-Dettaglio dell'esterno con Cupola della Chiesa di Sant'Ignazio sullo sfondo-
venerdì 29 agosto 2008
Terminati i Lavori di Restauro dell'Oratorio di Santa Caterina di Alessandria
Amore, Sposti la Antenna? Non Vedo Bene la TV.. (Foto)
giovedì 28 agosto 2008
Palermo è tra le Prime Quattro Mete Preferite dagli Italiani per le Vacanze Estive di Quest' Anno.
martedì 26 agosto 2008
Dettagli dalla via Montevergini. Il Palazzo Frangipane.
Ristorante - Brasserie 'Le Stanze' Presto in Apertura a Palermo
lunedì 25 agosto 2008
Insetti Maledetti.. Ci Mancava il Tarlo Asiatico..

- fonte: Regione Lombardia -
E se lo si dovesse avvistare a Palermo? Sicuramente chiamando il numero verde indicato dalla Regione Lombardia non si potrebbe comunque contare su un intervento tempestivo (anzi, i lombardi potrebbero addirittura essere pure più contenti: mal comune mezzo gaudio)... Quindi, in alternativa, sarà più utile ricorrere al metodo antico e utilizzare la suola delle scarpe.
P.S. -Aggiornamento- vi rimando al blog di Marco (clicca qui) per delle immagini molto migliori riprese da una mano esperta
Le Origini di Frank Sinatra Risalgono a Lercara Friddi..

-Il 'Lercarese' Lucky Luciano -
L'Arcidiocesi di Palermo Apre Stasera (25 Agosto) ai Visitatori Alcune delle più Celebri Chiese e Musei di Palermo
sabato 23 agosto 2008
Il Palazzo dei Normanni. Foto e Novità di una Continua Miniera di Storia, Arte ed Orgoglio Siciliano
Peccato non avere visto la sala di Re Ruggero, le Torre Campanaria, sala d'Ercole, ecc. ma già quello che ho visto è già abbastanza.. per adesso..
Il Palazzo dei Normanni si conferma la meraviglia delle meraviglie. Anche il solo motivo di una visita a Palermo per chi viene da fuori ed una sosta necessaria per chi vive a Palermo giusto per rendersi conto dell'unicità e grandezza di Palermo
P.S. scusate per la mole di pixel ma ho inserito le foto giusto per fare capire di cosa stavo parlando (tutte le foto sono ingrandibili, basta cliccare sopra)..
giovedì 21 agosto 2008
La Metamorfosi di Piazzetta della Canna in Centro Storico.
Restauri in corso ma altri che si sono già conclusi. Ho scoperto l'altro giorno che non tutti sono a conoscenza dei lavori già effettuati in diverse zone del Centro Storico. Uno di questi posti è piazzetta della Canna. Non distante dal complesso del Montevergini. Una piazza completamente cambiata. Prima il Malox adesso un caffè concerto. Prima i ruderi adesso il restauro ed il completo recupero dell'ex convento di San Biagio quattrocentesco e di proprietà del Comune di Palermo. E dire che nessuno ci avrebbe scommesso due lire.. eppure.. Peccato però che la piazzetta sia stata stravolta anche dal taglio delle due palme devastate dal punteruolo rosso...
Il Lavoro di Staff a Palermo..
-Clicca sulla foto per ingrandirla- giovedì 14 agosto 2008
Ripartono i Lavori di Restauro della Chiesa dei Santi Euno e Giuliano in Piazza Magione
Fonte: Comune di Palermo
mercoledì 13 agosto 2008
Palermo su Google Earth. Qualche Novità a Tre Dimensioni.
lunedì 11 agosto 2008
Le Immagini del Restauro di Piazza Casa Professa
Scendono i ponteggi ed emergono i frutti del restauro della piazza Casa Professa, il prospetto della chiesa del Gesù ritorna pulito e con colori vivi e, ciò che stupisce ancora di più, risplende al sole la nuova residenza universitaria frutto di una vera e propria ricostruzione dei pochi resti dell'antico convento limitrofo (chi ricorda cosa fosse quel convento dopo la guerra si ricorderà solo di un prospetto inpiedi per miracolo). Adesso il restauro passa alla cupola, già imbrigliata da una miriade di ponteggi.
venerdì 8 agosto 2008
I Primi Effetti della Presenza del Sultano..
Vista la generosità (da fargli una statua), il sultano potrebbe magari anche prendere in considerazione il restauro di qualche monumento in stato precario.. chissà..
