La rinomata e premiata bozza Calderoli alla fine include anche il fondo perequativo per le regioni maggiormente svantaggiate.. non poteva essere altrimenti. E da qui ha inizio un dialogo condiviso sulla prossima Italia Federalista.
La Reuters riporta le parole del ministro per la Semplificazione normativa Roberto Calderoli
"Ciascuna [Regione] avrà a disposizione un paniere in cui ci saranno delle percentuali flessibili e che ciascuno si sceglierà", ha detto il ministro a margine della Conferenza. "Nel caso in determinate Regioni meno sviluppate (non si riesca a coprire le spese con entrate proprie) c'è un fondo perequativo che va a coprire la differenza tra l'entrata e la spesa". Calderoli ha spiegato che "la spesa storica sarà dimenticata" e che sarà utilizzato un nuovo riferimento relativo i cosiddetti "costi standard": il passaggio tra il primo e il secondo modello avverrà in un periodo di transizione.
Non ci sono tuttavia notizie in merito alla durata della transizione. Ci sono però altre novità nei 19 articoli della bozza Calderoli, ddl di attuazione dell'art.119 della Costituzione. Si volta pagina sulla finanza derivata e si assegnano nuove competenze alle regioni. Sanità, istruzione e assistenza sociale. Con i relativi costi però.. Sulla Sanità si paral di un finanziamento integrale basato sui costi standard e delle prestazioni standard. Sta a vedere che voci verranno incluse e quali no.
Il Sole 24 ore precisa che il nuovo modello di Calderoli è un federalismo 'un po' alla catalana, all'irlandese e alla tedesca. La via italiana al federalismo fiscale parte da tanti modelli e da nessuno. Neppure dal "modello lombardo". Ma con la certezza di un finanziamento integrale per sanità, istruzione e assistenza. Con l'Irap in prospettiva destinata a scomparire. Con tre Fondi perequativi salva-squilibri per livelli essenziali, Comuni e Province. Con un fisco per gli enti locali che passerà attraverso le Regioni ma con salvacondotti speciali per le città metropolitane. Con l'addio alla spesa storica e il graduale transito verso i costi standard delle prestazioni. E con premi per gli enti virtuosi, ma anche dure sanzioni per quelli che resteranno fuori carreggiata: non potranno assumere personale neppure per coprire le piante organiche e i vertici rischieranno il fallimento politico.'
Insomma una vera e propria rivoluzione prêt-à-porter anche perchè il Ddl, collegato alla Finanziaria 2009, sarà emanato dal Consiglio dei ministri entro settembre. La legge potrebbe essere un regalo che troveremo sotto l'albero di Natale. E poi i decreti attuativi ed i regolamenti. Insomma tutto potrebbe essere produttivo di effetti già dalla prima metà del 2009.
Intanto la via maestra sarà data proprio dalla predeterminazione di quali e quanti tributi saranno affidati alla potestà regionale. Saranno, si dice, peralto previste speciali deduzioni ed agevolazioni proprio per favorire la ricostruzione delle economie locali. Inoltre, secondo il Sole 24 ore, proprio il fondo perequativo sarà alimentato dal gettito della compartecipazione regionale all'Iva e con quote della nuova «aliquota media di equilibrio »dell'addizionale regionale all'Irpef. Le quote del Fondo saranno assegnate senza vincolo di destinazione.Per le altre funzioni (extra sanità, istruzione e assistenza) il finanziamento avverrà con i tributi regionali e quote del Fondo perequativo. E quanto al finanziamento del trasporto pubblico locale, si terra conto di «un livello adeguato del servizio su tutto il territorio nazionale nonché dei costi standard».Altro capitolo aperto riguarda Comuni, città metropolitane e Province. Lo Stato individua i tributi propri locali, ne definisce presupposti, soggetti passivi e basi imponibili, le aliquote valide in tutta Italia. Le Regioni potranno istituire nuovi tributi comunali e provinciali, indicando gli ambiti di autonomia. Gli enti locali, a loro volta, potranno modificare le aliquote di tributi loro assegnati e introdurre agevolazioni. E avranno «piena autonomia» nel determinare le tariffe per prestazioni e servizi offerti «anche su richiesta dei cittadini».
E la Sicilia? il confronto è stato fortunatamente avviato da tempo. La Sicilia riporta la costituzione di un pool di saggi ed esperti, costituito da Raffaele Lombardo, che si stanno arrovellando sulla bozza Calderoli per cercare di sviare eventuali insidie economiche nascoste tra le righe. Non è poi così difficile. Se il DDL Calderoli diverrà legge, allora si applichi lo Statuto Siciliano nei suoi termini economici. Ricordo che la disapplicazione arbitraria di leggi di rango costituzionale in altri paesi si chiama 'Golpe'.. qui in Italia si calpestano i diritti e nessuno se ne accorge. Ma se federalismo dovrà essere allora si rispolveri lo Statuto Siciliano e vengano applicate le imposte in quel senso. Basterebbero le accise sui prodotti petroliferi a pagare gran parte delle spese sanitarie. Questa è vera perequazione. Il quotidiano La Sicilia fa due calcoli (che avevo comunque già postato un po' di tempo fa) e stima che 'se la Regione dovesse esercitare tutte le funzioni previste dallo Statuto speciale, occorrerebbero risorse per circa 12 miliardi di euro l'anno.Con l'applicazione di tutte le norme previste dallo Statuto, però, gli incassi si fermerebbero a poco meno di 7 miliardi di euro. Vi sarebbe dunque una differenza di 5 miliardi di euro. Con il riconoscimento delle accise, la Sicilia ci guadagnerebbe.' Allora sì che il federalismo fiscale potrebbe diventare uno strumento di responsabilità territoriale. Così come si sta viceversa paventando potrebbe ridursi soltando ad un secondo, più soft ma più perverso perchè nonostante rispetti le gerarchie ed i processi legislativi porta comunque alla fame le regioni del Sud, vero e proprio 'colpo di Stato'.
mercoledì 30 luglio 2008
Il Sultano dell'Oman in Visita a Palermo.
E viene a Palermo proprio da 'Sultano'.. due yacht ed uno di appoggio (attraccano il 4 agosto). Donne e tante mercedes. Si porta pure l'orchestra ufficiale. Non c'è che dire. L'interesse degli arabi è sempre maggiore. Dopo la Limitless sarà forse l'Oman ad investire in Centro Storico? Anche qui, c'è solo da incrociare le dita..
lunedì 28 luglio 2008
L'ANAS Informa... Ma Fa Solo Questo?
Da capogiro le dichiarazioni odierne di Ciucci riportate da La Sicilia. Da brivido l'incipit: "L'Anas è impegnatissima in Sicilia, che rappresenta la regione più importante per la nostra attività visto che oltre il 20% della rete italiana si trova nell'isola".
Scusate, sono sempre stato un po' critico nei confronti di ANAS, eppure anche ieri appena un'ora e tre quarti per tornare da Agrigento a Palermo (ricordo .. poco più di 100 km) e l'autostrada in prossimità di Palermo si presentava ancora una volta buia, mortificatamente buia. Come al solito d'altronde. Però gli stracci di bandiere appese qualche mese fa erano ancora lì.. Per non parlare poi della Palermo-Catania..
Spero che le parole di Ciucci siano quanto prima riscontrate da fatti e non restino solo .. parole 'lasciate sull'asfalto'. Di seguito il resto delle dichiarazioni:
"Abbiamo piani di investimenti - ha continuato Ciucci - che arrivano a 5 miliardi di euro, di cui quasi 2 sono già in corso. I lavori della Catania-Siracusa procedono benissimo, siamo partiti con la Porte Empedocle-Agrigento-Caltanissetta, abbiamo altri interventi di cui sono stati avviati i bandi di gara per la Palermo-Agrigento, da Bolognetta verso Lercara Friddi. Su questi progetti ci lavoriamo quotidianamente".
"Per la Catania-Ragusa c'è un project financing di 800 milioni di euro - ha ricordato il presidente dell'Anas - e abbiamo già scelto il gruppo di promotori, che comprende anche imprese siciliane. Ed entro fine anno contiamo di partire con la fase finale di gara. Per la Nord-Sud da Santo Stefano di Camastra fino a Gela abbiamo tre lotti che sono ormai in fase di progettazione definitiva, si stanno risolvendo gli ultimi problemi di valutazione di impatto ambientale, di prescrizioni e di adattamenti. Per questi lotti bandiremo la gara entro fine anno". Che dire, speriamo bene..
Scusate, sono sempre stato un po' critico nei confronti di ANAS, eppure anche ieri appena un'ora e tre quarti per tornare da Agrigento a Palermo (ricordo .. poco più di 100 km) e l'autostrada in prossimità di Palermo si presentava ancora una volta buia, mortificatamente buia. Come al solito d'altronde. Però gli stracci di bandiere appese qualche mese fa erano ancora lì.. Per non parlare poi della Palermo-Catania..
Spero che le parole di Ciucci siano quanto prima riscontrate da fatti e non restino solo .. parole 'lasciate sull'asfalto'. Di seguito il resto delle dichiarazioni:
"Abbiamo piani di investimenti - ha continuato Ciucci - che arrivano a 5 miliardi di euro, di cui quasi 2 sono già in corso. I lavori della Catania-Siracusa procedono benissimo, siamo partiti con la Porte Empedocle-Agrigento-Caltanissetta, abbiamo altri interventi di cui sono stati avviati i bandi di gara per la Palermo-Agrigento, da Bolognetta verso Lercara Friddi. Su questi progetti ci lavoriamo quotidianamente".
