Sarò fuori per il w/e..
a Lunedì.
venerdì 27 giugno 2008
ZTL: la Sentenza del TAR e 'Fatti Anomali'
Interessante, e per alcuni versi sconcertante, il dossier pubblicato sul sito di Repubblica in merito alla gestione delle ZTL e dei rapporti con la TD Group. Lo trovate qui.
Inoltre Repubblica pubblica anche la sentenza di annullamento delle ZTL che potrete trovare anche qui.
Comunque appurato che la vicenda è stata gestita in maniera fallimentare e che la motivazione dell'annullamento delle ZTL è da ricercare principalmente nella mancanza del PUT (Piano Urbano del Traffico, strumento giuridico obbligatorio per le città con più di 30 mila abitanti) spero che le ZTL vengano istituite nuovamente. Con più criterio, principalmente in Centro Storico e molto più restrittive.
Inoltre Repubblica pubblica anche la sentenza di annullamento delle ZTL che potrete trovare anche qui.
Comunque appurato che la vicenda è stata gestita in maniera fallimentare e che la motivazione dell'annullamento delle ZTL è da ricercare principalmente nella mancanza del PUT (Piano Urbano del Traffico, strumento giuridico obbligatorio per le città con più di 30 mila abitanti) spero che le ZTL vengano istituite nuovamente. Con più criterio, principalmente in Centro Storico e molto più restrittive.
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La Vucciria per 3 Giorni un Set a Cielo Aperto. Medins - Le Città Invisibili
Circa trenta rappresentazioni di ogni tipo da stasera e per tre giorni alla Vucciria che si conferma una delle zone più scenografiche di Palermo. In quell'area del Centro storico si terranno quindi gli eventi conclusivi di Medins - Identity is Future: the Mediterranean Intangible Space. Illuminazioni artistiche, installazioni e performance di ballo e teatro (interessanti quelle performance previste sui balconi..) oprganizzate dai più i cento artisti del Teatro Potlach.. Tutto di ampio respiro internazionale (si è già tenuto in decine di città europee. In questo sito i dettagli dell'evento.
giovedì 26 giugno 2008
Curiosità: Ferdinando III è Nato a Palermo
Curiosità forse un po' troppo spicciola. Ma la condivido con piacere. Ho scoperto oggi che il 're bomba' così era chiamato Ferdinando III è nato a Palermo nella Villa Paternò di Spedalotto nel 1810. Splendida e poco consociuta villa settecentesca di Bagheria. Ringrazio Vincenzo Prestigiacomo per la dritta. Giusto per restare in tema: un'altra piccola curiosità il re Juan Carlos (l'attuale re di Spagna) conosce Palermo molto bene visto che vi ha vissuto per parecchio tempo da bambino.. quando si dice che le famiglie reali cercano sempre il meglio..
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Cultura e Impresa alla Galleria d'Arte Moderna
Una riflessione sulle opportunità dell'investimento nella cultura e sugli ambiti in cui le imprese scelgono di operare. Sono questi i temi principali dell'incontro dal titolo La cultura che piace all'impresa: storia, territorio e contemporaneità, in programma domani, venerdì 27 giugno, alle ore 19 nella sala conferenze della Civica Galleria d'arte moderna, nel complesso di Sant'Anna (via Sant'Anna 21).Organizzato dalla Fondazione Borsalino di Alessandria e promosso dall'assessorato comunale alla Cultura, da Museimpresa e da Confindustria Sicilia, l'incontro ha come obiettivo quello di creare un'occasione di confronto e dialogo tra diverse esperienze imprenditoriali (Alessi, Borsalino, Planeta) e museali (la Civica Galleria d'arte moderna di Palermo), presentando, per la prima volta in Sicilia, Museimpresa, l'Associazione nazionale italiana archivi e musei d'impresa, promossa nel 2001 da Assolombarda e Confindustria.All'incontro partecipano il vicesindaco e assessore alla Cultura, Mario Milone; la direttrice della Civica Galleria d'arte moderna, Antonella Purpura; l'amministratore delegato della Borsalino e della Fondazione Borsalino, Roberto Gallo; Marco Montemaggi, vicepresidente di Museimpresa; Vito Planeta, delle Aziende agricole Planeta; e Francesca Alessi, curatrice del Museo Alessi; moderatore, il giornalista Davide Camarrone. Gli interventi. Antonella Purpura punterà sulla necessità di fare sistema tra le diverse istituzioni museali; Roberto Gallo racconterà le ragioni che lo hanno spinto a sostenere l'apertura del Museo del Cappello Borsalino (2006) di Alessandria e a sancire nel 2008 la nascita della Fondazione Borsalino; Marco Montemaggi presenterà le finalità di Museimpresa e illustrerà l'importanza del Museo per l'Impresa; Vito Planeta racconterà il rapporto tra l'attività imprenditoriale della propria famiglia in Sicilia e la valorizzazione dell'identità e della cultura del territorio; Francesca Alessi parlerà dell'archivio del Museo Alessi, descrivendo le principali attività culturali sostenute dall'azienda.
Fonte: Comune di Palermo
Fonte: Comune di Palermo
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Eventi
mercoledì 25 giugno 2008
Piazza Garraffello e la Sezione Multimediale Distaccata del Museo di Arte Contemporanea.
Almeno questo è quello che vorrebbe fare il Comune di Palermo: una sezione del Museo di Arte Contemporanea in Piazza Garraffello sarebbe un sogno ed un miracolo al tempo stesso.
Sarebbe effettivamente una vera nuova vita per la piazza della Vucciria che al momento è solo degrado e luogo di incontro di una generazione di punk post-bellici che lì -principalmente il venerdì notte-organizzano rave a cielo aperto. Per alcuni versi divertenti per altri aspetti -troppi- sinceramente deliranti..
Comunque. Il Comune di Palermo pubblica il seguente
Si tratta di un project financing dell'importo presunto di € 3.500.000,00. Il project financing è l'unico metodo per la città di Palermo per proseguire in maniera efficace nel recupero e sviluppo di aree micidialmente rovinate dal tempo e da degrado. Ma è anche l'unico modo per proporre nuove esperienze che in un contesto come quello palermitano avrebbero sicuramente un sapore diverso (e comunque molto più 'gustoso') rispetto ad ogni altra città europea.
Per quello che riguarda l'avviso per piazza Garraffello (per chi fosse interessato scade il 30 giugno p.v.) ... Il Comune forse non riceverà proposte adeguate (viceversa sarebbe un vero terno al lotto per il Centro Storico) eppure, quello stesso avviso, almeno -anche se solo nella fase propositiva- è un primo spiraglio di luce in una zona che sembra ancora un po' troppo dimenticata da Dio..
Sarebbe effettivamente una vera nuova vita per la piazza della Vucciria che al momento è solo degrado e luogo di incontro di una generazione di punk post-bellici che lì -principalmente il venerdì notte-organizzano rave a cielo aperto. Per alcuni versi divertenti per altri aspetti -troppi- sinceramente deliranti..
Comunque. Il Comune di Palermo pubblica il seguente
avviso pubblico.
