 euro)
• l’illuminazione sia di Villa Bonanno che del lato su Corso Vittorio Emanuele (430.000 euro)
• il restauro del complesso marmoreo di Filippo V (672.000 euro)Infine, la terza piazza oggetto di manutenzione e riqualificazione sarà Piazza Bologni, oggetto di un intervento minore ma altrettanto significativo soprattutto in relazione alla presenza e attrattività del Museo Riso:
• il rifacimento della pavimentazione e dei marciapiedi (770.000 euro)
• l’illuminazione (15.400 euro)
• le infrastrutture per l’interramento degli impianti elettrici e telefonici (45.600 euro).
L'Assessore Carta dichiara che "si tratta di un poderoso intervento pubblico di circa 12 milioni di euro, finalizzato non solo al recupero degli spazi ma anche capace di incidere sull'economia cittadina sia coinvolgendo il sistema delle imprese che utilizzeranno circa 30-40 lavoratori per 30 mesi, sia producendo un indispensabile moltiplicatore di economie grazie all'indotto".I tre interventi fanno parte della più vasta strategia di riqualificazione degli spazi pubblici che ha come obiettivo la qualità della vita dei residenti e fruitori del centro storico. L’azione sugli spazi pubblici sarà propedeutica all’intervento del pubblico e del privato sul tessuto edilizio e commerciale che gravita sulle piazze."L’intervento di recupero - afferma l'Assessore Carta - è una strategia di futuro che permetterà di stimolare ulteriori interventi di restauro architettonico, di rivitalizzazione economica e di rigenerazione sociale, agevolando anche la completa pedonalizzazione delle tre piazze.La fase due del recupero del centro storico, infatti, potrà partire anche da queste tre piazze, generatrici di nuova qualità a partire dalla preziosa energia della loro identità. Sono piazze cardine dell’asse monumentale di corso Vittorio Emanuele e potranno essere connesse con altri interventi in corso di redazione attraverso risorse comunali e comunitarie, come la riqualificazione di piazza San Domenico, di piazza Borsa, di piazza Sant'Anna, di piazza Kalsa, di piazza Magione e del Foro Italico".
lunedì 7 giugno 2010
Il Recupero del Palazzo Di Rudinì
sabato 5 giugno 2010
Da Oggi i Reperti di Morgantina al Salinas
Il Salinas resterà aperto fino al 5 agosto. L'occasione è interessante ed infatti saranno in mostra i manufatti recuperati dagli scavi clandestini a Morgantina e poi venduti al Metropolitan Museum. L'inaugurazione è oggi alle 19.30 con tanto di degustazione e accompagnamento musicale. Ricordo che i residenti della provincia di Palermo potranno visitare il museo al costo simbolico di 1 euro..
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venerdì 4 giugno 2010
La Mostra Fotografica ROMANIPEN di Giuseppe Sinatra Domani allo Ster

Domani l'inaugurazione della mostra fotografica ROMANIPEN di Walter Leonardi e Guseppe Sinatra. Oggi, 5 Giugno 2010, ore 18, presso il Palazzo Chiaramonte "Steri" a Palermo.
Seguirà alle ore 21 il concerto dei Matrimia Klezmer Band
Orari mostra: martedì-sabato 9,30 - 13,00/15,30-18,30; domenica 9,30-13,30.
La mostra sarà visitabile fino al 10 luglio 2010
Seguirà alle ore 21 il concerto dei Matrimia Klezmer Band
Orari mostra: martedì-sabato 9,30 - 13,00/15,30-18,30; domenica 9,30-13,30.
La mostra sarà visitabile fino al 10 luglio 2010
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giovedì 3 giugno 2010
Dodici Milioni di Euro per il Restauro delle Piazze Bologni, Vittoria e Marina
Lo scrive il Giornale di Sicilia di oggi:
La Regione ha dato il via libera al Comune per i lavori di restauro nel centro storico. Interventi per dodici milioni di euro lungo l'asse monumentale del Cassaro, programma lavori sulle pavimentazioni, sull'illuminazione e sull'arredo pubblico di tre piazze: piazze della Vittoria, piazza Bologni e piazza Marina. Saranno effettuati interventi anche a sculture e recinzioni storiche. Ulteriori approfondimenti nell'edizione cartace del Giornale di Sicilia in edicola oggi 3 giugno 2010
La Regione ha dato il via libera al Comune per i lavori di restauro nel centro storico. Interventi per dodici milioni di euro lungo l'asse monumentale del Cassaro, programma lavori sulle pavimentazioni, sull'illuminazione e sull'arredo pubblico di tre piazze: piazze della Vittoria, piazza Bologni e piazza Marina. Saranno effettuati interventi anche a sculture e recinzioni storiche. Ulteriori approfondimenti nell'edizione cartace del Giornale di Sicilia in edicola oggi 3 giugno 2010
mercoledì 2 giugno 2010
I Giochi della Lingua Francese a Palermo il 4 Giugno