I Dieci Simboli del Degrado del Nostro Patrimonio Immobiliare
mercoledì 6 agosto 2008
In Restauro il Palazzo Cesarò Colonna
martedì 5 agosto 2008
La Vera Storia dei Mille in Sicilia.. Un Po' di Sano Revisionismo
Giuseppe Giarrizzo, Francesco Renda, Orazio Cancila, Salvatore Fodale, Angelo Sindoni, Salvatore Lupo, Enrico Iachello, Ninni Picone, Giovanni Ruffino, Salvatore Nicosia, Cuchita Rinaldi, Enzo Guarrasi, Guido Pescosolido, Salvo Di Matteo, Claudio Torrisi, Antonio De Francesco, Franco Lo Piparo, Federico Martino, Ninni Giuffrida, Giuseppe Carlo Marino, Giacomo Dentici, Vittorio Sciuti Russi, Giovanni Rosciglione, Domenico Ligresti, Franco Benigno, Andrea Romano, Mario Centorrino, Piero David, Fabrizio Fasulo, Alessandro Bellavista, Paolo Militello.
Ripeto: parte del mondo accademico perchè proprio da un professore universitario ricevo un link ad un articolo tratto da SiciliaInformazioni, che pubblico, e che personalmente trovo molto interessante e veritiero nel resoconto dei fatti (più o meno conoscevo già la storia). Giusto per capire chi fosse e che rappresentasse l'Eroe dei Due Mondi. Giusto ad ad onor del vero...

L'articolo di Siciliainformazioni
'L’impresa di Garibaldi, scaturisce dall’appoggio degli Illuminati, e dalla massoneria inglese,e si concreta in un ’alleanza tattica strategica e militare con la mafia senza il cui sostegno sarebbe naufragata .
I mafiosi avevano armi e cavalli conoscevano strade e percorsi ad altri ignoti, e facevano, per mestiere e natura, i capipopolo.
E’ storicamente ben documentata,è la presenza nelle file garibaldine dei mafiosi Miceli e Badia il cui l’apporto fu determinante e di altri meno noti insieme ai contadini e “picciotti” radunati da alcuni nobili, tra cui Rosolino Pilo dei conti di Capaci.
Il 6 maggio 1860 Garibaldi partí da Quarto sui vapori Piemonte e Lombardo acquistati con un atto stipulato a Torino la sera del 4 maggio dal notaio Gioacchino Vincenzo Baldioli tra Rubattino, venditore, e Giacomo Medici, in rappresentanza di Garibaldi, acquirente. Garanti del pagamento furono il re Vittorio Emanuele II e Camillo Benso conte di Cavour. Il giorno 7 Garibaldi nel porto di Talamone, venne rifornito dalle truppe piemontesi, comandate dal maggiore Giorgini, di 4 cannoni, alcune centinaia di fucili e centomila proiettili e dopo aver imbarcato carbone e altre armi a Orbetello, ripartì .
Della spedizione che venne finanziata dal governo inglese con una cassa di piastre d’oro turche (moneta franca nel Mediterraneo del tempo) che sbarcò a Marsala il giorno 11 dello stesso mese facevano parte 1.089 uomini tra cui 150 avvocati, 100 medici, 20 farmacisti, 50 ingegneri e 60 possidenti. che provenivano per oltre la metà dalla Lombardia e dal Veneto, poi, in ordine decrescente toscani, parmensi, modenesi
A presidio delle acque siciliane vi erano la : pirocorvetta Stromboli, il brigantino Valoroso, la fregata a vela Partenope (comandata dal capitano Acton) ed il vapore armato Capri,comandato dal capitano Marino Caracciolo della marina reale borbonica .
Benché a tiro della Stromboli e del Capri non fu sparato un colpo per fermare i vascelli Garibaldini,anche per la presenza delle cannoniere inglesi Argus (capitano Winnington-Inghram) e Intrepid (capitano Marryat), che erano nei pressi .
Solo dopo due ore dallo sbarco ,il Lombardo, ormai vuoto, fu affondato a cannonate, mentre il Piemonte, arenatosi , venne catturato e rimorchiato a Napoli.
Il governo borbonico, tramite il ministro Carafa, si limitò ad una semplice protesta contro l’ atto di pirateria sostenuto dal Piemonte.
Il giorno 13 Garibaldi, a Salemi, con il sostegno del barone Sant’Anna, si autoproclamò dittatore della Sicilia.
Inspiegabile è che il governatore Borbonico Castelcicala pur avendo a sua disposizione , comandate dal generale Landi. circa tremila uomini, inviò da Alcamo il giorno 14 un solo battaglione verso Calatafimi, con l’ordine di non attaccare il nemico e, se attaccato, di ... ritirarsi.