"Per la Catania-Ragusa c'è un project financing di 800 milioni di euro - ha ricordato il presidente dell'Anas - e abbiamo già scelto il gruppo di promotori, che comprende anche imprese siciliane. Ed entro fine anno contiamo di partire con la fase finale di gara. Per la Nord-Sud da Santo Stefano di Camastra fino a Gela abbiamo tre lotti che sono ormai in fase di progettazione definitiva, si stanno risolvendo gli ultimi problemi di valutazione di impatto ambientale, di prescrizioni e di adattamenti. Per questi lotti bandiremo la gara entro fine anno". Che dire, speriamo bene..
Quasi Ultimati i Restauri del Palazzo Cammarata
Un altro 'bel parto' al Centro Storico. In corso Vittorio Emanuele, nei pressi di piazza Marina, con accesso su via de' Chiavettieri si trova il Palazzo Cammarata, oggi conosciuto come Palazzo Testa. I lavori di recupero del Palazzo appartenuto al barone Cammarata (Diego Cammarata.. sarà un caso?) sono quasi terminati, poi acquistato dalla famiglia Testa, che tutt'oggi ne è proprietaria di una porzione. Questo palazzo, oltre a presentare un prospetto particolarmente interessante sul lato di via de' Chiavettieri è anche ricordato come uno degli Hotel più antichi della città (tra le personalità che vi soggiornarono anche Patrick Brydone). La parte prospiciente la vanella de' Tintori era tuttavia di fronte al carcere della Vicaria e quindi chi prendeva una camera da quel lato doveva sopportare i lamenti dei detenuti.. forse era quasi meglio il traffico di oggi su corso Vittorio Emanuele..
venerdì 25 luglio 2008
Iniziano i Restauri in Piazza Borsa del Palazzo della Ex Sicilcassa
La Costa degli Ulivi S.p.A. ha dato inizio ai lavori direcupero della facciata del Palazzo della Ex Sicilcassa in Piazza Borsa. Il Palazzo, ricordo, progettato da Ernesto Basile sarà presto la prestigiosa sede di un hotel di lusso. La proprietà, stando ad indiscrezioni, dovrebbe essere di Di Giovanni proprietario dell'hotel La Torre e il futuro hotel dovrebbe essere in grado di ospitare fino a trecento persone.
mercoledì 23 luglio 2008
La Riqualificazione dell'Ex Chimica Arenella. Secondo Atto.
Dopo il recupero del litorale, il Comune di Palermo stanzia 8 milioni di euro per il recupero delle strutture dell'ex Chimica Arenella. A dire il vero, al momento si tratta di una sola struttura: un padiglione di 600 mq con tutto il contesto degli spazi esterni ed arredo urbano circostante. Al momento è architettura industriale simile ad una città fantasma. Un set spregiudicato ed ideale sia per film con atmosfera decadente sia per divertirsi (è lì il Moro). E' destinato adesso a diventare un luogo espositivo. Un ulteriore, considerevole, passo avanti verso il recupero totale dell'opificio. Speriamo almeno il bando arrivi presto..
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Recupero
martedì 22 luglio 2008
La Sicilia e gli Idrocarburi. La Sicilia come la Basilicata. Una Miniera d'Oro per ora Solo sulla Carta.
Non capisco proprio le dichiarazioni di Ivan Lo Bello che ha giudicato come impercorribili le strategie di prelievo fiscale su quanto raffinato e/o prodotto in Sicilia.
In Basilicata lo fanno già. E di competenze la Basilicata ne ha sicuramente meno. Lo fanno male. Questo sì. Vengono applicate royalties dell'8% su quanto estratto. Unico intoppo del sistema è che mancano i contatori di quanto prodotto e questa 'falla' del sistema provoca un danno alla regione ma -probabilmente- sono una fortuna per qualcuno che ha interesse..
La Sicilia se ne faccia una ragione. Lo Bello si guardi intorno. Se lo fanno in Basilicata perchè non farlo pure noi? C'è di più. Da noi se noi si attua si commette un illecito. Lo Statuto ci fornisce persino la base giuridica che legittima il prelievo fiscale. Una norma mai attuata. Ma in uno Stato di diritto questo è impensabile. Eppure nel nostro caso è un abuso alla luce del sole.
Ed ecco le dichiarazioni su La Sicilia:
Per Gianni "non è strampalato chiedere a queste società che per cinquant'anni hanno fatto più di un danno all'ambiente di versare una somma alla Regione, soldi che saranno investiti nell'ambiente e nel territorio".
Il governo regionale, inoltre, ha intenzione di riaprire il confronto con lo Stato "in modo da applicare pienamente gli articoli 36 e 37 dello Statuto speciale, che prevedono che una parte delle accise rimangano in Sicilia".
Ed ecco pure, sempre oggi, le notizie che non fanno altro che convincermi che la strada è quella giusta. Ecco un Comunicato Stampa dell'Eni:
Scoperto un nuovo giacimento di gas nel Canale di Sicilia, a circa 22 km dalla costa di Agrigento. Produzione stimata produrre 190mila metri cubi di gas al giorno.
Basti pensare che le royalties si applicherebbero al metro cubo... insomma, sarebbe quindi ancora più da pazzi non seguire questa strada..
In Basilicata lo fanno già. E di competenze la Basilicata ne ha sicuramente meno. Lo fanno male. Questo sì. Vengono applicate royalties dell'8% su quanto estratto. Unico intoppo del sistema è che mancano i contatori di quanto prodotto e questa 'falla' del sistema provoca un danno alla regione ma -probabilmente- sono una fortuna per qualcuno che ha interesse..
La Sicilia se ne faccia una ragione. Lo Bello si guardi intorno. Se lo fanno in Basilicata perchè non farlo pure noi? C'è di più. Da noi se noi si attua si commette un illecito. Lo Statuto ci fornisce persino la base giuridica che legittima il prelievo fiscale. Una norma mai attuata. Ma in uno Stato di diritto questo è impensabile. Eppure nel nostro caso è un abuso alla luce del sole.
Ed ecco le dichiarazioni su La Sicilia:
Per Gianni "non è strampalato chiedere a queste società che per cinquant'anni hanno fatto più di un danno all'ambiente di versare una somma alla Regione, soldi che saranno investiti nell'ambiente e nel territorio".
Il governo regionale, inoltre, ha intenzione di riaprire il confronto con lo Stato "in modo da applicare pienamente gli articoli 36 e 37 dello Statuto speciale, che prevedono che una parte delle accise rimangano in Sicilia".
Ed ecco pure, sempre oggi, le notizie che non fanno altro che convincermi che la strada è quella giusta. Ecco un Comunicato Stampa dell'Eni:
Scoperto un nuovo giacimento di gas nel Canale di Sicilia, a circa 22 km dalla costa di Agrigento. Produzione stimata produrre 190mila metri cubi di gas al giorno.
Basti pensare che le royalties si applicherebbero al metro cubo... insomma, sarebbe quindi ancora più da pazzi non seguire questa strada..
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Energia
SoleLuna Doc Fest - Il Programma
Difficile trovare il programma del Festival Internazionale di Documentari sul Mediterraneo e l'Islam su internet. Lo potrete trovare su questo link.
Ricordo che si svolge allo Spasimo fino al 25 luglio. E stasera c'è Camilleri..
Ricordo che si svolge allo Spasimo fino al 25 luglio. E stasera c'è Camilleri..
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Eventi
lunedì 21 luglio 2008
La Limitless Preferisce Milano a Palermo?
Leggo e riporto da Dagospia:
È riuscito a mettere in piedi una città nella città. E a dargli il suo nome «Caltacity». A Edoardo Caltagirone potrebbe bastare così: il suo pezzo di area milanese ex Falck l’ha valorizzato al meglio. Però con la crisi di Luigi Zunino, proprietario dell’altra parte dei terreni di Sesto San Giovanni dove sorgevano le vecchie fonderie, il costruttore romano, fratello di Francesco Gaetano Caltagirone, l’editore del «Messaggero», rischia di trovarsi dei vicini di casa «ingombranti», cioè gli arabi del fondo Limitless, quelli delle isole satellite davanti a Dubai, che stanno negoziando con Intesa Sanpaolo e Risanamento l’acquisto delle proprietà di Zunino. La trattativa sembra arrivata alle battute finale. Ma, raccontano, Caltagirone non sarebbe rimasto alla finestra. Agli emissari degli arabi del fondo di Dubai avrebbe fatto sapere di essere pronto a trattare con loro per rilevare almeno un pezzo dell’area di Sesto.
Una considerazione rapida: viste le proprietà di Zunino, o gli Arabi sono straordinariamente 'impaccati' di soldi o il progetto su Palermo potrebbe allontanarsi sempre più. Ricordo che l'investimento di due miliardi di euro sul Centro Storico e sul waterfront sarebbe la panacea di molti mali di Palermo. L'amministrazione, peraltro, in questo modo potrebbe trovare parecchi capitali per risanare la drammatica situazione da eco ancestrale delle sue casse..
Quindi con l'augurio che la Limitless rispolveri il fascicolo 'Palermo' mi auguro ancora di più che il Sindaco alzi la cornetta e chiami quanto prima Dubai..
È riuscito a mettere in piedi una città nella città. E a dargli il suo nome «Caltacity». A Edoardo Caltagirone potrebbe bastare così: il suo pezzo di area milanese ex Falck l’ha valorizzato al meglio. Però con la crisi di Luigi Zunino, proprietario dell’altra parte dei terreni di Sesto San Giovanni dove sorgevano le vecchie fonderie, il costruttore romano, fratello di Francesco Gaetano Caltagirone, l’editore del «Messaggero», rischia di trovarsi dei vicini di casa «ingombranti», cioè gli arabi del fondo Limitless, quelli delle isole satellite davanti a Dubai, che stanno negoziando con Intesa Sanpaolo e Risanamento l’acquisto delle proprietà di Zunino. La trattativa sembra arrivata alle battute finale. Ma, raccontano, Caltagirone non sarebbe rimasto alla finestra. Agli emissari degli arabi del fondo di Dubai avrebbe fatto sapere di essere pronto a trattare con loro per rilevare almeno un pezzo dell’area di Sesto.