Già quasi mille iscritti ai Giochi della lingua francese che si svolgeranno a Palermo il 4 giugno. Giovani da tutta la Sicilia e dall’Università di Palermo. Ancora aperte le iscrizioni. Non si aspettavano forse tanto successo gli organizzatori dei Giochi della Lingua francese che hanno raccolto già quasi mille iscrizioni per il 4 giugno quando dalle 8 alle 14, nei locali del Polo Didattico di viale delle Scienze avrà inizio la competizione, promossa e organizzata dall’Università degli Studi di Palermo, dall’Ambasciata di Francia e dall’AMOPA (Associazione dei Membri dell’Ordine delle Palme Accademiche). Ammessi ai giochi gli studenti delle Facoltà universitarie dell’Ateneo palermitano e i giovani del triennio delle scuole superiori di Palermo, Agrigento, Trapani e Caltanissetta. In palio ben 5 borse di studio per il campus di Perpignan, nel Sud della Francia, una residenza universitaria all’avanguardia dove i vincitori trascorreranno due settimane di studio e vacanza e dove potranno perfezionare la propria conoscenza della lingua francese. Gli altri partecipanti non ripartiranno però a mani vuote: centinaia di premi di consolazione, offerti dagli editori Hachette, Sansoni, RCS, sponsor dell’iniziativa, sono a loro disposizione. I “Giochi della lingua francese” saranno articolati come gli attuali format televisivi basati su domande di cultura generale e prevedono la partecipazione di artisti, attori e musicisti. Come nasce un’idea così? Jean-Christophe Gallet, addetto linguistico dell’Ambasciata di Francia, spiega: “La politica dei servizi di cooperazione dell’Ambasciata di Francia in Italia si è sempre distinta per un particolare interesse nei confronti della Sicilia; il Centro Culturale Francese, sede dei servizi culturali dell’Ambasciata, è a Palermo dal 1955: i siciliani che si sono formati o perfezionati nella lingua francese sono innumerevoli e moltissimi di loro mantengono un rapporto privilegiato con il Centro stesso e soprattutto con la cultura francese”. I “Giochi” nascono però da un’idea che è frutto di una sinergia: “L’entusiasmo dei nostri partner istituzionali, l’ispettrice Rampolla del Tindaro, presidentessa dell’AMOPA –Italia, la prof.ssa Lillo, della Facoltà di Scienze Politiche, e il prof. Madonia, della Facoltà di Lettere e Filosofia, ha convinto l’Ambasciata di Francia, che ha così deciso di investire le proprie risorse in Sicilia, promuovendo un progetto-pilota che, partire dall’anno prossimo, potrebbe essere riprodotto anche in molte altre città italiane”. La chiave del successo dell’operazione sono però i giovani stessi: “Abbiamo promosso nelle scuole una campagna di sensibilizzazione alla lingua francese affidata a ragazzi e ragazze appena laureati o prossimi alla laurea, continua Gallet, i quali hanno incontrato centinaia di studenti e dialogato con loro, raccontando la propria esperienza. Questi giovani generosi ed entusiasti ci stanno dando un aiuto prezioso nell’organizzazione dei “Giochi” ed è solo grazie a loro che l’operazione potrà essere condotta a buon fine”.I “Giochi della lingua francese” rappresentano il momento culminante di un anno che ha visto il coinvolgimento di più di duemila giovani delle scuole e dell’Università attorno alla lingua francese: l’AMOPA, importante ordine cavalleresco napoleonico, ha distribuito numerosissimi diplomi ai migliori studenti di lingua francese e, in collaborazione con l’Università degli Studi, è stata promotrice dell’iniziativa “Le français à la Fac” (“Il francese in Facoltà”), grazie alla quale centinaia di studenti delle scuole hanno avuto modo di capire l’importanza dello studio della lingua francese. “I giovani hanno ben compreso – spiega il prof. Madonia, organizzatore dei Giochi e docente di linguistica francese nella Facoltà di Lettere – che il francese offre straordinarie opportunità di formazione. Come i maggiori intellettuali siciliani dell’Otto e del Novecento, anche i nostri studenti guardano la Francia come una reale occasione per il loro futuro: corsi universitari flessibili e interdisciplinari, centri di eccellenza come le Grandes Ecoles, accolgono ogni anno numerosi studenti siciliani che conseguono titoli accademici prestigiosi spendendo somme ben inferiori rispetto a formazioni di egual livello in università inglesi o americane. Il tutto senza contare che il francese è ancora lingua franca del Mediterraneo, specialmente negli intensi rapporti con il Maghreb, indispensabili all’economia siciliana”. “ I “Giochi”, prosegue il prof. Madonia, sono una prova concreta dell’interesse della politica culturale condotta dall’Ambasciata di Francia in Sicilia: le cinque borse messe a disposizione degli studenti delle Scuole e dell’Università costituiscono una vera eccezione nella difficile stagione che attraversiamo. Ho motivo di sperare che questo non sarà un evento unico, ma che l’anno prossimo possa essere ripetuto e che gli scambi con la Francia possano essere intensificati”. C’è in effetti da scommettere che l’idea continuerà a piacere. Frattanto avete ancora tempo per decidere di partecipare: le iscrizioni si chiudono il 3 giugno. Il regolamento del gioco è disponibile al sito: www.france-palermo.it e l’iscrizione, obbligatoria, deve essere effettuata on line.
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martedì 1 giugno 2010
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