mercoledì 30 giugno 2010

Ancora un Appello per Villa Pietratagliata in Via Serradifalco.

Lo pubblica Vincenzo Prestigiacomo su La Sicilia del 25 giugno u.s.
E' incredibile che non si faccia nulla per sollevare dal degrado questo edificio. Ricordo
e lo scriverò altre volte come in altre parti d'Italia si applica l'art.838 del Codice Civile da noi rimasto tutt'ora lettera morta

'Salve le disposizioni delle leggi penali e di polizia, nonché (le norme dell'ordinamento corporativo e) le disposizioni particolari concernenti beni determinati, quando il proprietario abbandona la conservazione, la coltivazione o l'esercizio di beni che interessano la produzione nazionale, in modo da nuocere gravemente alle esigenze della produzione stessa, può farsi luogo all'espropriazione dei beni da parte dell'autorità amministrativa, premesso il pagamento di una giusta indennità (att. 56).La stessa disposizione si applica se il deperimento dei beni ha per effetto di nuocere gravemente al decoro delle città o alle ragioni dell'arte, della storia o della sanità pubblica.'

Di seguito l'articolo di Vincenzo Prestigiacomo

A distanza di trent'anni dalla morte dell'ultimo principe Alliata di Pietatagliata la villa di via Serradifalco continua a vivere in assoluto stato di degrado e abbandono. Solai crollati, cedimenti delle coperture, parco ridotto a un ammasso di sterpaglia, topi che scorrazzano mortificano questo gioiello architettonico della fine dell'Ottocento. Senza contare i trafugamenti di elementi decorativi d'epoca, un vero scempio. Nel quartiere tutti chiamano la costruzione castello per le due grandi ali, le cinquanta stanze, le torri merlate. Si tratta di un edificio sorto negli ultimi lampi della Belle Epoque, che subito diventò salotto di aristocratici e punto di riferimento di studiosi. Oggi la struttura è contaminata dal cemento dei palazzi che la circondano, al punto da togliere ossigeno all'abbandonata flora. La villa fu costruita a partire dal 1880 dal principe Luigi Alliata di Pietratagliata e rimase proprietà della sua famiglia fino alla morte del figlio Raniero (10 ottobre 1979). Poi il bene fu ereditato dai nipoti Chiaramonte Bordonaro, discendenti di una sorella di Raniero, Marianna. Tra i parenti si aprì una guerra per la divisione dello splendido maniero. Alla fine ne fu decisa la vendita. Correvano gli anni Novanta quando l'immobile venne acquistato dall'imprenditore Salvatore Sbeglia, mafioso legato alla cosca dei Ganci. Da quel momento si entrò in un tunnel al buio. La proprietà fu confiscata e affidata al tribunale che nominò un curatore fallimentare. Nel frattempo la villa veniva adottata dalla scuola media "Leonardo da Vinci" in occasione di "Palermo apre le porte". I ragazzi hanno ripulito il giardino che, tuttavia, negli ultimi tre anni è stato ridotto nuovamente a discarica. Ritorniamo sulle vicende storiche dela dimora. L'inaugurazione di villa Petratagliata nel 1885 costituì un vero e proprio avvenimento. Alla festa, che durò due giorni, c'era tutta la nobiltà palermitana. La visita dei saloni lasciò in tutti enorme meraviglia. All'esterno faceva bella mostra un laghetto animato da sciami di anatre e una ricca flora di piante esotiche fatte arrivare dall'estero. La più mondana della famiglia Alliata fu Bianca, donna piena di interessi culturali, è famosa la sua collezione di cartoline legate alla città di Palermo. Bianca era amica del cuore di Donna Franca Florio. Bent Parodi di Belsito, a proposito dell'ultimogenito del principe Luigi, ha scritto: "Fu allevato da una severa bambinaia tedesca, che incise profondamente nella personalità del piccino. Raniero divenne così una composita figura: un po' tedesco, un po' siciliano ma col prevalente gusto del pangermanesimo. L'ammirazione verso la cultura tedesca, d'altronde, era di casa nel castello di via Serradifalco. Raniero già a 15 anni, incuriosito dalla vasta letteratura disponibile nella biblioteca del castello, aveva cominciato ad interessarsi di occultismo, sotto lo sguardo non dispiaciuto del padre, anche lui pratico di scienze e di occultismo, secondo la moda del tempo". Morto nel 1921 il duca Luigi di Pietratagliata, il figlio Raniero in pochi anni fece fuori una immensa fortuna giocando ai tavoli verdi dei circoli. Poi una notte, rientrando nel suo maniero, decise di farla finita con le banalità della vita esterna. Si chiuse nel suo castello di via Serradifalco e si dedicò alla vita scientifica. Pur nel chiuso del castello la fama di Raniero giunse negli ambienti accademici e scientifici. Il principe Alliata si riteneva immortale, invece, morì nel suo gigantesco letto con baldacchino E nessuno poté udire il suo ultimo lamento. 25/06/2010

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