Una considerazione rapida: viste le proprietà di Zunino, o gli Arabi sono straordinariamente 'impaccati' di soldi o il progetto su Palermo potrebbe allontanarsi sempre più. Ricordo che l'investimento di due miliardi di euro sul Centro Storico e sul waterfront sarebbe la panacea di molti mali di Palermo. L'amministrazione, peraltro, in questo modo potrebbe trovare parecchi capitali per risanare la drammatica situazione da eco ancestrale delle sue casse..
Quindi con l'augurio che la Limitless rispolveri il fascicolo 'Palermo' mi auguro ancora di più che il Sindaco alzi la cornetta e chiami quanto prima Dubai..
Oggi a Pranzo da Di Martino..
Credo sia questo l'unico modo, nel mio piccolo, per sostenere chi denucia i suoi estortori.
Da Repubblica di oggi:
Denuncia i suoi estortori, ma subisce un nuovo attentato incendiario. Gli uomini del racket hanno piazzato una Fiat Uno, risultata rubata, sopra la pedana del noto pub Di Martino, nella centralissima via Liberta' di Palermo, e hanno appiccato il fuoco. Le fiamme hanno danneggiato la saracinesca del locale e annerito il prospetto dell'edificio, danneggiando anche alcuni condizionatori e l'impianto elettrico. Un gesto eclatante, il secondo in due mesi, che, secondo fonti giudiziarie, sembra collegato proprio alla decisione del titolare del pub di denunciare i suoi aguzzini. Il commerciante avrebbe fatto dichiarazioni il 28 maggio, spiegando di essere stanco di subire le richieste estorsive che si rinnovano almeno dal 1995, indipendentemente da chi vi sia a capo delle cosche. Una pressione costante che non ha piu' inteso sopportare e che ha voluto spontaneamente denunciare. Due mesi fa sulle pedane del locale era stata cosparsa della benzina, appiccando poi il fuoco che danneggio' seriamente alcuni arredi. Sull'episodio indaga la Squadra mobile coordinata dai pm Maurizio De Lucia, Roberta Buzzolani e Francesco Del Bene.
Complimenti alla fantasia dei soldati del racket.. Con la speranza che questa gente vada ad esercitare presto la propria creatività in galera e non ne esca più credo proprio che oggi me ne andrò a mangiare da Di Martino.. il panino avrà un gusto diverso, sicuramente migliore..
Da Repubblica di oggi:
Denuncia i suoi estortori, ma subisce un nuovo attentato incendiario. Gli uomini del racket hanno piazzato una Fiat Uno, risultata rubata, sopra la pedana del noto pub Di Martino, nella centralissima via Liberta' di Palermo, e hanno appiccato il fuoco. Le fiamme hanno danneggiato la saracinesca del locale e annerito il prospetto dell'edificio, danneggiando anche alcuni condizionatori e l'impianto elettrico. Un gesto eclatante, il secondo in due mesi, che, secondo fonti giudiziarie, sembra collegato proprio alla decisione del titolare del pub di denunciare i suoi aguzzini. Il commerciante avrebbe fatto dichiarazioni il 28 maggio, spiegando di essere stanco di subire le richieste estorsive che si rinnovano almeno dal 1995, indipendentemente da chi vi sia a capo delle cosche. Una pressione costante che non ha piu' inteso sopportare e che ha voluto spontaneamente denunciare. Due mesi fa sulle pedane del locale era stata cosparsa della benzina, appiccando poi il fuoco che danneggio' seriamente alcuni arredi. Sull'episodio indaga la Squadra mobile coordinata dai pm Maurizio De Lucia, Roberta Buzzolani e Francesco Del Bene.
Complimenti alla fantasia dei soldati del racket.. Con la speranza che questa gente vada ad esercitare presto la propria creatività in galera e non ne esca più credo proprio che oggi me ne andrò a mangiare da Di Martino.. il panino avrà un gusto diverso, sicuramente migliore..
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mafia
domenica 20 luglio 2008
Immagini d'Epoca. La Palermo che non Esiste Più.
Giusto per ricordare Palermo com'era. In queste due immagini almeno due edifici che non esistono più.. Ne rimane il ricordo su queste cartoline trovate su internet.


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Immagini d'Epoca
sabato 19 luglio 2008
L'Unità d'Italia ed il Partito del Meridione Secondo Lombardo
Da La Sicilia:
"Ma non sarò contento di festeggiare - ha aggiunto - anche se non voglio fare il processo a quel momento storico"."Devo ricordare, a proposito del fenomeno emigratorio dal Sud tracciato oggi dallo Svimez, che gli eredi degli emigranti pre Unità d'Italia, gelosi custodi del loro dialetto, parlano il veneto, il friulano, il piemontese. Gli eredi degli emigranti post Unità d'Italia e di quelli che sono partiti dall'Italia anche dopo le due guerre mondiali, invece, parlano il dialetto pugliese, calabrese, siciliano. Ecco perchè non mi sento di festeggiare questi 150 anni dell'Unità d'Italia".
Parole Sante...
e condivido anche la piena necessità di una convergenza delle forze a maggiore rilievo locale di ogni parte del Meridione al fine di creare un soggetto con un minimo di autorità che possa intervenire nel dibattito sul federalismo. 'Ci vuole un soggetto politico del Mezzogiorno che si prepari a governare il federalismo che comunque arriverà', dice Lombardo e non ha torto. In fondo la Lega fatta di popolino padano è riuscito ad ottenere fin troppo. Perchè non provarci pure noi?
"Ma non sarò contento di festeggiare - ha aggiunto - anche se non voglio fare il processo a quel momento storico"."Devo ricordare, a proposito del fenomeno emigratorio dal Sud tracciato oggi dallo Svimez, che gli eredi degli emigranti pre Unità d'Italia, gelosi custodi del loro dialetto, parlano il veneto, il friulano, il piemontese. Gli eredi degli emigranti post Unità d'Italia e di quelli che sono partiti dall'Italia anche dopo le due guerre mondiali, invece, parlano il dialetto pugliese, calabrese, siciliano. Ecco perchè non mi sento di festeggiare questi 150 anni dell'Unità d'Italia".
Parole Sante...
e condivido anche la piena necessità di una convergenza delle forze a maggiore rilievo locale di ogni parte del Meridione al fine di creare un soggetto con un minimo di autorità che possa intervenire nel dibattito sul federalismo. 'Ci vuole un soggetto politico del Mezzogiorno che si prepari a governare il federalismo che comunque arriverà', dice Lombardo e non ha torto. In fondo la Lega fatta di popolino padano è riuscito ad ottenere fin troppo. Perchè non provarci pure noi?
16 Anni Fa il Martirio di Paolo Borsellino

Da Wikipedia, la storia di quel giorno..
Il 19 luglio 1992, dopo aver pranzato a Villagrazia con la moglie Agnese e i figli Manfredi e Lucia, Paolo Borsellino si reca insieme alla sua scorta in via D'Amelio, dove vive sua madre.
Una Fiat 126 parcheggiata nei pressi dell'abitazione della madre con circa 100 kg di tritolo a bordo esplode, uccidendo oltre a Paolo Borsellino anche i cinque agenti di scorta Emanuela Loi (prima donna della Polizia di Stato caduta in servizio), Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L'unico sopravvissuto è Antonino Vullo. Pochi giorni prima di essere ucciso, durante un incontro organizzato dalla rivista MicroMega, Borsellino parlò della sua condizione di "condannato a morte". Sapeva di essere nel mirino di Cosa Nostra e sapeva che difficilmente la mafia si lascia scappare le sue vittime designate.
Una Fiat 126 parcheggiata nei pressi dell'abitazione della madre con circa 100 kg di tritolo a bordo esplode, uccidendo oltre a Paolo Borsellino anche i cinque agenti di scorta Emanuela Loi (prima donna della Polizia di Stato caduta in servizio), Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L'unico sopravvissuto è Antonino Vullo. Pochi giorni prima di essere ucciso, durante un incontro organizzato dalla rivista MicroMega, Borsellino parlò della sua condizione di "condannato a morte". Sapeva di essere nel mirino di Cosa Nostra e sapeva che difficilmente la mafia si lascia scappare le sue vittime designate.
« La lotta alla mafia dev'essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità. »
(Paolo Borsellino) ed ancora 'Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla. Perchè il vero amore consiste nell'amare ciò che3 non piace per poterlo cambiare' .. Ed effettivamente con il suo inconsapevole sacrificio riuscì a stravolgere Palermo in meglio.. se tante cose sono cambiate (e tante cose sono davvero cambiate) lo si deve proprio a lui.

venerdì 18 luglio 2008
Inaugura con Vanessa Beecroft la Fondazione Goca, Gallery Of Contemporary Art di Palermo

L'esposizione di Vanessa Beecroft allo Spasimo - tratto da Repubblica
Inizia un percorso di importazione di esperienze culturali e e promozione di arte contemporanea. Nasce la GOCA e come prima esposizione presenta il lavoro di Vanessa Beecroft allo Spasimo. Una prima mostra (VB62) inaugurata il 14 luglio e che terminerà il 26 ottobre. Corpi bianchi ricoperti di bianco, immagini evocative dei capolavori del Serpotta. Insomma qualcosa, anche sotto il profilo culturale di alto livello, si muove a Palermo..