Si tratta di un project financing dell'importo presunto di € 3.500.000,00. Il project financing è l'unico metodo per la città di Palermo per proseguire in maniera efficace nel recupero e sviluppo di aree micidialmente rovinate dal tempo e da degrado. Ma è anche l'unico modo per proporre nuove esperienze che in un contesto come quello palermitano avrebbero sicuramente un sapore diverso (e comunque molto più 'gustoso') rispetto ad ogni altra città europea.
Per quello che riguarda l'avviso per piazza Garraffello (per chi fosse interessato scade il 30 giugno p.v.) ... Il Comune forse non riceverà proposte adeguate (viceversa sarebbe un vero terno al lotto per il Centro Storico) eppure, quello stesso avviso, almeno -anche se solo nella fase propositiva- è un primo spiraglio di luce in una zona che sembra ancora un po' troppo dimenticata da Dio..
martedì 24 giugno 2008
Niente Più ZTL.. Almeno per Ora...
Il tam tam è già iniziato da qualche ora. Palermo, almeno per ora, non ha più le ZTL. Il TAR ha annullato il provvedimento con sentenza breve. I pareri sono sempre stati discordanti (tra i tanti negativi vi segnalo quello autorevole di Marco). Io le giudico altrettanto negative ma perchè troppo poco restrittive. Peccato si potevano gestire in maniera molto diversa e con maggiore profitto per la città. Si tratta adesso di leggere le motivazioni del TAR.
Per saperne di più l'articolo de La Sicilia
Effettivamente il Comune di Palermo si è dimostrato alquanto inefficiente nella gestione della questione ZTL. Errori madornali e contraddizioni continue. Si prepari adesso ad una valanga di ricorsi da parte delle associazioni dei consumatori (per fortuna delle casse comunali non è ancora in vigore la class action), alle pretese contrattuali della TD Group (circa 20 milioni!) ed all'odio dei cittadini che sono stati bloccati in file di ore per avere quel maledettissimo pass..
Per saperne di più l'articolo de La Sicilia
Effettivamente il Comune di Palermo si è dimostrato alquanto inefficiente nella gestione della questione ZTL. Errori madornali e contraddizioni continue. Si prepari adesso ad una valanga di ricorsi da parte delle associazioni dei consumatori (per fortuna delle casse comunali non è ancora in vigore la class action), alle pretese contrattuali della TD Group (circa 20 milioni!) ed all'odio dei cittadini che sono stati bloccati in file di ore per avere quel maledettissimo pass..
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Traffico
lunedì 23 giugno 2008
Uno dei Mali della Sicilia. La Ricerca del Consenso a Breve.
Una analisi dettagliata della situazione economica della Sicilia proviene anche dalla Fondazione Banco di Sicilia. Oltre a quanto già evidenziato e rimarcato da altri autorevoli istituti, vengono aggiunte altre considerazioni interessanti. Peraltro da personalità di rilievo internazionale. E' intervenuto Jacques Attali (il celebre consigliere di Sarkozy e a capo della commissione per l'attuazione del rinnovamento e liberalizzazioni del governo francese) che non pensavo avesse a cuore i problemi della Sicilia. Meglio così. Magari l'Eliseo potrà darci una mno in più di quanto potrà fare Palazzo Chigi..
Emergono considerazioni degne di nota. I trasferimenti alla Regione Siciliana assommano al 13 - 15 % del PIL regionale (Nota AGI) (... Davvero? Pensavo di più) ma abbiamo ancora serie difficoltà in merito all'occupazione ma anche al nostro fabbisogno idrico ed energetico (ricordo che la Sicilia è potenzialmente in positivo nella bilancia del bisogno energetico ma continuiamo ad importare). Emerge, quindi, la necessità di ricorrere quanto prima all'energia solare (e qui aggiungo una mia considerazione. Premesso che considero il solare molto più vantaggioso dell'eolico in termini di costi - benefici, volendo individuare tra i costi i sacrifici imposti al paesaggio e alle popolazioni, spero altresì che, diversamente da quanto accaduto con l'eolico, vengano rilasciate con maggiore rigore e pianificazione).
Durante il dibattito si da evidenza al ruolo geografico della Sicilia e alle forti opportunità provenineti dalla vicinanza all'Africa. Non dovrebbero approdare solo scafisti ma anche le banche marocchine che investono in tutta l'Africa e lo stesso potrebbero fare in partnership con la Sicilia o le imprese siciliane stesse cominciare a sfruttare l'isola come testa di ponte di nuovi flussi di commercio internazionale (ricordo ancora che nel 2010 avrà inizio l'area di libero scambio mediterraneo e sarebbe il caso di pianificare quanto prima il nostro ruolo chiave altrimenti oltre a diventare terra di consumo per gli italiani ed europei rischiamo di diventarlo anche per gli africani).
Da ultimo una considerazione evidente -da 'il re è nudo'- dalla bocca del prof. Carlo Triglia intervenuto al dibattito: 'grossa parte del problema e' che particolarmente in Sicilia, ma non solo, la politica e' sensibile alla ricerca del consenso a breve. Buona parte degli ingenti trasferimenti sono stati destinati a famiglie e sussidi, piu' che a beni pubblici, perche' piu' visibili e funzionali al consenso diretto e a breve. Con evidenti effetti perversi'. E' incredibile come il governo di un territorio possa essere uno dei peggiori danni del territorio stesso. Anche perchè parecchie opportunità di sviluppo perse per strada dipendono soprattutto dal sistema politico spesso inadeguato. Ma come si fa a risolvere un problema del genere?
Emergono considerazioni degne di nota. I trasferimenti alla Regione Siciliana assommano al 13 - 15 % del PIL regionale (Nota AGI) (... Davvero? Pensavo di più) ma abbiamo ancora serie difficoltà in merito all'occupazione ma anche al nostro fabbisogno idrico ed energetico (ricordo che la Sicilia è potenzialmente in positivo nella bilancia del bisogno energetico ma continuiamo ad importare). Emerge, quindi, la necessità di ricorrere quanto prima all'energia solare (e qui aggiungo una mia considerazione. Premesso che considero il solare molto più vantaggioso dell'eolico in termini di costi - benefici, volendo individuare tra i costi i sacrifici imposti al paesaggio e alle popolazioni, spero altresì che, diversamente da quanto accaduto con l'eolico, vengano rilasciate con maggiore rigore e pianificazione).
Durante il dibattito si da evidenza al ruolo geografico della Sicilia e alle forti opportunità provenineti dalla vicinanza all'Africa. Non dovrebbero approdare solo scafisti ma anche le banche marocchine che investono in tutta l'Africa e lo stesso potrebbero fare in partnership con la Sicilia o le imprese siciliane stesse cominciare a sfruttare l'isola come testa di ponte di nuovi flussi di commercio internazionale (ricordo ancora che nel 2010 avrà inizio l'area di libero scambio mediterraneo e sarebbe il caso di pianificare quanto prima il nostro ruolo chiave altrimenti oltre a diventare terra di consumo per gli italiani ed europei rischiamo di diventarlo anche per gli africani).