Il maggiore Sforza, comandante dell’8° Cacciatori, con sole quattro compagnie, si scontrò il giorno 15 con i garibaldini, che vennero sgominati e si rifugiarono sulle colline, ove furono inseguiti dallo Sforza.
Sembrava fatta .gli insorti erano allo sbando .Senza addestramento e disciplina era un gioco da ragazzi annientare quelle orde di sbantati. Il comandante ,generale Landi,tuttavia,invece di inviare altre forze come era logico ed opportuno per l’annientamento del nemico, ordinò la ritirata senza neanche avvisare lo Sforza, il quale avendo terminate le munizioni fu costretto a riportare i suoi verso il grosso che si stava incredibilmente allontanando,in direzione di Palermo.
Si scoprì più tardi che il Landi aveva ricevuto dai carbonari una fede di credito di quattordicimila ducati come prezzo del suo tradimento.
La cosa più incredibile fu che Landi non fu nemmeno sottoposto al giudizio di una corte marziale ma semplicemente sollevato dal comando dal generale Lanza,il quale inviò come truppe di contrasto agli invasori dalla giubba rossa , il giorno 21 due colonne militari, una formata dal 3° battaglione estero, comandata dal maggiore Von Meckel, e l’altra formata dal 9° Cacciatori, comandata dal maggiore Ferdinando Beneventano del Bosco, per un totale di tremila uomini con quattro obici da montagna.
Un primo scontro avvenne a Partinico, ove circa mille “filibustieri” furono rapidamente messi in fuga da Von Meckel. In questo scontro morì Rosolino Pilo.Il resto delle armate garibaldine, con lo stesso Garibaldi, si rifugiò sul monte Calvario. Il giorno successivo, al primo attacco dei borbonici, Garibaldi, quasi circondato, fuggì fortunosamente nella notte con il resto delle sue truppe verso Corleone.
Giunti al quadrivio di Ficuzza, i Garibaldini si divisero in due gruppi uno con alla testa Garibaldi si diresse verso Palermo, l’altro al comando di Orsini prese la strada per Corleone. Ad inseguire Garibaldi furono i reparti di Von Meckel, mentre le truppe di del Bosco inseguirono l’Orsini,il quale attestatosi a Corleone, fu immediatamente investito dalle truppe borboniche che, con un rapido e violento assalto, lo neutralizzarono completamente.
Von Meckel, intanto, aveva saggiamente inviato velocemente il grosso delle sue truppe con al comando il maggiore Colonna a posizionarsi al ponte delle Teste, poco fuori Palermo, per tagliare la strada ai filibustieri, i quali stretti tra due fuochi sarebbero stati facilmente sbaragliati.
Il generale Lanza, che aveva lasciato praticamente sguarnite le porte S. Antonino e Termini, ordinò al Colonna, che non aveva ancora fatto in tempo a posizionarsi, di entrare in città e di acquartierarsi, cosicché quegli ingressi alla città rimasero difesi appena da 260 reclute.
Garibaldi, nel frattempo era stato rafforzato da tremila e cinquecento uomini raccolti nella delinquenza,e nella mafia palermitana , nella notte tra il 26 ed il 27 maggio assalì Palermo attraverso la porta S. Antonino, avendo facilmente la meglio sulle sparute e coscientemente mal dirette truppe borboniche.
Le forze lealiste agli ordini del Lanza di stanza a Palermo in quel momento erano di circa sedicimila uomini,rinchiusi nei forti di Quattroventi, Palazzo, Castellammare e Finanze.
All’alba del 28 da Napoli giunsero a Palermo il 1° ed il 2° battaglione esteri inviati da Re Francesco II. Le truppe erano già pronte per entrare in azione, ma il Lanza ordinò incredibilmente che rimanessero sui bastimenti fino al giorno 29, quando diede ordine di farle sbarcare per rinserrarle nel palazzo reale. Nel frattempo a tarda sera del 28 era arrivato il grosso delle truppe del Von Meckel a Villabate, tre miglia distante da Palermo.
Nel porto di Palermo in quei giorni l’Armata di Mare del regno delle due sicilie era formata da quattro fregate a vapore ed una a vela in prima fila; in seconda fila una corvetta a vapore, tre avvisi ed una pirofregata con tre vapori armati; in terza fila dodici bastimenti mercantili.