Qui per altre immagini tratte da Repubblica
giovedì 17 luglio 2008
Sempre più Interesse sull'Euromediterraneo. Nasce l'Arcimed.
Dopo l'Unione dei Paesi del Mediterraneo anche le isole fanno sentire la loro - anche se un po' troppo flebile- voce. Nacse l'Arcimed (da 'arcipelago del mediterraneo'). La cooperazione con le Baleari è già ad ottimi livelli. Saranno coinvolte anche la Sardegna, Corsica, Malta, Cipro e le Isole Greche. La sede centrale dovrebbe essere, udite udite, a Palermo. Finalmente un riconoscimento seppure minimo.
In merito al funzionamento del nuovo ente l'ASCA precisa che si tratta della 'costituzione della euroregione delle grandi isole del Mediterraneo, che avra' la veste giuridica del Gruppo Europeo Cooperazione Transfrontaliera (Gect)' ma anche che l'Arcimed, 'oltre a una riunione annuale dei presidenti, prevede delle riunioni periodiche degli assessori dello stesso ramo per individuare e attuare insieme le attivita' in comune', e soprattutto per individuare i benefici e le potenzialità del nuovo ente si precisa che 'La Regione delle Isole Baleari ha gia' ottenuto, ad esempio, un importante contributo sui trasporti delle merci, non impugnato dall'Unione Europea, che la Sicilia proporra' di estendere a tutte le isole come parziale compensazione del disagio insulare (come riconosciuto dall'art. 158 del Trattato).'
Se son rose fioriranno..
In merito al funzionamento del nuovo ente l'ASCA precisa che si tratta della 'costituzione della euroregione delle grandi isole del Mediterraneo, che avra' la veste giuridica del Gruppo Europeo Cooperazione Transfrontaliera (Gect)' ma anche che l'Arcimed, 'oltre a una riunione annuale dei presidenti, prevede delle riunioni periodiche degli assessori dello stesso ramo per individuare e attuare insieme le attivita' in comune', e soprattutto per individuare i benefici e le potenzialità del nuovo ente si precisa che 'La Regione delle Isole Baleari ha gia' ottenuto, ad esempio, un importante contributo sui trasporti delle merci, non impugnato dall'Unione Europea, che la Sicilia proporra' di estendere a tutte le isole come parziale compensazione del disagio insulare (come riconosciuto dall'art. 158 del Trattato).'
Se son rose fioriranno..
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Euromediterraneo
Bilancio del Festino Due Giorni Dopo..
il carro di rose - foto di Giuseppe SinatraPeccato.. il festino low cost si è fatto sentire -e vedere- in tutta la sua 'economia'. I carri, scusate, sembravano un po' troppo da sagra di paese (eccezion fatta per quello di rose che effettivamente era un bel colpo d'occhio seppur minimale). Nino d'Angelo è stata la degna cornice di un festino magari da dimenticare per non parlare poi delle proteste popolari e 'fughe' istituzionali..
Comunque è stato un festino di colori ed umanità come sempre. Santa Rosalia sebbene in ristrettezze economiche è stata comunque presente..

i fuochi visti da piazza Kalsa - tratto da Knowledge is Power
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Eventi
Riapre la Necropoli Punica in Corso Calatafimi
Un numero civico ed un'entrata anonima. Al 90/e del Corso Calatafimi si trova una delle più rare testimonianza archeologiche dell'Europa meridionale. Una necropoli punica che prova il ruolo di importante centro urbano di Palermo ai tempi dei 'Cartaginesi'. Palermo, quindi, città importante (oltre che del regno svevo, angioino, normanno e arabo) anche del Nord Africa di più di duemila anni fa.
La necropoli punica, aperta al pubblico dopo il restauro da poco terminato, oltre ad annoverare diverse tombe scavate nella calcarenite anche diversi monili e resti umani.
La necropoli punica, aperta al pubblico dopo il restauro da poco terminato, oltre ad annoverare diverse tombe scavate nella calcarenite anche diversi monili e resti umani.
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Recupero
mercoledì 16 luglio 2008
La Insegna e' di Palermo se..
Dopo il 'Sei di Palermo se..' ricevo una mail che gira da un po' e la pubblico immediatamente:
INSEGNE DI PALERMO
(In due panifici) QUANDO VI DIVENTA DURO VE LO GRATTUGIAMO GRATIS E META' CE LO TRATTENIAMO PANE FRESCO CALDO
PATATINE FRITTE A MANO (scritto su una confezione di patatine distribuita nei supermercati GS a Palermo)
(Alla Gelateria) VENDESI GELATERIA, LIQUIDO TUTTO
(Da due mobilieri) SI VENDONO LETTI A CASTELLO PER BAMBINI DI LEGNO SI VENDONO MOBILI DEL SETTECENTO NUOVI
(In due macellerie) DA ROSALIA - TACCHINI E POLLI, A RICHIESTA SI APRONO LE COSCE CARNE BOVINA OVINA CAPRINA SUINA POLLINA E CONIGLINA
(In tre pollerie diverse) POLLI ARROSTO ANCHE VIVI SI AMMAZZANO GALLINE IN FACCIA SI VENDONO UOVA FRESCHE PER BAMBINI DA SUCCHIARE
(Dallo sfasciacarrozze) QUI SI VENDONO AUTOMOBILI INCIDENTATE MA NON RUBATE
(In un negozio di fiori) SE MI CERCATE SONO AL CIMITERO.....VIVO
(Genere abbigliamento) NUOVI ARRIVI DI MUTANDE, SE LE PROVATE NON LE TOGLIETE PIU' NON ANDATE ALTROVE A FARVI RUBARE, PROVATE DA NOI IN QUESTO NEGOZIO DI QUELLO CHE C'E' NON MANCA NIENTE AL REPARTO BAMBINI 3 AL PREZZO DI 2 SI VENDONO IMPERMEABILI PER BAMBINI DI GOMMA
(Nell'autofficina) VENITE UNA VOLTA DA NOI E NON ANDRETE MAI PIù DA NESSUN'ALTRA PARTE
(Dal fioraio) SI INVIANO FIORI IN TUTTO IL MONDO VIA FAX
(Genere derattizzanti) QUI ULTIMA CENA PER TOPI
(C'è anche la ferramenta) GRANDE OFFERTA: SEGA A DUE MANI E A DENTI STRETTI:50 EURO
(Alla lavanderia) SI SMACCHIANO ANTILOPI
(Dal ciclista) SI RIPARANO BICICLETTE ANCHE ROTTE
(Sul citofono in una caserma dei Carabinieri) ATTENZIONE PER SUONARE PREMERE, SE NON RISPONDE NESSUNO RIPREMERE
(In un negozio di mangimi) TUTTO, VERAMENTE TUTTO,PER IL VOSTRO UCCELLO
(In una palazzina in vendita con officina artigianale sul retro) SI VENDE SOLO IL DAVANTI, IL DIDIETRO SERVE A MIO MARITO
INSEGNE DI PALERMO
(In due panifici) QUANDO VI DIVENTA DURO VE LO GRATTUGIAMO GRATIS E META' CE LO TRATTENIAMO PANE FRESCO CALDO
PATATINE FRITTE A MANO (scritto su una confezione di patatine distribuita nei supermercati GS a Palermo)
(Alla Gelateria) VENDESI GELATERIA, LIQUIDO TUTTO
(Da due mobilieri) SI VENDONO LETTI A CASTELLO PER BAMBINI DI LEGNO SI VENDONO MOBILI DEL SETTECENTO NUOVI
(In due macellerie) DA ROSALIA - TACCHINI E POLLI, A RICHIESTA SI APRONO LE COSCE CARNE BOVINA OVINA CAPRINA SUINA POLLINA E CONIGLINA
(In tre pollerie diverse) POLLI ARROSTO ANCHE VIVI SI AMMAZZANO GALLINE IN FACCIA SI VENDONO UOVA FRESCHE PER BAMBINI DA SUCCHIARE
(Dallo sfasciacarrozze) QUI SI VENDONO AUTOMOBILI INCIDENTATE MA NON RUBATE
(In un negozio di fiori) SE MI CERCATE SONO AL CIMITERO.....VIVO
(Genere abbigliamento) NUOVI ARRIVI DI MUTANDE, SE LE PROVATE NON LE TOGLIETE PIU' NON ANDATE ALTROVE A FARVI RUBARE, PROVATE DA NOI IN QUESTO NEGOZIO DI QUELLO CHE C'E' NON MANCA NIENTE AL REPARTO BAMBINI 3 AL PREZZO DI 2 SI VENDONO IMPERMEABILI PER BAMBINI DI GOMMA
(Nell'autofficina) VENITE UNA VOLTA DA NOI E NON ANDRETE MAI PIù DA NESSUN'ALTRA PARTE
(Dal fioraio) SI INVIANO FIORI IN TUTTO IL MONDO VIA FAX
(Genere derattizzanti) QUI ULTIMA CENA PER TOPI
(C'è anche la ferramenta) GRANDE OFFERTA: SEGA A DUE MANI E A DENTI STRETTI:50 EURO
(Alla lavanderia) SI SMACCHIANO ANTILOPI
(Dal ciclista) SI RIPARANO BICICLETTE ANCHE ROTTE
(Sul citofono in una caserma dei Carabinieri) ATTENZIONE PER SUONARE PREMERE, SE NON RISPONDE NESSUNO RIPREMERE
(In un negozio di mangimi) TUTTO, VERAMENTE TUTTO,PER IL VOSTRO UCCELLO
(In una palazzina in vendita con officina artigianale sul retro) SI VENDE SOLO IL DAVANTI, IL DIDIETRO SERVE A MIO MARITO
Riapre la Cappella Palatina
ed è bellissima.. Dopo ben 3 anni di restauri vengono riscoperte tutte le meraviglie della chiesa di Palazzo. Ed un grazie -personale- a Reinhold Wurth che ha finanziato i lavori.
