venerdì 6 marzo 2009

La Storia del Duca di Maqueda, Vicerè a Palermo

Su La Sicilia del 3 marzo Vincenzo Prestigiacomo racconta l'avvincente storia del Duca di Maqueda, vicerè e al tempo stesso pirata. Comunque amante, a suo modo, di Palermo e che lasciò tutto per aprire definitivamente la strada che ancora oggi porta il suo nome.
Qui l'epilogo della storia del duca: '(...)Infatti nel settembre del 1601 al ritorno dell'assalto di una nave il Candenas perse nella rotta Trapani-Palermo oltre cinquanta uomini tra marinai e schiavi per una epidemia di peste scoppiata a bordo. Così quando arrivò a Palermo, il pretore del Bosco si oppose fortemente al rilascio della "pratica", il lasciapassare di sbarco. Ci furono una serie di frenetiche riunioni fra il Maqueda, il Del Bosco e la nobiltà rappresentata al Senato. Il vicerè con molta abilità dialettica riuscì a strappare l'autorizzazione corrompendo due medici che salirono a bordo dell'imbarcazione e dopo un'ora firmarono un certificato sostenendo che non c'era alcun sospetto di peste. A quel punto il Maqueda fece sbarcare in fretta e furia merci e tutti gli uomini sopravvissuti al morbo. Furono portate a Palazzo dei Normanni tredici casse con monete d'oro, perle, gioielli, preziose stoffe di seta, piatti d'argento. Per ironia della sua sorte quando fece saltare il lucchetto della tredicesima cassa non trovò gioielli ma il cadavere di un uomo di colore morto di peste. Nel salone insieme al vicerè c'erano la moglie e i tre figli. Tutta la famiglia venne contaminata dalla peste. Il 17 dicembre del 1601 si spense lentamente tra dolori allucinanti. Per farsi perdonare lasciò gran parte dei suoi beni illeciti alla città di Palermo affinché fosse ultimata la nuova strada che porta ancora oggi il suo nome.'
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