L’Armata di Mare,si era limitata a scortare i convogli ed al trasferimento di truppe da un porto all’altro. Per tutta la giornata del 28, la pirofregata Ercole, comandata dal capitano di fregata Carlo Flores, aveva bombardato la città con i suoi obici paixhans calibro 68, provocando inutili danni. Nel porto vi erano anche navi piemontesi che impunemente rifornivano i garibaldini di armi e munizioni. Garibaldi, praticamente indisturbato, s’impossessò del palazzo Pretorio, designandolo a suo quartier generale. Poi liberò circa mille delinquenti comuni dal carcere della Vicaria e dal Bagno dei condannati, aggregandoli alle sue bande che assommarono così a circa cinquemila persone.
Le truppe di Von Meckel, all’alba del 30 attaccarono i garibaldini, sfondando con i cannoni Porta di Termini ed eliminando via via tutte le barricate che incontravano. L’irruenza del comandante svizzero fu tale che arrivò rapidamente alla piazza della Fieravecchia. Nel mentre si accingeva ad assaltare anche il quartiere S. Anna, vicino al palazzo di Garibaldi, che praticamente non aveva più vie di scampo, arrivarono i capitani di Stato Maggiore Michele Bellucci e Domenico Nicoletti con l’ordine del Lanza di sospendere i combattimenti perché ... era stato fatto un armistizio.
La rabbia dei soldati fu tale che vi furono episodi di disobbedienza con il proposito di combattere comunque nella notte, ma vennero fermati dal colonnello Buonopane per il fatto che “non era finita la tregua” .
Il Garibaldi ed il Türr, insieme agli emissari borbonici Letizia e Chretien, si recarono il 31 maggio sul vascello inglese Annibal, ove, presenti anche ufficiali americani, conclusero i patti dell’armistizio. Il Garibaldi, il giorno dopo, annunciò boriosamente che aveva concesso la tregua per umanità. Tra gli accordi, però, pose come condizione che venisse consegnato al Crispi il denaro del Banco delle Due Sicilie di Palermo e scambiati i prigionieri. I garibaldini si impossessarono così di oltre cinque milioni di ducati in oro e argento. Tale somma, che successivamente venne impiegata in parte per la “conversione” di altri ufficiali duosiciliani, fu distribuita ai garibaldini, compresi i capi.
L’8 giugno le truppe duosiciliane, composte da oltre 24.000 uomini, lasciarono Palermo per recarsi ai Quattroventi per imbarcarsi, tra lo stupore della popolazione che non riusciva a capire come un esercito così numeroso si fosse potuto arrendere senza quasi neanche avere combattuto. La rabbia dei soldati la interpretò un soldato dell’8° di linea che, al passaggio a cavallo di Lanza, uscì dalle file e gli disse “Eccellé, o’ vvì quante simme. E ce n’avimma î accussì?” Ed il Lanza gli rispose : “Va via, ubriaco!”. (...) '
da "Geometria del male" di Sigismondo Panvini
sabato 2 agosto 2008
L'EXPA in Agonia. Appello degli Ideatori.
Da tre anni le minacce sono:una causa civile con richiesta di 125.000 euro di risarcimento per danni psicologici da parte di 5 famiglie del vicinato, alle quali non si è mai riusciti a far accettare i notevoli rispettosi compromessi sonori della programmazione artistica, perché il loro unico scopo è la chiusura totale di EXPA;
un’ordinanza cautelare che fa chiudere le terrazze alle 23 per tutto l’anno, mentre dal 1 luglio al 15 settembre alle 24, in una città dove a pochi metri, a piazza Magione, c’è musica fino all’alba;
un totale abbandono da parte di istituzioni e sponsors privati;
il mancato rispetto della legge che ha trasformato l’area pedonale del cortile di ingresso alla galleria, in un parcheggio abusivo, peraltro da considerarsi area di sgombero in caso di incendio secondo quanto imposto dai Vigili del Fuoco;
il disinteresse della polizia municipale che non è mai venuta a rimuovere un’autovettura o a elevare una contravvenzione, mentre per contro era pronta a denunciare EXPA per la collocazione, risultata poi legittima, dei faretti raso terra del vialetto di ingresso;
l’oscurità sociale e culturale in cui il quartiere della Kalsa, privato del Kals’art, è ormai ripiombata.