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Chiese
lunedì 14 luglio 2008
Santa Rosalia. Il Programma del Festino di Stasera
Per tutti i Palermitani che parteciperanno stasera. Di seguito i dettagli pubblicati dal sito del Comune di Palermo:


Il 384° Festino di Santa Rosalia inizierà alle 21.30 nei Giardini della Cattedrale. E, proseguendo l’indirizzo avviato nella scorsa edizione, sarà un’orazione musicale a dare il via allo spettacolo.
Pino Caruso e Claudio Gioè, attraverso alcuni brani tratti dai testi Fondale bianco e La spola infinita di Michele Perriera, introdurranno la narrazione sulla città e la sua Patrona. A scandire l’orazione, tre formazioni musicali che racchiudono altrettante anime di Palermo: l’anima tradizionale, l’anima etnica e l’anima contemporanea. I tre gruppi sono: il Gruppo Polifonico del Balzo, composto da trenta elementi; il complesso palermitano dei Sun e quattro percussionisti “brasiliani di Palermo”, insieme in un unico particolare progetto musicale, “Sacred voices”, l’incontro tra oriente e occidente. Un autentico coro gregoriano, un trio elettro – acustico, strumenti a fiato e percussioni, reinterpreteranno canti della tradizione sacra e di quella popolare siciliana, in una chiave del tutto originale, fino a chiudere il nostro primo quadro con un’antica messa brasiliana, O paka tu, dalle forti sonorità, segnando l’inizio della liberazione dalla peste.
L’ultimo brano darà il via al corteo. Un grande effetto bianco al magnesio accenderà la Cattedrale e si alzeranno in volo i simboli scultorei di questo Festino: un veliero portatore di peste; una “rete di stelle”, simbolo del cielo stellato e della fede; una grande luna, principio femminile, dea madre; quindi, la “rosa oltre le spine”.
Il Corteo della Santuzza - La città, la festa, la gioia
Al grido di “Viva Palermo e viva Rosalia!”, i quattro attori scelti come simbolo della città, Paride Benassai, Gino Carista, Giacomo Civiletti e Giorgio Li Bassi, rappresentanti i quattro mercati popolari di Palermo (il Capo, Ballarò, la Vucciria e il Borgo Vecchio), daranno il via al corteo lungo il Cassaro, posti sopra il Carro della Città di Kounellis.
Oltre ai tre Carri con le Santuzze, il corteo sarà animato da una fantasmagoria di bandiere, simbolo del bene e della gioia, e dalle “sculture volanti” di Marcello Chiarenza: il veliero della peste, la rete di stelle, la luna madre e la nave di gigli.
Quindi, il corteo inizierà la discesa verso il mare, accompagnato da un’imponente colonna sonora eseguita dal vivo: sul Carro della Città, la Banda di Palermo e sul Carro del Sentimento popolare, Elisa Parrinello e la sua Piccola Orchestrina Ditirammu; a seguire, i tradizionali Tamburinai Aucello, che precederanno il Carro della Rosa oltre le spine.
I Quattro Canti - La Rosa oltre le spine
L’ombelico della città è, simbolicamente, anche il centro della festa. Al passaggio ai Quattro Canti, il Carro della Città recherà l’omaggio dei “quattro mercati viventi” ai quattro mandamenti ed alle quattro Sante patrone della città, prima dell’avvento di Rosalia. Sarà, poi, la città a rendere omaggio al passaggio delle tre Santuzze, con una pioggia di petali rossi sul Carro della Rosa oltre le spine.
Porta Felice - Invocazione di pace, la liberazione
È l’ultimo quadro, quello della liberazione definitiva dalla peste, della cacciata di tutti i mali, della purificazione, l’ultimo passaggio prima dell’arrivo sul lungomare, e quindi della festa popolare. Ad accogliere il corteo festoso, ci saranno altre due voci della città, nella loro invocazione contemporanea. L’attore Vincenzo Pirrotta darà l’ultimo saluto di pace e libertà alle Santuzze con un rap tra musica e cunto, Unn’è ’cchiù scuru, testo inedito da lui stesso scritto. Il rap verrà accompagnato da una “musica celeste” eseguita da un pianista acrobatico: dall’alto, infatti, Salvatore Bonafede, apparirà con il suo piano dal cielo ed eseguirà una sonata evocativa scritta apposta per il Festino. Avrà, così, fine lo spettacolo ed inizierà la festa popolare.
La Marina - La festa popolare con concerti e giochi di fuoco
Quest’anno la festa popolare si annuncia più lunga, ricca e vivace del solito. Alle 23.30 Pino Caruso e Claudio Gioè, dal palco del Foro Italico lanceranno ufficialmente un appello a tutti i palermitani contro i sequestri del mondo e a favore dell’iniziativa Light to freedom. Una grande luce illuminerà Monte Pellegrino, collegando idealmente la città al santuario della Patrona, e darà il via al concerto, che accoglierà l’arrivo delle Santuzze al mare. Anzi, un doppio concerto, che unirà la tradizione con la modernità. Su un palco posto al Foro Italico, prima dei fuochi d’artificio, si esibirà Nino D’Angelo, beniamino del popolo palermitano, che gli ha tributato i primi grandi successi. Canzoni per una quarantina di minuti circa; quindi, il colore che incendia il cielo della città e la musica che lascia il posto ai giochi di fuoco, curati dalla ditta La Rosa Fireworks. Dopo una partitura pirotecnica scandita da musiche riprodotte e la masculiata finale, la festa continuerà con il concerto dei Tinturia, che chiuderà la notte con musiche e danze lungo il mare.
Un maxi schermo al Foro Italico. Tutta la serata, a partire dalle 21.30, sarà guidata dal conduttore Salvo La Rosa, che commenterà la diretta televisiva proiettata per l’occasione su un maxi schermo posto a fianco del palco del Foro Italico.
Pino Caruso e Claudio Gioè, attraverso alcuni brani tratti dai testi Fondale bianco e La spola infinita di Michele Perriera, introdurranno la narrazione sulla città e la sua Patrona. A scandire l’orazione, tre formazioni musicali che racchiudono altrettante anime di Palermo: l’anima tradizionale, l’anima etnica e l’anima contemporanea. I tre gruppi sono: il Gruppo Polifonico del Balzo, composto da trenta elementi; il complesso palermitano dei Sun e quattro percussionisti “brasiliani di Palermo”, insieme in un unico particolare progetto musicale, “Sacred voices”, l’incontro tra oriente e occidente. Un autentico coro gregoriano, un trio elettro – acustico, strumenti a fiato e percussioni, reinterpreteranno canti della tradizione sacra e di quella popolare siciliana, in una chiave del tutto originale, fino a chiudere il nostro primo quadro con un’antica messa brasiliana, O paka tu, dalle forti sonorità, segnando l’inizio della liberazione dalla peste.
L’ultimo brano darà il via al corteo. Un grande effetto bianco al magnesio accenderà la Cattedrale e si alzeranno in volo i simboli scultorei di questo Festino: un veliero portatore di peste; una “rete di stelle”, simbolo del cielo stellato e della fede; una grande luna, principio femminile, dea madre; quindi, la “rosa oltre le spine”.
Il Corteo della Santuzza - La città, la festa, la gioia
Al grido di “Viva Palermo e viva Rosalia!”, i quattro attori scelti come simbolo della città, Paride Benassai, Gino Carista, Giacomo Civiletti e Giorgio Li Bassi, rappresentanti i quattro mercati popolari di Palermo (il Capo, Ballarò, la Vucciria e il Borgo Vecchio), daranno il via al corteo lungo il Cassaro, posti sopra il Carro della Città di Kounellis.
Oltre ai tre Carri con le Santuzze, il corteo sarà animato da una fantasmagoria di bandiere, simbolo del bene e della gioia, e dalle “sculture volanti” di Marcello Chiarenza: il veliero della peste, la rete di stelle, la luna madre e la nave di gigli.
Quindi, il corteo inizierà la discesa verso il mare, accompagnato da un’imponente colonna sonora eseguita dal vivo: sul Carro della Città, la Banda di Palermo e sul Carro del Sentimento popolare, Elisa Parrinello e la sua Piccola Orchestrina Ditirammu; a seguire, i tradizionali Tamburinai Aucello, che precederanno il Carro della Rosa oltre le spine.
I Quattro Canti - La Rosa oltre le spine
L’ombelico della città è, simbolicamente, anche il centro della festa. Al passaggio ai Quattro Canti, il Carro della Città recherà l’omaggio dei “quattro mercati viventi” ai quattro mandamenti ed alle quattro Sante patrone della città, prima dell’avvento di Rosalia. Sarà, poi, la città a rendere omaggio al passaggio delle tre Santuzze, con una pioggia di petali rossi sul Carro della Rosa oltre le spine.
Porta Felice - Invocazione di pace, la liberazione
È l’ultimo quadro, quello della liberazione definitiva dalla peste, della cacciata di tutti i mali, della purificazione, l’ultimo passaggio prima dell’arrivo sul lungomare, e quindi della festa popolare. Ad accogliere il corteo festoso, ci saranno altre due voci della città, nella loro invocazione contemporanea. L’attore Vincenzo Pirrotta darà l’ultimo saluto di pace e libertà alle Santuzze con un rap tra musica e cunto, Unn’è ’cchiù scuru, testo inedito da lui stesso scritto. Il rap verrà accompagnato da una “musica celeste” eseguita da un pianista acrobatico: dall’alto, infatti, Salvatore Bonafede, apparirà con il suo piano dal cielo ed eseguirà una sonata evocativa scritta apposta per il Festino. Avrà, così, fine lo spettacolo ed inizierà la festa popolare.
