sabato 14 marzo 2009

Finalmente Qualcuno che Alza la Testa..

L'assessore Gianni scopre un velo impietoso che copre le realtà dei rapporti tra Sicilia e Italia. Spero solo che ale parole seguano i fatti..

ASCA ''La crisi e' ormai alle nostre porte e l'Italia come reagisce'? Rapina i fondi Fas che sono Fondi per le Aree Sottosviluppate e con la complicita' del ministro Fitto, che sembra ormai essere vittima delle sindrome di Stoccolma, li utilizza per le opere da realizzarsi al Nord del Paese''. Cosi' l'assessore all'Industria della Regione siciliana, Pippo Gianni, al convegno organizzato dalla Uil campana assieme alla Uil Sicilia 'Io sud, tu sud, noi... L'Italia', che ha come tema centrale ''Nuove politiche, nuova etica, il coraggio nelle scelte'' per fare il punto sulle condizioni economiche, occupazionali e sociali del Mezzogiorno che gia' risente della crisi, soprattutto degli effetti di quella internazionale, in tutti i settori.''Non solo - afferma l'assessore all'Industria siciliano - ci rapinano dei fondi che erano destinati a rilanciare le nostre infrastrutture, ma pretenderebbero anche un grazie per 'l'elemosina' di un milione di euro per il Ponte sullo stretto''.''Io voglio il Ponte - precisa Gianni - ma la somma indicata e' appena sufficiente all'esproprio delle aree, non certo all'apertura dei cantieri. Quindi, si tratta di sabbia negli occhi dei siciliani per distrarre l'attenzione dalla rapina di ben altre somme. Quelle che servono a realizzare strade, autostrade e linee ferrate, da noi ferme alla fine dell'ottocento''.''Ora - sottolinea Gianni - il ministro Sacconi minaccia di commissariare la sanita' siciliana, ma noi al massimo possiamo accettare mezzo commissario perche', sarebbe bene spiegare a Sacconi, che la Sicilia, unica regione in Italia, compartecipa alla spesa sanitaria con il 50% di risorse proprie. Vorrei ricordare al ministro che tale imposizione era subordinata al contestuale trasferimento di parte delle accise sui prodotti petroliferi prodotti nella nostra regione. Ed invece, la quota di compartecipazione ci e' stata aumentata a livelli che nessuna altra regione 'virtuosa' sopporta e del trasferimento di fondi nessuno ne parla piu', nonostante sia stato approvato con la medesima legge''.''Ed allora - rimarca Gianni - e' bene che la Sicilia reagisca.Ora diciamo basta, non tolleriamo piu' di essere trattati come 'figli di un Dio minore'. Il nostro territorio, da oltre cinquanta anni, ospita le piu' grandi raffinerie per il trattamento dei prodotti petroliferi che contribuiscono per oltre il 40% al fabbisogno nazionale. Cio' ha determinato, da un lato, una significativa risposta occupazionale ma, nel lungo periodo, le attivita' esercitate hanno determinato la compromissione spesso irreversibile di interi territori, coinvolgendo suoli, falde acquifere, coste, atmosfera e soprattutto minando la salute dei siciliani. Ormai i dati sulle patologie oncologiche e genetiche in interi territori sono arrivati ad un livello di gravita' tale che, difficilmente, potranno piu' essere ignorati. Di contro, il nuovo indirizzo politico a livello nazionale ed europeo, in materia di ambiente e di tutela della salute, non ritorna di alcuna utilita' per recuperare ed alleviare il deterioramento gia' causato, ma si limita ad una generica prevenzione contro ulteriori devastazioni della salute collettiva e del territorio''.

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