EXPA continua, come ha sempre fatto, ad auto produrre la stragrande maggioranza delle attività che svolge, come ha auto prodotto fin dall’inizio l’intero allestimento degli spazi, così come ha appena fatto per la mostra in corso dello Studio Valle, fra i più grandi studi di architettura d’Italia.La qualità della rassegna IN ART presso le terrazze, che porta avanti con la Katakusinos da tre mesi, è apprezzata ogni sera, ma non basta, in una città dove per far vera cultura è obbligatorio vendere vino e stuzzichini, oggi sembra non esserci più posto neanche per questa forma di finanziamento.Pertanto la pausa di riflessione che EXPA si prenderà ad agosto potrebbe portare alla conseguente decisione di non riaprire o comunque di interrompere le attività collaterali nelle splendide terrazze del piano nobile, ormai punto di riferimento cittadino e non solo, immortalate da Wenders e documentate da tutti i giornali e le televisioni del mondo, ma che, l’accanimento giudiziario di chi preferisce il parcheggio abusivo ad una corte pedonale alberata, e la superficialità della programmazione culturale sia pubblica che privata, vogliono chiuse per sempre.EXPA chiuderà fin quando, e se, le coscienze si scrolleranno.Sarebbe il tipico esempio di sconfitta di una giovane imprenditoria culturale che torna nella propria città portando le esperienze professionali maturate all’estero, ma che da questa, subito, sente il bisogno di fuggire portando con sé delusione e amarezza.Chi volesse firmare una sottoscrizione per la sopravvivenza di EXPA, che sarà presentata al magistrato in opportuna sede, può farlo visitando www.expa.org e compilando questo form
Tiziano Di Cara e Giuseppe Romano,ideatori e direttori EXPA
n.b. di servizio attenzione la programmazione del 2 e 3 agosto è stata annullata
venerdì 1 agosto 2008
Notti Palatine ad Agosto e Settembre
Dal sito della Fondazione Federico II
Nel tepore delle notti estive siciliane, dal 12 agosto al 26 settembre 2008, un pubblico selezionato (non più di 160 persone a sera) avrà l’eccezionale opportunità di visitare Palazzo dei Normanni e la Cappella Palatina, nell’ambito dell’iniziativa “Notti Palatine”, organizzata dalla Fondazione Federico II e dall’Ars. Il percorso previsto per le visite guidate notturne inizia dal Portone monumentale “Vice regio” di piazza del Parlamento, realizzato nel 1601 e sormontato dalla maestosa aquila dello stemma dei Borboni di Spagna.
La prima sosta è alle Segrete, ambienti che si sono originati dalla distruzione, in epoca rinascimentale, degli antichi edifici normanni lì prima esistenti.
Si visita quindi la Chiesa inferiore, cappella personale del conte Ruggero I, eccellente esempio di architettura arabo-normanna, che è stata aperta alle visite per la prima volta soltanto l’anno scorso. Sarà poi la volta della Cappella Palatina, restituita al pubblico ai primi di luglio dopo oltre tre anni di lavori di restauro, che accoglierà i visitatori della notte con lo scintillio dei suoi mosaici aurei.
La chiesa, universalmente riconosciuta come una dei gioielli più preziosi del patrimonio storico artistico dell’umanità, conserva, quasi integri, l’originaria decorazione musiva, con il magnifico Cristo Pantocrator dell’abside; il meraviglioso pavimento a tarsie marmoree e lo stupendo soffitto ligneo a muqarnas, raffiguranti il più importante ciclo di pitture del mondo islamico giunto fino a noi.
Continuando lungo il percorso che attraversa il sito archeologico delle mura puniche, si giunge alle Sale Duca di Montalto, ex scuderie trasformate dall’omonimo luogotenente del regno in saloni per le sedute estive del parlamento, oggi sede di importanti mostre di valore internazionale.
Fino al 24 agosto, per esempio, ospiteranno la mostra “Max Ernst nella Collezione Würth”, interamente dedicata al pittore, scultore e poeta surrealista tedesco, che il pubblico di “Notti palatine” potrà visitare al termine del tour.
Le visite si effettueranno dal martedì al venerdì, dalle 21 alle 24, con ingressi alle 21, alle 21:45, alle 22:30 e alle 23:15, per gruppi composti da non più di 40 persone. L’ingresso, sia per singoli che per gruppi, può avvenire solo su prenotazione e prevendita, tramite call-center, o acquistando il biglietto direttamente presso il Palazzo dei Normanni (Piazza del parlamento), comprensivo comunque dei diritti di prevendita. Il biglietto costa 7,50€. All’occorrenza, per i turisti che non avranno l’abbigliamento adeguato, essendo prevista la visita di luoghi sacri, sarà disponibile un kit contenente un camice di carta al costo di 1,50€.
Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi alla Fondazione Federico II, tel. 091 6262833