La Marina - La festa popolare con concerti e giochi di fuoco
Quest’anno la festa popolare si annuncia più lunga, ricca e vivace del solito. Alle 23.30 Pino Caruso e Claudio Gioè, dal palco del Foro Italico lanceranno ufficialmente un appello a tutti i palermitani contro i sequestri del mondo e a favore dell’iniziativa Light to freedom. Una grande luce illuminerà Monte Pellegrino, collegando idealmente la città al santuario della Patrona, e darà il via al concerto, che accoglierà l’arrivo delle Santuzze al mare. Anzi, un doppio concerto, che unirà la tradizione con la modernità. Su un palco posto al Foro Italico, prima dei fuochi d’artificio, si esibirà Nino D’Angelo, beniamino del popolo palermitano, che gli ha tributato i primi grandi successi. Canzoni per una quarantina di minuti circa; quindi, il colore che incendia il cielo della città e la musica che lascia il posto ai giochi di fuoco, curati dalla ditta La Rosa Fireworks. Dopo una partitura pirotecnica scandita da musiche riprodotte e la masculiata finale, la festa continuerà con il concerto dei Tinturia, che chiuderà la notte con musiche e danze lungo il mare.
Un maxi schermo al Foro Italico. Tutta la serata, a partire dalle 21.30, sarà guidata dal conduttore Salvo La Rosa, che commenterà la diretta televisiva proiettata per l’occasione su un maxi schermo posto a fianco del palco del Foro Italico.
Ha Inizio l'Unione per il Mediterraneo. Coinvolti 43 Stati.
E' il seguito del post precedente. Il Sole 24 ore oggi fornisce qualche dettaglio in più.
la svolta sembrerebbe epocale perchè l'euromediterraneo sembra sempre più concreto. E ribadisco la necessità di una presenza forte della Sicilia e di Palermo. Di seguito alcuni stralci dell'articolo (qui per la versione integrale)
L'Unione per il Mediterraneo (Upm) è nata, e sotto la buona stella della stretta di mano tra Israele e Autorità nazionale palestinese e del ritorno della Siria sul palco della diplomazia internazionale. Il presidente della Repubblica francese sorride commosso mentre dà l'annuncio soddisfatto: «È un momento storico, un sogno che diventa realtà, faremo del Mediterraneo una zona di pace e costruiremo ciò che abbiamo costruito con l'Unione europea». L'Upm, battezzata domenica dai 43 capi di Stato e di Governo dei Paesi euro-mediterranei, sarà operativa entro la fine del 2008 e il suo assetto finale sarà deciso dai ministri degli Esteri a novembre.
È un partenariato «basato su progetti concreti», si legge nella dichiarazione finale, e tra quelli che verranno avviati non appena ci saranno i fondi nelle casse, due riguardano l'ambiente: ripulire il Mediterraneo entro il 2020 - un programma che già esisteva e che si è arenato per mancanza di fondi - e il faraonico piano di ricoprire i deserti del Maghreb di pannelli solari. Verrà inoltre creata una protezione civile comune, che risponda alle emergenze (disastri naturali, petroliere che affondano, barconi di clandestini) e sarà avviata la realizzazione delle «autostrade del mare», grazie alle quali tutti i porti delle due sponde saranno collegati.La questione da affrontare ora sarà il reperimento dei fondi, ma Sarkozy assicura che non è più un problema «ora che ci siamo impegnati a dare stabilità alla regione». I donatori internazionali (Banca mondiale, Bei, Banca africana) sono i benvenuti, fanno sapere i leader, spiegando che qualche spicciolo verrà anche dal bilancio della Ue. L'appello vero è, però, per gli investitori privati: gli Stati euro-mediterranei sperano che le industrie interessate ad investire al Sud aumentino, soprattutto ora che l'Unione ha una sua connotazione precisa, basata sulla solidarietà tra le due sponde e votata alla pace, almeno nel suo atto di nascita.
la svolta sembrerebbe epocale perchè l'euromediterraneo sembra sempre più concreto. E ribadisco la necessità di una presenza forte della Sicilia e di Palermo. Di seguito alcuni stralci dell'articolo (qui per la versione integrale)
L'Unione per il Mediterraneo (Upm) è nata, e sotto la buona stella della stretta di mano tra Israele e Autorità nazionale palestinese e del ritorno della Siria sul palco della diplomazia internazionale. Il presidente della Repubblica francese sorride commosso mentre dà l'annuncio soddisfatto: «È un momento storico, un sogno che diventa realtà, faremo del Mediterraneo una zona di pace e costruiremo ciò che abbiamo costruito con l'Unione europea». L'Upm, battezzata domenica dai 43 capi di Stato e di Governo dei Paesi euro-mediterranei, sarà operativa entro la fine del 2008 e il suo assetto finale sarà deciso dai ministri degli Esteri a novembre.
È un partenariato «basato su progetti concreti», si legge nella dichiarazione finale, e tra quelli che verranno avviati non appena ci saranno i fondi nelle casse, due riguardano l'ambiente: ripulire il Mediterraneo entro il 2020 - un programma che già esisteva e che si è arenato per mancanza di fondi - e il faraonico piano di ricoprire i deserti del Maghreb di pannelli solari. Verrà inoltre creata una protezione civile comune, che risponda alle emergenze (disastri naturali, petroliere che affondano, barconi di clandestini) e sarà avviata la realizzazione delle «autostrade del mare», grazie alle quali tutti i porti delle due sponde saranno collegati.La questione da affrontare ora sarà il reperimento dei fondi, ma Sarkozy assicura che non è più un problema «ora che ci siamo impegnati a dare stabilità alla regione». I donatori internazionali (Banca mondiale, Bei, Banca africana) sono i benvenuti, fanno sapere i leader, spiegando che qualche spicciolo verrà anche dal bilancio della Ue. L'appello vero è, però, per gli investitori privati: gli Stati euro-mediterranei sperano che le industrie interessate ad investire al Sud aumentino, soprattutto ora che l'Unione ha una sua connotazione precisa, basata sulla solidarietà tra le due sponde e votata alla pace, almeno nel suo atto di nascita.
domenica 13 luglio 2008
Nasce il Club dei Paesi del Mediterraneo.. Ma Dov'è l'Italia?
Se ne accorgono tutti. Solo noi stentiamo ancora ad aprire gli occhi. L'Euromediterraneo è alle porte eppure se ne parla fin troppo poco. Uno spazio di libero scambio che ricopre l'intero mediterraneo e che quindi ha al centro proprio la Sicilia. Un rischio immane ma anche una grande opportunità. L'Economist pubblica un articolo con alcune considerazioni per noi di particolare rilievo. Si sta fondando un Club dei Paesi del Mediterraneo e qui non se ne parla affatto.
'This weekend at a summit in Paris France’s president, Nicolas Sarkozy, wants to heal the rift. Some 40 heads of state and government from the EU and the southern and eastern Mediterranean will meet to create a new club, called the Union for the Mediterranean. Despite Mr Sarkozy’s bombast, Club Med will have a modest start: the French propose a secretariat, which they will jointly head with Egypt, and money to help finance ventures on solar energy, anti-terrorism and the inevitable cultural exchanges. '
La realtà è che sebbene l'Italia possa offrire tanto è, come al solito, letteralmente tagliata fuori da qualunque processo di evoluzione economica nell'area euromediterranea e questo anche se la nostra isola si trovi esattamente al centro geografico proprio dell'area del 'Club Med'. Il rischio è grosso poichè i paesi della sponda Sud hanno dei PIL da brivido. Con standard quasi cinesi. E si trovano ad un tiro di schioppo dai nostri mercati. Che potrebbero quindi essere invasi con prodotti con prezzi ultracompetitivi. Cinesi appunto. Eppure questo potrebbe essere anche una grossa opportunità visto che la Sicilia potrebbe in questo caso diventare la testa di ponte dei collegamenti Africa-Europa. Ed ecco che oggi come non mai servono infrastrutture e facilities per la logistica. Occorre dare vita a nuove partnership con i paesi del sud e anche con quelli del Nord prima che entrambi preferiscano Spagna, Francia o Grecia. Anche e soprattutto con questo tipo di nuovo contesto socio-economico che si sta materializzando attorno a noi l'idea di Lombardo di una fiscalità di vantaggio avrebbe una portata dirompente. Ma perchè non fare allora qualche passo avanti in questo senso?
Giusto per capire cosa sta accadendo, l'Economist snocciola qualche dato in più:
'FDI in the countries along the Mediterranean shore, from Morocco to Turkey, has grown six times since the turn of the century, to $59 billion in 2006—ahead of Latin America’s Mercosur ($25 billion) and not far short of China ($69 billion). At the same time, the growth in the region’s GDP is running at 4.4% a year—slow by China’s standards, admittedly, but it has been accelerating as Europe has slowed.
Although Turkey, Israel and Egypt still dominate, most of the region has shared in this prosperity. Oil and gas are partly to thank, but investment is spread among financial services, telecoms, retailing and construction. Look at the car factory Renault and Nissan are planning in Morocco. Or the new container port outside Tangiers that will soon be bigger than Long Beach, on America’s west coast. Much of the money comes from Europe, as did the €8.8 billion ($12.9 billion) France’s Lafarge invested in Egyptian cement. But Americans are making aerospace parts; Arabs are spending petrodollars on property and construction; Brazilians are investing in fertilisers and textiles; Indians in IT and pharmaceuticals.'
