giovedì 23 dicembre 2010

A Proposito del Sequestro della Villa Napoli. Qualche Verità in Più..

Questo post è il seguito di quest'altro dove si parlava del recente sequestro della Villa Napoli. Bene, sapevate che la Villa Napoli è di proprietà dell'EOSS (Ente Orchestra Sinfonica Siciliana)? Che c'entra? direte voi... Ancora una volta a quanto pare si è scelto il modo più becero di uccidere un bene monumentale, farlo diventare un asset patrimoniale utile solo a configurare una posta attiva in un bilancio di un ente colabrodo qualunque. Non so se sia ipotizzabile una sorta di falso in bilancio alla fine sono chiaramente delle operazioni fittizie solo a scapito dei beni monumentali. O forse potrebbe dare un bell'input ad un interessante servizio di Striscia la Notizia.

E' successa la stessa cosa recentemente anche al Palazzo Sammartino in via Lungarini, destinato a rimanere un rudere perchè buono solo a rappresentare un capitale virtuale per coprire i buchi di bilancio di una municipalizzata.

La storia della Villa Napoli ed il suo ruolo contabile è spiegato compiutamente da Vincenzo Prestigiacomo su La Sicilia:

'Il sequestro di Villa Napoli di via Speciale era nell'aria. Un mese fa il nostro giornale ha denunciato lo stato di degrado della settecentesca dimora del quartiere Cuba Calatafimi, ceduta dalla Regione all'Ente Orchestra Sinfonica Siciliana.
Molto sorpreso è rimasto il sovrintendente ai Beni culturali di Palermo Gaetano Gullo. Dice: «Il sequestro colpisce anche il giardino da noi ripulito e, purtroppo, il quartiere viene privato di uno spazio di verde importante. Spero solo temporaneamente. Il nodo fondamentale rimane lo stato di degrado della struttura. Sin dal mio insediamento mi sono attivato affinché Villa Napoli ritorni nella disponibilità del demanio regionale e nello stesso tempo ci siamo adoperati per avere i finanziamenti del Por».
Aggiunge Gullo: «Domani (oggi per chi legge, ndr) si riunisce il Consiglio d'amministrazione dell'Ente Orchestra Sinfonica Siciliana per prendere una decisione sulla nostra richiesta».
Spiega Gianfranco Zanna, responsabile per i Beni culturali di Legambiente: «Alcuni anni fa, per evitare il fallimento dell'Ente Orchestra Sinfonica Siciliana, Villa Napoli fu maldestramente ceduta al suo patrimonio. Questo assurdo trasferimento del bene ha avuto, come prima conseguenza, la perdita di un finanziamento di 3 milioni di euro che sarebbero serviti per il completamento del suo restauro. Sembra che di questo stato di degrado e abbandono nessuno ne abbia una colpa».
La villa, non essendo vissuta, è rimasta in balia di vandali e ladruncoli. Ultimamente sono state asportate mattonelle maiolicate e una preziosa acquasantiera che impreziosiva l'annessa cappella. E pensare che il verde e le fontane del Gagini che circondavano il parco erano l'orgoglio della famiglia di Napoli. Si è salvata soltanto la «Cubala», il caratteristico chioschetto a forma cubica. La famiglia di Napoli entrò in possesso della dimora nel 1758 con il giurista Carlo. La villa venne edificata intorno al 1730 con l'utilizzo dei resti della normanna Torre Alfaina o Cuba Soprana. Nella facciata orientale sono visibili testimonianze di archi ogivali.'

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