Da ultimo una considerazione evidente -da 'il re è nudo'- dalla bocca del prof. Carlo Triglia intervenuto al dibattito: 'grossa parte del problema e' che particolarmente in Sicilia, ma non solo, la politica e' sensibile alla ricerca del consenso a breve. Buona parte degli ingenti trasferimenti sono stati destinati a famiglie e sussidi, piu' che a beni pubblici, perche' piu' visibili e funzionali al consenso diretto e a breve. Con evidenti effetti perversi'. E' incredibile come il governo di un territorio possa essere uno dei peggiori danni del territorio stesso. Anche perchè parecchie opportunità di sviluppo perse per strada dipendono soprattutto dal sistema politico spesso inadeguato. Ma come si fa a risolvere un problema del genere?
domenica 22 giugno 2008
Meno Auto in Centro.. Un Dato di Fatto.
La differenza si nota. In Centro Storico le auto sono diminuite sensibilmente e cresce la protesta dei commercianti. Sicuramente le ZTL hanno il merito principale. Le aree a traffico limitato, secondo me ancora troppo a maglie larghe, hanno effettivamente in parte funzionato. Io le avrei preferite ancora più restrittive come in altre città da prendere -in questo caso- come esempio (Roma, Milano, Firenze). Oggi un'altra notizia che giustifica parte del fenomeno. A Palermo un decremento del 12% dei consumi di benzina dovuto ai costi elevati del petrolio. I palermitani capiscono che parecchie delle proprie tratte quotidiane possono essere fatte a piedi o con i mezzi pubblici (con buona pace dell'AMAT che può in questo modo pianificare partedel proprio risanamento finanziario). Intanto la città cambia. Il Centro Storico è sicuramente più vivibile (anche se c'èa ncora parecchia strada da fare) ma i commercianti si lamentano. In questo caso il dovere di risolvere il problema non è dell'Amministrazione ma dei commercianti stessi. Se si affidassero alle regole del mercato e -minimamente- capissero che rinnovando le proprie attività potrebbero essere ben più allettanti e richiamare, solo in questo modo, molta più clientela avrebbero una vita ben più facile. Invece se continuiamo a vedere in Centro Storico negozietti mediocri che vendono merce alquanto scadente il richiamo sarà ben più debole. Rinnovarsi e riqualificarsi. Solo così le ZTL e la conseguente diminuzione di macchine in Centro Storico potranno essere un beneficio per i commercianti e non una maledizione. Basta capirlo e tirarsi su le maniche.
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sabato 21 giugno 2008
Ed Intanto Scendono i Ponteggi da Casa Professa..
Il restauro della Chiesa di Casa Professa sembra volgere al termine. Scendono i ponteggi dalla facciata e si scoprono dei colori meravigliosi, d'altri tempi. Ricordo che il restauro del complesso di Casa Professa, Biblioteca e Chiesa di San Michele Arcangelo potrebbe essere considerato uno dei più grandi restauri degli ultimi decenni a Palermo..
La Torre di Mondello Riapre al Pubblico
Dopo un lungo restauro riapre la torre quattrocentesca di Mondello paese. Sarà aperta al pubblico ogni sabato e domenica (non sapevo fosse 'fruibile') e i primi quattro fine settimana -si dice- l'accesso dovrebbe anche essere gratuito..
venerdì 20 giugno 2008
L'Irresistibile Leggerezza degli ATO Rifiuti
Finalmente una buona notizia sul fronte rifiuti.. la riduzione degli ATO Rifiuti. La riforma è attuata dalla Agenzia Regionale Rifiuti e Acque che emana una direttiva per la riduzione degli ATO da 27 a 10 e, al contempo, anche per il contenimento della spesa degli stessi e per il superamento delle loro criticità economiche.
Gli ATO come l'Alitalia, tutti ne conoscevano il quotidiano fallimento economico ma ormai sembravamo fin troppo abituati a conviverci. Finalmente una riduzione di questi mostri giuridici .. e di spesa.. La prossima buona notizia potrebbe solo essere la loro completa abolizione.
Gli ATO come l'Alitalia, tutti ne conoscevano il quotidiano fallimento economico ma ormai sembravamo fin troppo abituati a conviverci. Finalmente una riduzione di questi mostri giuridici .. e di spesa.. La prossima buona notizia potrebbe solo essere la loro completa abolizione.
giovedì 19 giugno 2008
Nubi all'Orizzonte in Sicilia secondo Bankitalia
Confermando quanto già anticipato dal report Diste per il 2007 e dall'ISTAT, la Banca d'Italia traccia con toni tutt'altro che morbidi la situazione congiunturale economica della Sicilia.
Tra gli issues di maggior rilievo pubblicati ne 'L'Economia della Sicilia nel 2007' emergono i soliti deliranti dati occupazionali (deliranti poichè è impensabile che si mantengano ancora in questi termini in Europa e nel 2000 e che ciò continui a generare una emigrazione così consistente. Tra gli 8000 e i 15000 all'anno preferiscono il Nord alla Sicilia) ma anche i livelli record di reddito pro-capite dei Siciliani, tra i più bassi d'Italia. La situazione è andata migliorando nel 2006 e parte del 2007 proseguendo poi sul trend solito del 'quasi-tracollo' che l'aveva contraddistinta negli anni precedenti.
Per quello che riguarda nello specifico l'occupazione, i segnali sembravano positivi nel triennio fino al 2006 salvo ritracciare poi, anch'essi, le vecchie linee in discesa che contraddistinguono i grafici siciliani.
Per quello che riguarda, in particolare, il settore del credito: l'aumento dei tassi d'interesse ha inciso sui finanziamenti bancari che hanno subito un rallentamento dopo un periodo con trend positivo (+15% nel 2006, +10% nel 2007). Anche le banche necessitano forse di un ripensamento della loro politica strutturale e territoriale. Favorendo magari l'accesso al credito. A riguardo una adeguata conferma al dibattito 'Banche e Sud: una Storia Spezzata' tenutosi ieri al Palazzo Steri e organizzato dal Cirmet e Fondazione Curella. Una analisi particolarmente interessante che analizzava la fenomenologia bancaria in Sicilia negli ultimi anni. Gattopardianamente è cambiato molto ma l'accesso al credito è viceversa restato tale e quale, sempre difficile.
Tra gli issues di maggior rilievo pubblicati ne 'L'Economia della Sicilia nel 2007' emergono i soliti deliranti dati occupazionali (deliranti poichè è impensabile che si mantengano ancora in questi termini in Europa e nel 2000 e che ciò continui a generare una emigrazione così consistente. Tra gli 8000 e i 15000 all'anno preferiscono il Nord alla Sicilia) ma anche i livelli record di reddito pro-capite dei Siciliani, tra i più bassi d'Italia. La situazione è andata migliorando nel 2006 e parte del 2007 proseguendo poi sul trend solito del 'quasi-tracollo' che l'aveva contraddistinta negli anni precedenti.
Per quello che riguarda nello specifico l'occupazione, i segnali sembravano positivi nel triennio fino al 2006 salvo ritracciare poi, anch'essi, le vecchie linee in discesa che contraddistinguono i grafici siciliani.
