venerdì 25 giugno 2010

Matteo Bonello e l'Elsa della Sua Spada


Non solo il nome di una lunga via ma anche un uomo particolarmente importante per la storia di Palermo. Matteo Bonello signore di Caccamo, fedele inizialmente alla corte normanna di Palermo, fu inviato in Calabria come ambasciatore del re Guglielmo I, per cercare una soluzione diplomatica alle controversie con la nobiltà locale. Durante la missione avrebbe cambiato orientamento e, voltando le spalle agli Altavilla, si sarebbe messo a capo di una rivolta cui prese parte la nobiltà calabrese e quella pugliese. Di sicuro Bonello aveva particolarmente in odio l'ammiraglio (Amirus Amirati ) del regno Maione di Bari, i vicari del re e gli emiri di origine araba. Comunque poté godere in Sicilia dell'appoggio anche di diversi nobili alla corte, ma soprattutto della benevolenza popolare, perché la corte era oramai considerata ostile ed era diventata invisa a larghe fasce della popolazione.
Il
10 novembre del 1160 a Palermo in un'imboscata notturna di suoi uomini, fu assassinato Maione di Bari fra il giubilo dei popolani che non ebbero alcun ritegno nel profanare il cadavere, prendendolo a calci e sputi, strappandogli capelli e barba e trascinandolo lungo le strade. Una tradizione popolare vuole che Maione fosse stato ucciso lungo la Via Coperta, davanti al palazzo arcivescovile, dove ancora oggi sul portone d'ingresso si troverebbe infissa l'elsa della spada del Bonello. (Fonte: Wikipedia, voce: Matteo Bonello).

Una storia particolare quella di Matteo Bonello. Wikipedia continua così: Il re Guglielmo fu costretto, per placare la rivolta a dichiarare che non avrebbe arrestato Bonello, affidando il governo al normanno Enrico Aristippo, arcidiacono di Catania, scienziato di fama, traduttore e autore di importanti opere.
La resa dei conti era però solamente rimandata, poiché, uccidendo l'ammiraglio Maione, il Bonello si era inimicato una parte influente della corte normanna. Ritiratosi sollecitamente nel suo castello di
Caccamo, Bonello, e riuniti nel marzo del 1161 alcuni potenti signori feudali del regno, organizzò in gran segreto una congiura contro lo stesso Guglielmo. La sala del castello da allora è tradizionalmente detta della «Congiura». Re Guglielmo fu catturato il 9 marzo 1161, mentre dava udienza con Aristippo nel salone della Torre Pisana, fu imprigionato e dichiarato decaduto, mentre veniva proclamato re al suo posto il figlio Ruggero, peraltro ancora di 9 anni.
La rivolta tuttavia si trasformò in una barbara sommossa incontrollata.


Gugliemo riuscì poi a liberarsi e Matteo Bonello fu imprigionato nella Halqa con atroci sofferenze. Accecato e con i tendini tagliati. Oggi chi prende la via Matteo Bonello lo fa principalmente per tagliar il traffico di via Roma eppure lì sulla porta del Palazzo Arcivescovile si trova ancora l'elsa della spada di Bonello che cambiò le sorti di Palermo quasi mille anni fa.



- Il Portone del Palazzo Arcivescovile, oggi -

6 commenti:

  1. Sembra proprio una bellissima sceneggiatura di un film di successo. E l'elsa attaccata al portone è veramente una chicca che non conoscevo. Davvero complimenti.

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  2. Robi che ama Palermo18 dicembre 2008 16:12

    Sconoscevo la storia di Matteo Bonello e non avevo mai notato quella spada su quel portone. Questa città non finirà mai di stupirmi ma anche proprio per i lfatto che questo aneddoto (mi riferisco a quello di MAtteo Bonello) è indubitabilmente sconosciuto ai più. Non mi stupisce affatto invece il vedere quel pezzo di spada completamente rovinato dagli eventi atmosferici e dimenticato lassù senza che venga restaurato. Noi dimentichiamo ciò che al Settentrione (vedi Pontida) magari ne avrebbero fatto un simbolo di qualche città..

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  3. Si tratta di un'elsa di spada del '600 che non ha nulla a che vedere col Bonello. E' un monito che ricorda i diritti feudali dell'Arcivescovo. (By R. La Duca - la buon'anima)

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  4. l'elsa palesemente non è del periodo del Bonello ma non era lo stesso La Duca che, pur evidenziando i suoi dubbi, tramandava la storia popolare dell'elsa della spada come appartenuta a Matteo Bonello. E' una storia da ricordare.

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  5. Aldoplus scusa il ritardo della risposta. La vedo solo adesso. L'elsa della spada è indubbiamente di epoca successiva. Dubito tuttavia (sebbene questa teoria abbia il conforto di La Duca) che sia stata apposta lì per ricordare al popolo i diritti feudali dell'Arcivescovo (piuttosto ovvi a quel tempo). Nel dubbio, ho preferito riportare la storia più originale anche perchè difficilmente potranno trovarsi spiegazioni concrete circa l'origine di quell'elsa.

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  6. Matteo Bonello è stato emulato, nei secoli successivi, dalla massoneria, come il campione della lotta contro il potere regio e contro la Chiesa (in pratica contro i poteri costituiti). L’elsa sulla porta del palazzo arcivescovile (che peraltro ai tempi prospettava sul piano della Cattedrale, ma era arretrato rispetto a questo) è un simbolo massonico, probabilmente oggi riconosciuto da pochi. Personalmente lo trovo uno dei personaggi piu' negativi della storia di Sicilia.

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