domenica 15 febbraio 2009

Al Palazzo Sant'Elia il '700 Ritrovato - Opere d'Arte Mai Viste

Il Palazzo Sant'Elia


Una Bellissima mostra, da non perdere (anche se ormai in scadenza). Alcune tele sono veramente degne di nota. E poi quei saloni del Palazzo..
Un solo augurio: che queste opere possano essere esposte in via permanente. Magari proprio al Palazzo Sant'Elia che attende da un po' troppo tempo una destinazione definitiva.
Di seguito la descrizione della mostra dal sito della Provincia Regionale di Palermo:

“Il ‘700 ritrovato a Palazzo Sant’Elia – Le collezioni della galleria regionale di Palazzo Abatellis”. L’esposizione è promossa e organizzata dalla Provincia regionale di Palermo con Palazzo Abatellis, l’Assessorato regionale ai Beni culturali, Ambientali e Pubblica istruzione e il Dipartimento regionale ai Beni culturali, Ambientali e all’Educazione permanente. Palazzo sant’Elia è in via Maqueda 81.
Curata da Vincenzo Abbate e Giulia Davì, rispettivamente già direttore e attuale direttrice di Palazzo Abatellis, in qualità di responsabili del coordinamento scientifico, la mostra raccoglie le opere pittoriche conservate a Palazzo Abatellis, nella ‘stanza dei tesori’, e mai esposte al pubblico negli ultimi 60 anni. Si tratta dei quadri trasferiti dal Museo nazionale di Palermo, oggi Museo regionale archeologico Salinas, a palazzo Abatellis, tra il 1953 e il 1954. Nei decenni passati e sino a poco tempo addietro si è spesso discusso di uno spazio espositivo per questa collezione e già nel 1937 il critico d’arte Maria Accascina, dalle colonne del “Giornale di Sicilia”, segnalava che erano trascorsi diversi anni dall’ultima esposizione dei dipinti del ‘700 palermitano e che sarebbe stato opportuno individuare una sede adeguata per mostrarli. Ma oltre alle pitture, tra cui spiccano i ritratti e le imponenti pale d’altare, l’allestimento comprende disegni di pitture (ovvero studi preparatori per opere successive), disegni su carta e disegni di architetture, collages che raffigurano ambienti interni domestici e scene di vita quotidiana, realizzati con l’utilizzo di vari materiali, tra cui la stoffa, mobili, arredi e suppellettili presenti nelle dimore aristocratiche settecentesche (c’è anche l’ambientazione dell’alcova del piano nobile di Sant’Elia). Rivive dunque l’atmosfera dell’epoca, gli sfarzi e i vezzi che amava concedersi l’aristocrazia, in una corsa forsennata verso l’affermazione sociale, il primato del prestigio, la supremazia assoluta del blasone.
Nel catalogo, testi critici di Giulia Davì, Vincenzo Abbate, Diana Malignaggi, Eliana Mauro, Ettore Sessa, Giovanni Mendola, Maurizio Rotolo, Santina Grasso, Mariny Guttilla, Elvira D’Amico, Massimiliano Marafon Pecoraro.
Aperture al pubblico con ingresso libero e gratuito dalle 9.30 del 24 dicembre. La mostra potrà essere visitata fino al 22 febbraio, tutti i giorni, dalle 9:30 alle 13.30 e dalle 16 alle 20, compresi le domeniche e i giorni festivi. Chiusura settimanale il lunedì.

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