Per quello che riguarda, in particolare, il settore del credito: l'aumento dei tassi d'interesse ha inciso sui finanziamenti bancari che hanno subito un rallentamento dopo un periodo con trend positivo (+15% nel 2006, +10% nel 2007). Anche le banche necessitano forse di un ripensamento della loro politica strutturale e territoriale. Favorendo magari l'accesso al credito. A riguardo una adeguata conferma al dibattito 'Banche e Sud: una Storia Spezzata' tenutosi ieri al Palazzo Steri e organizzato dal Cirmet e Fondazione Curella. Una analisi particolarmente interessante che analizzava la fenomenologia bancaria in Sicilia negli ultimi anni. Gattopardianamente è cambiato molto ma l'accesso al credito è viceversa restato tale e quale, sempre difficile.
martedì 17 giugno 2008
Palermo. Un Aperitivo con Vista sui Tetti del Centro Storico.
Un piccolo suggerimento. Andate sulle terrazze del Grande Hotel Sole. Un bicchiere di vino ma, soprattutto, un panorama impareggiabile sui Quattro Canti, Piazza Pretoria, le cupole di San Giuseppe dei Teatini, Santa Caterina e .. il mare.
L'aperitivo non è eccezionale ma la vista strabiliante vale da sola la visita di queste terrazze.. magari in compagnia..
L'aperitivo non è eccezionale ma la vista strabiliante vale da sola la visita di queste terrazze.. magari in compagnia..
lunedì 16 giugno 2008
Un Ente 'Inutilissimo'. La Provincia Regionale di Palermo.

Spesso si parla di Regione Siciliana come carrozzone, stipendificio ed esempio di ridotta efficienza e massimizzazione degli sprechi. Forse bisognerebbe guardare altrove. La Provincia Regionale di Palermo un ente (come tutte le altre Province d'Italia) con ridotte competenze e con poca ambizione. Ma quello che colpisce è l'inutilità del Consiglio Provinciale (e qui mi riferisco principalmente a quello della Provincia Regionale di Palermo) basta dare un'occhiata alle delibere del 2008 (dati sconcertanti resi consultabili senza ritegno sul sito stesso della Provincia). Sinceramente non ne ho trovata una (una!) di rilievo per il territorio. Solo delibere strumentali e organizzative (e per giunta poche, molto poche). Ricordo inoltre che la Provincia Regionale di Palermo conta più di 1000 dipendenti e si è appropriata di una delle più belle dimore del Centro Storico. E non produce, o forse sì: principalmente stipendi (ben poco, sul piano materiale effettivo, se si sommano le competenze di Presidente, Giunta e del prolifico Consiglio). Fini in campagna elettorale ha puntato molto sulla eliminazione delle Provincie. Ed oggi, intanto, si vota entro le 12 proprio per l'elezione del Presidente ma anche per il rinnovo del Consiglio Provinciale..
Impresa e Cultura d'Altri Tempi in Sicilia: la Panaria Film.
Un gruppo di ragazzi siciliani che con Francesco Alliata decisero di mettere su una casa di produzione cinematografica nel secondo dopoguerra. Produssero numerosi film ponendo come focus le migliori tradizioni ed immagini siciliane (tra l'altro utilizzazno anche tecniche innovative per l'epoca: le riprese subacquee). Piccoli Florio del cinema. La Panaria Film è una iniziativa nata tutta in Sicilia a con le migliori intenzioni di diffonderla oltre lo Stretto. Sicuramente con un minor successo economico ma con adeguati riconoscimenti culturali (il loro masterpiece 'Vulcano' con Anna Magnani è stato da poco restaurato). Sono pagine culturali interessanti di una Sicilia che fu ma che potrebbe essere un buon riferimento per chi voglia intraprendere iniziative simili in una terra che è naturalmente vocata anche a questo. In fondo, come diceva Sciascia: 'La Sicilia è Cinema'.
sabato 14 giugno 2008
La Qualità delle Spiagge Siciliane sul Sito della EEA
La European Environment Agency ha pubblicato il database delle spiagge e discese a mare di tutta europa con i relativi dati di apprezzamento. La provincia di Palermo -con un po' di stupore ma anche con molta soddisfazione- si trova al top del top (quasi tutti livelli massimi).
Qui il Data Viewer dell'EEA
Qui il Data Viewer dell'EEA
giovedì 12 giugno 2008
Ed Ecco che si Profila il Peggio.. 'Palermo Come Napoli'
Ribadisco il tema perchè la situazione è davvero inquietante.
Lo dice oggi il Procuratore Messineo «Siamo preoccupati per la situazione che si sta verificando a Palermo, simile in modo inquietante con quella di Napoli. È chiaro che non vogliamo arrivare ad una emergenza minimamente paragonabile a quella che si vive oggi in Campania».
E continua al Corriere: «Vorremmo chiarire, in modo idoneo, come sia possibile - ha spiegato Messineo - che sottraendo soltanto i tempi di lavoro degli straordinari (perché il personale si rifiuta di compiere lavoro straordinario) la situazione possa degenerare in questo modo così imponente».
Intanto anche stanotte bruciati una quindicina di cassonetti. Ricordo, tra l'altro, che la costruzione dei termovalorizzatori si è interrotta per un vizio nella procedura di aggiudicazione dei lavori. La quarta -ed ultima- vasca di Bellolampo è quasi piena. Insomma chi può si organizzi il viaggio a Napoli che forse lì si starà meglio che qui tra qualche mese...
Lo dice oggi il Procuratore Messineo «Siamo preoccupati per la situazione che si sta verificando a Palermo, simile in modo inquietante con quella di Napoli. È chiaro che non vogliamo arrivare ad una emergenza minimamente paragonabile a quella che si vive oggi in Campania».
E continua al Corriere: «Vorremmo chiarire, in modo idoneo, come sia possibile - ha spiegato Messineo - che sottraendo soltanto i tempi di lavoro degli straordinari (perché il personale si rifiuta di compiere lavoro straordinario) la situazione possa degenerare in questo modo così imponente».
Intanto anche stanotte bruciati una quindicina di cassonetti. Ricordo, tra l'altro, che la costruzione dei termovalorizzatori si è interrotta per un vizio nella procedura di aggiudicazione dei lavori. La quarta -ed ultima- vasca di Bellolampo è quasi piena. Insomma chi può si organizzi il viaggio a Napoli che forse lì si starà meglio che qui tra qualche mese...
Candidarsi in Sicilia? ... Come Partecipare ad un Concorso!
Bello questo video di Corriere TV. Appropriato e Reale. Se questa è la situazione politica (e lo è) in Sicilia difficilmente le cose potranno cambiare. La dipendenza economica e la mancanza di ideali è la stagnazione (e quindi la rovina) di quest'isola (anche se la situazione non è migliore in tante altre parti d'Italia). Il cambiamento deve avvenire prima di tutto nel sistema e nella testa dei siciliani.
martedì 10 giugno 2008
La Situazione Rifiuti a Palermo è Sempre più Seria..
Dal Corriere di oggi:
PALERMO - Un'altra notte di incendi di cassonetti a Palermo, dove il ritiro dei rifiuti non avviene con regolarità e in alcune zone anche per giorni non si vede un autocompattatore. Sono 18 i roghi che hanno impegnato i vigili del fuoco.