Visti gli investimenti che si stanno generando e la loro mole. Il Club dei Paesi del Sud e del Nord Mediterraneo potrebbe essere davvero una opportunità unica per la Sicilia e Palermo. Tanto unica che se non fosse colta al volo rischierebbe di investirci e farci stavolta davvero tanto male..
'This weekend at a summit in Paris France’s president, Nicolas Sarkozy, wants to heal the rift. Some 40 heads of state and government from the EU and the southern and eastern Mediterranean will meet to create a new club, called the Union for the Mediterranean. Despite Mr Sarkozy’s bombast, Club Med will have a modest start: the French propose a secretariat, which they will jointly head with Egypt, and money to help finance ventures on solar energy, anti-terrorism and the inevitable cultural exchanges. '
La realtà è che sebbene l'Italia possa offrire tanto è, come al solito, letteralmente tagliata fuori da qualunque processo di evoluzione economica nell'area euromediterranea e questo anche se la nostra isola si trovi esattamente al centro geografico proprio dell'area del 'Club Med'. Il rischio è grosso poichè i paesi della sponda Sud hanno dei PIL da brivido. Con standard quasi cinesi. E si trovano ad un tiro di schioppo dai nostri mercati. Che potrebbero quindi essere invasi con prodotti con prezzi ultracompetitivi. Cinesi appunto. Eppure questo potrebbe essere anche una grossa opportunità visto che la Sicilia potrebbe in questo caso diventare la testa di ponte dei collegamenti Africa-Europa. Ed ecco che oggi come non mai servono infrastrutture e facilities per la logistica. Occorre dare vita a nuove partnership con i paesi del sud e anche con quelli del Nord prima che entrambi preferiscano Spagna, Francia o Grecia. Anche e soprattutto con questo tipo di nuovo contesto socio-economico che si sta materializzando attorno a noi l'idea di Lombardo di una fiscalità di vantaggio avrebbe una portata dirompente. Ma perchè non fare allora qualche passo avanti in questo senso?
Giusto per capire cosa sta accadendo, l'Economist snocciola qualche dato in più:
'FDI in the countries along the Mediterranean shore, from Morocco to Turkey, has grown six times since the turn of the century, to $59 billion in 2006—ahead of Latin America’s Mercosur ($25 billion) and not far short of China ($69 billion). At the same time, the growth in the region’s GDP is running at 4.4% a year—slow by China’s standards, admittedly, but it has been accelerating as Europe has slowed.
Although Turkey, Israel and Egypt still dominate, most of the region has shared in this prosperity. Oil and gas are partly to thank, but investment is spread among financial services, telecoms, retailing and construction. Look at the car factory Renault and Nissan are planning in Morocco. Or the new container port outside Tangiers that will soon be bigger than Long Beach, on America’s west coast. Much of the money comes from Europe, as did the €8.8 billion ($12.9 billion) France’s Lafarge invested in Egyptian cement. But Americans are making aerospace parts; Arabs are spending petrodollars on property and construction; Brazilians are investing in fertilisers and textiles; Indians in IT and pharmaceuticals.'
Visti gli investimenti che si stanno generando e la loro mole. Il Club dei Paesi del Sud e del Nord Mediterraneo potrebbe essere davvero una opportunità unica per la Sicilia e Palermo. Tanto unica che se non fosse colta al volo rischierebbe di investirci e farci stavolta davvero tanto male..
sabato 12 luglio 2008
La Limitless di Dubai fa sul Serio. Purtroppo non ancora a Palermo..
Da il Sole24Ore di oggi.. '(...)Gli arabi di Limitless (divisione del colosso Dubai World), affacciatasi su Sesto, si erano fatti finora notare per la partecipazione al consorzio che deve costruire un'isola artificiale davanti al Principato di Monaco. Ma costruire nel regno dei Ranieri non è come costruire a Sesto. La trattativa, in fase avanzata, è in corso su valori compresi tra 550 e 700 milioni, rispetto a valutazioni iniziali di un miliardo. (...)' (qui l'articolo per intero)
E' una riprova della potenza di fuoco (monetaria, si intende) della società di Dubai interessata anche ad investire al Centro Storico di Palermo. Una riprova che i 2 miliardi in gioco per il risanamento e valorizzazione dell'area antica siano una opportunità da non sprecare affatto.. Prima che i capitali vadano altrove..
E' una riprova della potenza di fuoco (monetaria, si intende) della società di Dubai interessata anche ad investire al Centro Storico di Palermo. Una riprova che i 2 miliardi in gioco per il risanamento e valorizzazione dell'area antica siano una opportunità da non sprecare affatto.. Prima che i capitali vadano altrove..
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Recupero
venerdì 11 luglio 2008
Raffaele Lombardo su L'Epresso
Su l'Espresso di questa settimana un intero reportage su vita, abitudini ecc. del Presidente della Regione. Per chi fosse interessato a conoscere qualcosa in più su Raffaele Lombardo questo è l'incipit dell'articolo 'IL REGNO LOMBARDO. Un'assaggiatrice personale per gli adorati meloni. Una stanza senza finestre per dormire quattro ore. Modi scostanti. Sgambetti agli alleati. Magistrati per assessori. I primi 100 giorni del nuovo re dell'isola'.. Io non l'ho ancora letto ma potrebbe suonare interessante qualora, oltre a parlare dei fatti privati di Lombardo, fornisca anche uno spaccato reale della vita politica siciliana. L'Espresso ogni tanto calca la mano ma talvolta riesce a stimolare interessanti dibattiti..
La Storia dei Florio di Requirez.

Prima di partire ho messo in valigia 'La Storia dei Florio' a firma di Requirez. Una diagnosi del fenomeno Florio dove sono evidenziati i tratti più interessanti. I Florio, tanto per rinfrescare la memoria, era forse la famiglia più ricca d'Italia. Possedevano le azioni di una compagnia navale con più di 100 navi (Onassis nostrani). Erano proprietari delle isole Egadi, della Fonderia Oretea, di zolfare, cantine di Marsala, ecc. ecc. Un livello economico straordinario per questa famiglia con migliaia di dipendenti ma anche per Palermo che con loro visse la sua decima giovinezza. E per fortuna qualcosa è rimasta. L'architettura di alcuni edifici eccezionali (tali perchè almeno si inseguiva ancora il gusto del bello) ma soprattutto il ricordo di chi partì da zero (una aromateria in via Materassai) e riportò la città sulle scene internazionali (a Palermo, grazie ai Florio vennero i reali inglesi, il Kaiser del tempo, gli Zar..). Self made men con una passione per la propria città. Insomma, una meraviglia. Eppure questi tempi possono tornare. Palermo -sebbene sembri impossibile- a mio parere potrebbe seriamente vivere di impresa. I capitali possono essere nuovamente prodotti in Sicilia basta avere un po' più di iniziativa, fiducia e voglia di rischiare e sicuramente fortuna.. e sicuramente anche una buona dose di fortuna. E magari Palermo potrebbe così riavere dei futuri 'Florio' che la riportino al fascino di cento anni fa.
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Florio
Scusate il Ritardo..
.. sono appena tornato da una piccola vacanza in un'altra isola del mediterraneo. Minorca. E subito qualche piccola riflessione. Forse un po' ovvia. Si tratta di un'isola con ZERO abusivismo, pieno rispetto delle coste e delle aree di macchie naturali (tantissime e frequenti). Inoltre i paesini di Mahon e Ciutadela (circa 20 mila ab.) sono dei reali gioielli con i centri storici valorizzati al massimo (nonostante abbiano poco da offrire). Per dirne solo una: sono quasi interamente pedonalizzati e pieni di turisti.
Infine le spiagge. Non male ma non eccezionali. La Sicilia ha anche in questo sicuramente da offrire qualcosa in più.. I collegamenti aerei sono numerosi. L'aeroporto mi è sembrato quasi più grande di quello di Palermo. Ed infatti, Minorca (anche se in modo minore rispetto a Mallorca, Ibiza e Formentera) vive pesantemente di turismo così come potrebbe fare la Sicilia. La strada per una evoluzione della Sicilia in questo senso appare sempre molto lunga ma ogni volta che vado all'estero e faccio paragoni non mi sembra poi troppo difficile.
Infine le spiagge. Non male ma non eccezionali. La Sicilia ha anche in questo sicuramente da offrire qualcosa in più.. I collegamenti aerei sono numerosi. L'aeroporto mi è sembrato quasi più grande di quello di Palermo. Ed infatti, Minorca (anche se in modo minore rispetto a Mallorca, Ibiza e Formentera) vive pesantemente di turismo così come potrebbe fare la Sicilia. La strada per una evoluzione della Sicilia in questo senso appare sempre molto lunga ma ogni volta che vado all'estero e faccio paragoni non mi sembra poi troppo difficile.
sabato 5 luglio 2008
Lombardo Conferma la Posizione di Antinoro. Una Nuova Strategia per la Valorizzazione dei Beni Culturali Siciliani.