LA MAPPA DEGLI INCENDI - Il più esteso in via Sant'Isidoro, nel quartiere Cep, dove un grosso cumulo di rifiuti in fiamme ha richiesto il lavoro di due squadre dei vigili del fuoco. Altri incendi sono stati appiccati da residenti esasperati in via Benedettini, via Colonna Rotta, via Beati Paoli, via Bennici e al Foro Italico.
ANCHE IN PROVINCIA - Roghi anche in provincia, a Partinico e a Bagheria. Anche nei giorni scorsi a Palermo i disservizi nella raccolta dell'immondizia avevano provocato incendi dolosi. Erano strati 30 nella notte di domenica.
Ed è un problema serio anche perchè Amia e Comune non riescono a trovare l'accordo sul contratto di servizio. Intuibili le ragioni del Comune (non ha più una lira) ma di questo passo si delinea un futuro sempre meno roseo (e soprattutto parecchio 'puzzolente') per le strade di Palermo..
PALERMO - Un'altra notte di incendi di cassonetti a Palermo, dove il ritiro dei rifiuti non avviene con regolarità e in alcune zone anche per giorni non si vede un autocompattatore. Sono 18 i roghi che hanno impegnato i vigili del fuoco.
LA MAPPA DEGLI INCENDI - Il più esteso in via Sant'Isidoro, nel quartiere Cep, dove un grosso cumulo di rifiuti in fiamme ha richiesto il lavoro di due squadre dei vigili del fuoco. Altri incendi sono stati appiccati da residenti esasperati in via Benedettini, via Colonna Rotta, via Beati Paoli, via Bennici e al Foro Italico.
ANCHE IN PROVINCIA - Roghi anche in provincia, a Partinico e a Bagheria. Anche nei giorni scorsi a Palermo i disservizi nella raccolta dell'immondizia avevano provocato incendi dolosi. Erano strati 30 nella notte di domenica.
Ed è un problema serio anche perchè Amia e Comune non riescono a trovare l'accordo sul contratto di servizio. Intuibili le ragioni del Comune (non ha più una lira) ma di questo passo si delinea un futuro sempre meno roseo (e soprattutto parecchio 'puzzolente') per le strade di Palermo..
sabato 7 giugno 2008
Ci Risiamo. Ancora Palermo Mafiosa da Esportazione.
una troupe di Al Jazeera International è a Palermo per documentare i livelli di guardia e i progressi nel contrasto al fenomeno mafioso. Sicuramente sono felice dei passi avanti fatti nella lotta alla mafia. Sono molto meno felice che Palermo sia ancora un fenomeno da baraccone e che le troupe straniere vengano a filmare solo questo.. Palermo è ben altro ed ha bisogno di ben altro..
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venerdì 6 giugno 2008
La 'Lira Siciliana'. Art. 40 dello Statuto Siciliano.
Riporto para para parte di una mail inviata da L'Altra Sicilia. Interessante, indubbiamente. Quasi impressionante. Sia per le capacità, l'orgoglio e la volontà dei costituenti dello Statuto (ne trovo poche nel panorama politico regionale odierno) sia anche per come gran parte dello Statuto della Regione Siciliana abbia oggi lo stesso valore di una rivista per adolescenti da quattro soldi..
'(...)
L’art. 40 dello Statuto siciliano recita testualmente: - Le disposizioni generali sul controllo valutario emanate dallo Stato hanno vigore anche nella Regione.
- E’ però istituita presso il Banco di Sicilia, finché permane il regime vincolistico sulle valute, una Camera di compensazione allo scopo di destinare ai bisogni della Regione le valute estere provenienti dalle esportazioni siciliane, dalle rimesse degli emigranti, dal turismo e dal ricavo dei noli di navi iscritte nei compartimenti siciliani.
Il primo comma, in pratica, disponeva per la Sicilia l’uso di una moneta uguale a quella italiana (allora la lira). Il secondo comma prevedeva, invece, l’istituzione, presso il Banco di Sicilia, di una Camera di compensazione, una specie di ufficio cambi, che doveva occuparsi di destinare ai bisogni della Regione Siciliana le valute estere provenienti dalle esportazioni siciliane, generatrici sempre di notevoli surplus commerciali, dalle rimesse degli emigranti che a fiumi hanno inondato le banche italiane in Sicilia e attraverso di esse il sistema industriale padano, dal turismo che ha lasciato e lascia nella nostra Isola enormi quantità di denaro e dal ricavo dei noli di navi iscritte nei compartimenti siciliani che per la mole di traffico marittimo dei nostri porti ha sempre raggiunto somme considerevoli. E poiché per le valute straniere possedute dai siciliani doveva essere corrisposto un importo di pari valore in moneta locale, la norma in questione dava implicitamente al Banco di Sicilia la potestà di emettere le lire necessarie a pagarne il relativo cambio. Lire che pur avendo la stessa denominazione di quelle italiane, avrebbero potuto avere nel tempo anche un valore notevolmente differente, perché emesse sulla base di una riserva valutaria che poteva essere anche di tipo “pregiato”. Lire che, ad avviso dello scrivente, nel momento in cui avessero raggiunto un valore particolarmente importante, avrebbero potuto persino essere utilizzate come moneta di scambio. Le lire siciliane che tanto avevano terrorizzato l’economista Einaudi, avrebbero, dunque, dato ai governi siciliani i mezzi per sviluppare l’economia dell’Isola e sconfiggere così la sua centenaria disoccupazione, ma soprattutto i mezzi per non dipendere economicamente e politicamente dal governo italiano.(...)'
'(...)
L’art. 40 dello Statuto siciliano recita testualmente: - Le disposizioni generali sul controllo valutario emanate dallo Stato hanno vigore anche nella Regione.
- E’ però istituita presso il Banco di Sicilia, finché permane il regime vincolistico sulle valute, una Camera di compensazione allo scopo di destinare ai bisogni della Regione le valute estere provenienti dalle esportazioni siciliane, dalle rimesse degli emigranti, dal turismo e dal ricavo dei noli di navi iscritte nei compartimenti siciliani.
Il primo comma, in pratica, disponeva per la Sicilia l’uso di una moneta uguale a quella italiana (allora la lira). Il secondo comma prevedeva, invece, l’istituzione, presso il Banco di Sicilia, di una Camera di compensazione, una specie di ufficio cambi, che doveva occuparsi di destinare ai bisogni della Regione Siciliana le valute estere provenienti dalle esportazioni siciliane, generatrici sempre di notevoli surplus commerciali, dalle rimesse degli emigranti che a fiumi hanno inondato le banche italiane in Sicilia e attraverso di esse il sistema industriale padano, dal turismo che ha lasciato e lascia nella nostra Isola enormi quantità di denaro e dal ricavo dei noli di navi iscritte nei compartimenti siciliani che per la mole di traffico marittimo dei nostri porti ha sempre raggiunto somme considerevoli. E poiché per le valute straniere possedute dai siciliani doveva essere corrisposto un importo di pari valore in moneta locale, la norma in questione dava implicitamente al Banco di Sicilia la potestà di emettere le lire necessarie a pagarne il relativo cambio. Lire che pur avendo la stessa denominazione di quelle italiane, avrebbero potuto avere nel tempo anche un valore notevolmente differente, perché emesse sulla base di una riserva valutaria che poteva essere anche di tipo “pregiato”. Lire che, ad avviso dello scrivente, nel momento in cui avessero raggiunto un valore particolarmente importante, avrebbero potuto persino essere utilizzate come moneta di scambio. Le lire siciliane che tanto avevano terrorizzato l’economista Einaudi, avrebbero, dunque, dato ai governi siciliani i mezzi per sviluppare l’economia dell’Isola e sconfiggere così la sua centenaria disoccupazione, ma soprattutto i mezzi per non dipendere economicamente e politicamente dal governo italiano.(...)'
giovedì 5 giugno 2008
Curiosità alla Vucciria. La Fontana del Garraffo.
La curiosità è proprio questa. La Fontana del Garraffo oggi si trova in Piazza Marina. E' stata spostata nel 1862 dalla Vucciria. La fontana (gharraf in arabo vuol dire 'abbondanza d'acqua') è stata scolpita nel 1698 e si trovava esattamente in Piazzetta Garraffo di fronte Sant'Eulalia dei Catalani. Volendo immaginare il contesto originario, la piazzetta con la fontana sarebbe veramente eccezionale. Uno scenario armonioso e molto affascinante. Molto più di quanto lo sia adesso (mi riferisco sia alla fontana al momento in mezzo ad ampi spazi vuoti ed alla piazzetta, sguarnita). Nella piazzetta, sconosciuta oggi e ancora a moltissimi palermitani, fa ancora bella mostra la statua del Genio di Palermo. Simbologia pura della nostra città. Un uomo anziano, un corpo da giovane, una corona ducale ed un serpente che gli morde il petto. Per andare poco oltre basti pensare poi alla statua del Genio di Palermo al Palazzo delle Aquile. Reca questa iscrizione: "PANORMUS CO(N)CA AUREA SUOS DEVORAT ALIENOS NUTRIT".. scusate il gioco di parole ma si tratta di qualcosa semplicemente geniale nel suo significato. Questa è Palermo. Un mondo a sè. Un mondo meraviglioso.
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mercoledì 4 giugno 2008
Meraviglioso! Riapre la Chiesa di San Sebastiano alla Cala
Ottime notizie da La Sicilia di oggi nell'articolo a firma di Prestigiacomo che scrive: "Dopo sessant'anni di chiusura è stata aperta al culto la chiesa di San Sebastiano, che si trova nell'omonima via dall'andamento curvilineo che delineava un tempo le mura della Cala. E' stata affidata a padre Pietro Scaduto, parroco della vicinissima Santa Maria La Nuova, alle prese con lavori di restauro.E l'apertura di San Sebastiano coincide con il primo matrimonio; si uniranno oggi pomeriggio (17,30) i giovani Barbara Fileti e Nicola Carollo. (...)".
Auguri agli sposi e soprattutto auguri a Palermo che si riapproria di un altro edificio monumentale.
Auguri agli sposi e soprattutto auguri a Palermo che si riapproria di un altro edificio monumentale.
martedì 3 giugno 2008
Rifiuti in Sicilia.. Una Nuova Napoli?
Scusate a vena critica di questi ultimi post. Ma è per adesso più forte di me. E' in questi giorni sotto gli occhi di tutti la bomba sulla quale siamo seduti. L'AMIA è sempre più spesso inadempiente, problemi nella raccolta. I giornali parlano di pignoramenti persino delle scrivanie. L'azienda perde quotidianamente 100 mila euro. Insomma un fallimento dietro l'angolo che non so come il Comune (socio unico se non sbaglio o comunque di maggioranza) possa recuperare vista la situazione finanziaria. Un'altra Napoli sembra dietro l'angolo qui a Palermo... 'A Palermo, la situazione appare complessa sia nel capoluogo che nella provincia. I dipendenti dell'Amia, ex municipalizzata del Comune di Palermo, hanno indetto per domani uno sciopero degli straordinari (è solo grazie agli straordinari che si riesce a raccogliere tutta l'immondizia, soprattutto nei giorni festivi)' riporta un articolo de Il Sole 24 Ore. Inadeguato il contratto di servizio, ma anche l'amministrazione dell'AMIA troppo politica e poco manageriale. E' altresì la disfatta dichiarata degli ATO, costruzione giuridica ancora più fallimentare dell'AMIA stessa, e la gestione dissennata del ciclo dei rifiuti da parte degli enti locali che, dopo avere caricato di debiti gli ATO stessi, adesso chiedono a gran voce che la Regione si faccia carico delle loro passività (Giusto un esempio che riporta sempre il Sole 24 Ore: 'potrebbe portare a uno sciopero il mancato pagamento degli stipendi di maggio per i 280 dipendenti dell'Alto Belice Ambiente (che insiste su 17 comuni sempre nella provincia di Palermo'), una cifra che ammonta, secondo i dati forniti dalla Cisl, a circa 400mila euro).. Ma alla fine chi toglierà i rifiuti dalle strade?
Nuove Infrastrutture in Sicilia.. Un Gioco delle Tre Carte..
Prevedibilmente nuovamente mortificati da una politica che pressa tanto per essere presente per poi defilarsi in maniera plateale. Ancora una volta sedotti e abbandonati. Già con il Governo Prodi era stato cancellato con un colpo di spugna il Ponte sullo Stretto per dirottare i fondi stanziati verso il miglioramento delle infrastrutture siciliane e calabresi. Una promessa valida che però... è solo rimasta tale, sulla carta e sui volantini. Ed infatti anche lì, gli stessi fondi, prendevano successivamente altre vie. Presumibilmente verso il Nord. Adesso è cambiato il Governo ma non sembra sia cambiata la minestra. Prima si ribadisce la necessità del Ponte (opinabile a mio avviso. Non ne faccio mistero..) poi, a urne chiuse e proclamazioni concluse, si precisa che il Ponte è una priorità ma, in fondo, una priorità di quelle che possono aspettare. Quindi la Lega per bocca di Castelli snocciola qualche piccola modifica al programma elettorale pensato in campagna elettorale: "la Lega non ha nulla contro l'opera che unirà Sicilia e Calabria, ma la priorità va alla realizzazione del collegamento da Portogallo a Ucraina, Russia e Cina per arrivare al Pacifico". Insomma una priorità alquanto secondaria. Anzi, più che in secondo piano il Ponte viene rinviato al prossimo Governo (o forse quell'altro ancora) visto che non credo proprio che terminato un collegamento tale (parliamo di una autostrada che taglia in due la Padania) basti ancora tempo e danaro per rimettere mano sullo Stretto. Per non dire poi dei fondi destinati dal precedente Governo alle infrastrutture nell'isola. Scomparsi, riapparsi. Scomparsi di nuovo e adesso ricomparsi... giusto per andare a coprire i buchi creati dal taglio dell'ICI. Ed infatti, il decreto legge n. 93 del 27 maggio 2008, intitolato «alla salvaguardia del potere di acquisto delle famiglie» (e "a discapito di un barlume di speranza per il Sud", aggiungerei io. Basta farsi un giro in Gazzetta per farsi quattro risate, amare.) taglia ben 1.4 miliardi di euro destinati a strade, ferrovie e porti per la Sicilia e per la Calabria (altre chicche possono essere facilmente individuate.. come il taglio dei 50 milioni di euro per i danni all'agricoltura in Sicilia, ecc.). Ed ecco che, puff, sparisce il piccolo sogno di fare la Palermo-Agrigento in meno di un'ora e mezza (e senza rischiare la vita). La piccola speranza di avere una metropolitana a Palermo (e quindi di non stare inutilmente bloccato .. ancora 'un'ora e mezza' nel traffico della città) e tanti altri piccoli (piccoli) desideri che sono così piccoli perchè, anno dopo anno, lasciano sempre più spazio a delle nuove 'grandi' delusioni. Berlusconi riporti al suo posto la Lega. Ci dia quello che ci spetti e un simile parterre di ministri e figure istituzionali siciliani si facciano garanti del rimodernamento delle infrastrutture in Sicilia. Altrimenti mi chiedo (e lo faccio spesso ultimamente): ma ci è convenuto veramente essere diventati 'italiani'?