In una recente dichiarazione lo stesso Lombardo precisa l'appoggio della giunta a quanto riportato da Antinoro in merito alla gestione da parte di Siti archeologici e monumentali. E va pure oltre. Oltre alla conferma dei rapporti avviati tra il Paul Getty Museum e la Regione (speriamo però che non siano condotti come i negoziati per aprire il Guggenheim al Palazzo Sant'Elia... un fallimento) individua alcune ipotesi di confronto con il settore privato. L'affidamento della valorizzazione (attraverso gli scavi) di quanto ancora sepolto a Noto antica o la creazione di un museo ad Aidone a privati. Obiettivamente si tratterebbe di una innovazione nel panorama nazionale. I privati partecipano poco al momento ma, obiettivamente, viste le polverose casse regionali come si potrebbe ottenere gli stessi risultati diversamente? Se venissero grossi gruppi ad investire si potrebbero ricavare solo benefici per la collettività (tra gli altri oltre all'incremento di flussi turistici anche l'implemento delle infrastrutture viarie). Ed il tutto con l'imprescindibile ruolo di supervisione e controllo delle sovrintendenze. Ripeto, l'idea ha tutti i parametri per potersi rivelare vincente e inaugurare una nuova, proficua, strategia di valorizzazione dei beni culturali siciliani che in questomodo potrebbero trovare il giusto riconoscimento a livello mondiale (il privato avrebbe tutto l'interesse a portare quante più persone paganti in loco) e la giusta tutela (sempre il privato avrebbe sempre maggiore interesse a presentare qualcosa di accattivante).
Allo stesso modo vado un po' oltre anche io. Perchè non ipotizzare delle joint venture con gruppi di promozione culturale ma anche con gruppi turistici di rilievo internazionale? Ad esempio,vedrei bene la partecipazione alla valorizzazione della Valle dei Templi di gruppi quali la Rocco Forte (con interessi già nell'area di Sciacca) o anche del gruppo Caltagirone (con interessi già in parecchie parti dell'isola).
Allo stesso modo vado un po' oltre anche io. Perchè non ipotizzare delle joint venture con gruppi di promozione culturale ma anche con gruppi turistici di rilievo internazionale? Ad esempio,vedrei bene la partecipazione alla valorizzazione della Valle dei Templi di gruppi quali la Rocco Forte (con interessi già nell'area di Sciacca) o anche del gruppo Caltagirone (con interessi già in parecchie parti dell'isola).
Il Futuro delle Partecipazioni Regionali
Dopo una serie di dichiarazioni contrastanti EconomiaSicilia pubblica questo articolo di sintesi dei prossimi provvedimenti della Regione Siciliana in merito. Spiccano le numerose liquidazioni di società partecipate al 100% e che spesso sono stati dei veri e propri 'carrozzoni'. Sono valorizzate invece altre che effettivamente ricoprono dei ruoli strategici per l'economia siciliana così come anche le partecipazioni nel credito.
giovedì 3 luglio 2008
La Valle dei Templi e la Cappella Palatina Saranno Privatizzate. Provocazione o Gran Bella Idea?
Ricorda i tempi in cui Tremonti parlava della privatizzazione del Colosseo. Ora è il turno di Antinoro che avanza l'ipotesi di affidamento ai provati della Cappella Palatina o della Valle dei Templi. Alcuni gridano allo scandalo io invece la reputo decisamente un'idea interessante. L'affidamento ai privati non vuol dire 'svendere' il monumento che comunque resta di proprietà pubblica e sarà tutelato in tutto e per tutto dalla supervisione delle sovrintendenze. Cambia solo il modo di fruirne. I biglietti staccati all'ingresso porteranno piuttosto denaro alle casse di privati (in tutto o in parte), cioè a chi si aggiudica la gestione. In cambio, un canone fisso e, soprattutto, la custodia e valorizzazione del bene ma anche la realizzazione di opere o servizi per la collettività. Molto interessante. Anche perchè Antinoro intravede in questo modo i margini di realizzazione di opere che altrimenti non sarebbero mai realizzate. Tra tutte avanza l'esempio della Palermo-Agrigento. Forse questa è una forzatura ma almeno rende l'idea.
Idea che avrebbe, a mio parere, molto più senso se si affidassero a privati aree monumentali minori e comunque di rilievo. A Palermo ne abbiamo tantissime e abbandonate a se stesse e quindi al degrado. In questo l'apporto dei privati sarebbe più che fondamentale e auspicabile. O anche in Sicilia. Un solo esempio. La Sicilia dei primati ne vanta uno che non tutti conoscono. La Regione con il maggior numero di castelli in Italia. Quasi 300 (la Toscana se non ricordo male si aggira al centinaio). Però molti sono più che fatiscenti e rovinati. La partnership con il privato potrebbe prevedere il restauro dell'immobile (altrimenti anche destinato a crollare) per la fruizione sia come spazio museale sia anche come struttura di ricezione turistica. Insomma le idee non mancano e l'apporto dei privati anche nel mondo dei beni culturali risulta marcatamente sempre più fondamentale. Non si tratta di svendere la propria memoria culturale, come emerge in alcune dichiarazioni, si tratta piuttosto di trovare il giusto modo per riportarla a galla. Renderla visibile e fruibile.
Qui l'articolo di Repubblica in merito alle dichiarazioni di Antinoro
Idea che avrebbe, a mio parere, molto più senso se si affidassero a privati aree monumentali minori e comunque di rilievo. A Palermo ne abbiamo tantissime e abbandonate a se stesse e quindi al degrado. In questo l'apporto dei privati sarebbe più che fondamentale e auspicabile. O anche in Sicilia. Un solo esempio. La Sicilia dei primati ne vanta uno che non tutti conoscono. La Regione con il maggior numero di castelli in Italia. Quasi 300 (la Toscana se non ricordo male si aggira al centinaio). Però molti sono più che fatiscenti e rovinati. La partnership con il privato potrebbe prevedere il restauro dell'immobile (altrimenti anche destinato a crollare) per la fruizione sia come spazio museale sia anche come struttura di ricezione turistica. Insomma le idee non mancano e l'apporto dei privati anche nel mondo dei beni culturali risulta marcatamente sempre più fondamentale. Non si tratta di svendere la propria memoria culturale, come emerge in alcune dichiarazioni, si tratta piuttosto di trovare il giusto modo per riportarla a galla. Renderla visibile e fruibile.
Qui l'articolo di Repubblica in merito alle dichiarazioni di Antinoro
mercoledì 2 luglio 2008
Esemplare la Posizione di Conticello ma il Suo Gesto è una Buona Pubblicità per Palermo?
Ed ancora sfogliando sul web il Washington Post trovo questo articolo. Conticello ed il contrasto alla mafia. Si tratta del personaggio più celebre al momento di Palermo sulla scena internazionale. Il suo gesto di rifiuto allo strapotere mafioso è rimbalzato ovunque nel mondo. Ed è sicuramente da apprezzare e condividere. Ma tutto questo fa bene a Palermo? Una città che vuole liberarsi della sua immagine di capitale di mafia e quindi di sangue e terrore non viene penalizzata da una simile cassa di risonanza? I media godono di una storia simile ed infatti il Washington Post usa termini da Godfather ('an offer he cannot refuse') ma chi legge e non conosce la città potrebbe intendere che qui c'è solo mafia e nient'altro. Una città allo sbando ed in mano a quattro delinquenti. E non è così. Però sul Washington Post non ho trovato altri articoli di rilievo su Palermo e quindi sembrerebbe che la mia idea sia confermata. Una idea che avevo già avanzato nel commentare il fenomeno Saviano. Sui giornali internazionali non si parla della prossima ri-apertura della Cappella Palatina o della riscoperta di Palermo quale affascinante meta turistica. Non si parla degli investimenti stranieri in Sicilia nè del probabile ruolo che potremmo avere nel mediterraneo. Quasi esclusivamente di mafia. E questo è un peccato. Ripeto: il gesto di Conticello è da qualificarsi come 'sinceramente eroico' ma spero che all'estero non vada solo questo altrimenti rischiamo di falsare in partenza una immagine di una città che cerca in tutti i modi di emanciparsi quanto prima.
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mafia
Curiosità: Palermo Foraggia la Campagna Elettorale di Obama
Sul web trovo questo articolo del Washington Post per il quale Palermo è uno dei riferimento internazionali del fundraising di Barack Obama.. Sicuramente non si tratta della nostra Palermo ma leggerlo fa un comunque un certo effetto..
Le ZTL più Efficienti? Il Caro-Petrolio..
Cambiano le abitudini dei palermitani. Un calo delle auto in giro si nota. Non eccessivo, non ancora. Ma effettivamente il prezzo della benzina sta in parte facendo quello che avrebbero dovuto fare le ZTL. Meno auto in circolazione e questo avviene automaticamente con l'aumento del prezzo della benzina. Tra l'altro, con la corsa del prezzo del greggio che a breve potrebbe attestarsi anche a 200 dollari, è prevedibile un ulteriore rincaro della benzina e gasolio (potrebbero arrivare oltre i due euro a litro). Avere l'auto potrebbe quindi diventare un vero e proprio lusso ed i palermitani ricorrono ad espedienti spiccioli ma indispensabili. Repubblica ne riporta qualcuno. GPL, limiti di velocità ma anche olio di colza in vendita nei supermercati. Il Caro-Petrolio, paradossalmente, si sta rivelando quale migliore soluzione al traffico ed all'inquinamento cittadino. Infrastrutture per il traffico (la metropolitana... magari...) ma soprattutto i piedi e le biciclette potrebbero fare il resto.
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martedì 1 luglio 2008
Roberto Lagalla Nuovo Rettore dell'Università di Palermo
Tanto per ricominciare i migliori auguri a Roberto Lagalla che, in qualità di nuovo Rettore, ha in mano (attraverso al formazione) il futuro della città di Palermo. Almeno così mi dicono, che sia già stato superato il quorum e che si stia profilando un risultato più che netto. Se confermato, ribadisco l'augurio che il prof. Lagalla riesca a far diventare quanto più appetibile e efficiente l'Università di Palermo e che riesca ad arginare quanto più possibile il flusso continuo della nuova emigrazione giovanile verso il Nord.
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