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domenica 1 giugno 2008
Draghi, l'Istat ed il Diste Scrivono la Ricetta per il Sud.
In quest'ultimo periodo parecchi autorevoli istituti tirano le somme sulla situazione nazionale attraverso rapporti annuali o relazioni.
Volendo prendere alcuni degli highlights dei diversi interventi su base 2007 e con specifico riferimento al Mezzogiorno, li sintetizzo in un quadro riepilogativo (per termini generali e sicuramente incompleto) come segue.
Diste:
Criticità: recessione palese, offerta lavorativa insufficiente (fenomeno che causa emigrazione), riduzione degli investimenti fissi.
Elementi positivi: exploit dell'export, riduzione tassi di interesse.
Istat:
Criticità: inflazione, rallentamento del mercato del lavoro (e quindi anche qui = migrazione), imprese poco redditive e scarsa competitività. Imprese con alti tassi di natalità e mortalità e poca specializzazione.
Elementi positivi: espansione del tessuto imprenditoriale, esportazioni (dato eccellente anche se dopato dai fatturati delle industrie petrolchimiche)
Relazione Annuale e Considerazioni Finali del Governatore della Banca d'Italia:
Criticità: bassa produttività, dipendenza economica, sfiducia, istituzioni deboli, illegalità
Un quadro deprimente le premesse ancora peggiori. Draghi evidenzia anche come il prodotto pro-capite del Mezzogiorno sia inferiore a quello di trent'anni fa sebbene il flusso di cassa non si sia interrotto. Credo quindi che i punti di forza per un rinnovamento possano essere ricercati nelle timide aperture del mercato dell'export e comunque dagli accenni di sviluppo dell'imprenditorialità nel Sud. Una imprenditorialità ancora immatura ma che può proiettarsi verso obiettivi ambiziosi (prova ne è proprio l'export che spinge l'industria nonostante questa abbia palesemente pochi e inadeguati strumenti. Vedi le analisi Diste e Istat.) è la base del rinnovamento. Quindi incentivare l'impresa attraverso politiche di sostegno al commercio con l'estero ma anche ridurne quanto più possibile il tasso di mortalità con la predisposizione di strumenti economici e finanziari che possano ingenerare fiducia e facilità all'impresa stessa.
Da qui una constatazione evidente. E' improrogabile la rimodulazione delle logiche politiche-regionalistiche sui metodi di prediposizione e distribuzione di risorse per le imprese (vedi Draghi. istituzioni sono deboli, poca cultura d'impresa ma soprattutto dedite alla diffusione della 'dipendenza economica' delle imprese nei confronti degli Assessorati). Il laissez faire è un principio riconosciuto. Credo sia il caso di esasperare il principio stesso anche in merito all'ingerenza della realtà politica locale sulle strategie aziendali. Bisognerebbe rivedere tutti gli schemi decisori regionali in merito alla costituzione di una nuova impresa, agli aiuti di qualunque tipo, alla creazione di nuove opportunità.
Ad esempio, la formazione affidata alla Regione è un fallimento (e sia l'Istat che Draghi riconoscono questo deficit di produttività dovuta anche alla 'inesperienza'). Corsi di formazione avviati per creare le più assurde figure imprenditoriali (parrucchieri, hostess di stadio, fisioterapisti) giusto per giustificare la spesa degli assets dedicati dall'Unione Europea. La formazione dovrebbe essere ben altro. Dovrebbe rivolgersi alla costruzione di figure altamente specializzate (vedi Istat) che mancano ed è impensabile che continuino a mancare. Si investa quindi (le risorse non mancano) anche sulla ricerca, alta formazione e scambi culturali (seri) con realtà estere.
Le politiche di finanziamento della Regione sono poi indirizzate troppo spesso a progettualità banali o già troppo frequenti nel panorama imprenditoriale siciliano. Non credo, inoltre, che i contributi sempre e solo alle piccolissime attività imprenditoriali possano vivacizzare il tessuto economico. Il favorire l'eccessiva parcellizzazione fine a se stessa non va da nessuna parte se non si prova anche a immettere le stesse imprese e attività commerciali in realtà di sistema dove siano presenti anche altre aziende. Medie e grandi. E quindi lo sviluppo è anche lo sfruttamento dei know how e dei patrimoni di chi fa già impresa al nord o all'estero e potrebbe facilmente venire qui ad investire qualora si presentino le condizioni. La creazione di nuove interazioni e quindi nuove opportuinità per le imprese siciliane. Più infrastrutture, più competenze ma anche più favorevoli condizioni economiche. L'idea di Lombardo di introdurre la fiscalità di vantaggio è semplicemente avvincente. Ma se di vantaggio si deve parlare, lo si faccia anche in merito al sistema del credito che migliora per le imprese siciliane (vedi Diste) ma deve essere ulteriormente favorito per fertilizzare il contesto economico dell'isola e attrarre anche investimenti diretti dall'estero oltre che le esportazioni.
Insomma, le cose stanno comunque (per alcuni piccoli versi) cambiando (vedi Diste e Istat) ma, a mio avviso, troppo lentamente. Tirando le somme quindi, in fondo, non dico niente di nuovo. Le mie sono considerazioni banali perchè risapute e anche vecchie (bellissimi i saggi di Giuseppe De Welz degli anni '20 del 1800. Dicono più o meno le stesse cose.) ma sono oggi più che mai improrogabili qualora si voglia evitare le 'terapie d'urto' che si avranno a prescindere ed inesorabilmente con il federalismo fiscale targato Lega (dolente qualora diventi probabile) e con la riduzione (non probabile ma sicura) delle risorse dall'Unione Europea verso la Sicilia. Non più obiettivo 1 visto l'ingresso programmato dei nuovi Stati dell'Est. Non so se rechino una vera e propria 'terapia' ma l'urto è viceversa sicuro e purtroppo lo sentiremo tutti quanti.
Volendo prendere alcuni degli highlights dei diversi interventi su base 2007 e con specifico riferimento al Mezzogiorno, li sintetizzo in un quadro riepilogativo (per termini generali e sicuramente incompleto) come segue.
Diste:
Criticità: recessione palese, offerta lavorativa insufficiente (fenomeno che causa emigrazione), riduzione degli investimenti fissi.
Elementi positivi: exploit dell'export, riduzione tassi di interesse.
Istat:
Criticità: inflazione, rallentamento del mercato del lavoro (e quindi anche qui = migrazione), imprese poco redditive e scarsa competitività. Imprese con alti tassi di natalità e mortalità e poca specializzazione.
Elementi positivi: espansione del tessuto imprenditoriale, esportazioni (dato eccellente anche se dopato dai fatturati delle industrie petrolchimiche)
Relazione Annuale e Considerazioni Finali del Governatore della Banca d'Italia:
Criticità: bassa produttività, dipendenza economica, sfiducia, istituzioni deboli, illegalità
Un quadro deprimente le premesse ancora peggiori. Draghi evidenzia anche come il prodotto pro-capite del Mezzogiorno sia inferiore a quello di trent'anni fa sebbene il flusso di cassa non si sia interrotto. Credo quindi che i punti di forza per un rinnovamento possano essere ricercati nelle timide aperture del mercato dell'export e comunque dagli accenni di sviluppo dell'imprenditorialità nel Sud. Una imprenditorialità ancora immatura ma che può proiettarsi verso obiettivi ambiziosi (prova ne è proprio l'export che spinge l'industria nonostante questa abbia palesemente pochi e inadeguati strumenti. Vedi le analisi Diste e Istat.) è la base del rinnovamento. Quindi incentivare l'impresa attraverso politiche di sostegno al commercio con l'estero ma anche ridurne quanto più possibile il tasso di mortalità con la predisposizione di strumenti economici e finanziari che possano ingenerare fiducia e facilità all'impresa stessa.
Da qui una constatazione evidente. E' improrogabile la rimodulazione delle logiche politiche-regionalistiche sui metodi di prediposizione e distribuzione di risorse per le imprese (vedi Draghi. istituzioni sono deboli, poca cultura d'impresa ma soprattutto dedite alla diffusione della 'dipendenza economica' delle imprese nei confronti degli Assessorati). Il laissez faire è un principio riconosciuto. Credo sia il caso di esasperare il principio stesso anche in merito all'ingerenza della realtà politica locale sulle strategie aziendali. Bisognerebbe rivedere tutti gli schemi decisori regionali in merito alla costituzione di una nuova impresa, agli aiuti di qualunque tipo, alla creazione di nuove opportunità.
Ad esempio, la formazione affidata alla Regione è un fallimento (e sia l'Istat che Draghi riconoscono questo deficit di produttività dovuta anche alla 'inesperienza'). Corsi di formazione avviati per creare le più assurde figure imprenditoriali (parrucchieri, hostess di stadio, fisioterapisti) giusto per giustificare la spesa degli assets dedicati dall'Unione Europea. La formazione dovrebbe essere ben altro. Dovrebbe rivolgersi alla costruzione di figure altamente specializzate (vedi Istat) che mancano ed è impensabile che continuino a mancare. Si investa quindi (le risorse non mancano) anche sulla ricerca, alta formazione e scambi culturali (seri) con realtà estere.
Le politiche di finanziamento della Regione sono poi indirizzate troppo spesso a progettualità banali o già troppo frequenti nel panorama imprenditoriale siciliano. Non credo, inoltre, che i contributi sempre e solo alle piccolissime attività imprenditoriali possano vivacizzare il tessuto economico. Il favorire l'eccessiva parcellizzazione fine a se stessa non va da nessuna parte se non si prova anche a immettere le stesse imprese e attività commerciali in realtà di sistema dove siano presenti anche altre aziende. Medie e grandi. E quindi lo sviluppo è anche lo sfruttamento dei know how e dei patrimoni di chi fa già impresa al nord o all'estero e potrebbe facilmente venire qui ad investire qualora si presentino le condizioni. La creazione di nuove interazioni e quindi nuove opportuinità per le imprese siciliane. Più infrastrutture, più competenze ma anche più favorevoli condizioni economiche. L'idea di Lombardo di introdurre la fiscalità di vantaggio è semplicemente avvincente. Ma se di vantaggio si deve parlare, lo si faccia anche in merito al sistema del credito che migliora per le imprese siciliane (vedi Diste) ma deve essere ulteriormente favorito per fertilizzare il contesto economico dell'isola e attrarre anche investimenti diretti dall'estero oltre che le esportazioni.
Insomma, le cose stanno comunque (per alcuni piccoli versi) cambiando (vedi Diste e Istat) ma, a mio avviso, troppo lentamente. Tirando le somme quindi, in fondo, non dico niente di nuovo. Le mie sono considerazioni banali perchè risapute e anche vecchie (bellissimi i saggi di Giuseppe De Welz degli anni '20 del 1800. Dicono più o meno le stesse cose.) ma sono oggi più che mai improrogabili qualora si voglia evitare le 'terapie d'urto' che si avranno a prescindere ed inesorabilmente con il federalismo fiscale targato Lega (dolente qualora diventi probabile) e con la riduzione (non probabile ma sicura) delle risorse dall'Unione Europea verso la Sicilia. Non più obiettivo 1 visto l'ingresso programmato dei nuovi Stati dell'Est. Non so se rechino una vera e propria 'terapia' ma l'urto è viceversa sicuro e purtroppo lo sentiremo tutti quanti.
Il Degrado dell'Isolotto. Finalmente Qualcuno Se Ne Accorge.
E si tratta di qualcuno di tutto rispetto: la magistratura e di rimbalzo Repubblica Nazionale. Effettivamente un'opera d'arte dove la mano dell'uomo e quella della natura arrivano a concepire un mix così perfetto è alquanto raro. Finalmente il sequestro della torre cinquecentesca opera dell'architetto toscano Camilliani, diruta in parte e che rischia sempre più il crollo definitivo da un momento all'altro. E questo nonostante per strategie difensive fosse stata progettata e costruita con mura spesse due metri..
Dall'articolo su Repubblica ho anche appreso due curiosità. Uno il vero nome dell'isolotto.. .'isola di fuori'. Inoltre che l'isolotto è proprietà privata. Una proprietà scomoda perchè essendo vincolata (è una riserva LIPU) credo che si possa fare ben poco sull'isola (teoricamente non si potrebbe nemmeno accedervi). Però non per questo si può lasciare alla deriva la torre di avvistamento. Si spera in un pronto recupero. Io sarei per la ricostruzione totale.
Dall'articolo su Repubblica ho anche appreso due curiosità. Uno il vero nome dell'isolotto.. .'isola di fuori'. Inoltre che l'isolotto è proprietà privata. Una proprietà scomoda perchè essendo vincolata (è una riserva LIPU) credo che si possa fare ben poco sull'isola (teoricamente non si potrebbe nemmeno accedervi). Però non per questo si può lasciare alla deriva la torre di avvistamento. Si spera in un pronto recupero. Io sarei per la ricostruzione totale.
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