lunedì 1 dicembre 2008

La Diaspora Secolare

L'emigrazione non è un problema del solo passato nè del presente. 'Lamerica' è una speranza anche del futuro. Drammatica. I siciliani preferiscono fare fortuna altrove. Qui è difficile e a quanto pare lo sarà per parecchio tempo. In questo articolo di Repubblica dei dati ineludibili, forse un po' scontati ma che meritano un po' di attenzione. Le premesse del cambiamento dovrebbero riuscire ad invertire questa emorragia secolare eppure vengono continuamente confermate. Paradossalmente l'articolo di Repubblica evidenzia proprio come l'emigrazione potrebbe essere un problema sociale principalmente del Nord. Forse solo con l'emergere di problemi per i settentrionali (che non tarderanno a cercare le soluzioni) potremmo trovare la soluzione ai nostri. Forse solo così questo fenomeno da Terzo mondo potrà terminare. Eppure, nonostante tutto, il periodo negativo -ne sono sicuro- è destinato a terminare. Tutto cambierà presto e non in peggio. Sicuramente con una buona dose di fortuna, ottimismo e di sana consapevolezza. Di seguito l'articolo di Repubblica.

Il Nord attrae meridionali e stranieri. Che l'emigrazione interna, dal Sud al Nord, sia ripresa da qualche anno nel nostro Paese lo attesta anche l'Istat, che lo ha sottolineato negli ultimi due rapporti annuali. Ma a fare la valigia per andare al Nord a cercare fortuna non sono solo i meridionali, come un tempo. In effetti un grosso contributo al ripopolamento delle grandi città del Centro-Nord è dato anche dagli immigrati stranieri, che tendono naturalmente a concentrarsi dove c'è il lavoro e dove ci sono migliori condizioni di vita. Tendenza che continuerà nei prossimi anni, grazie a "politiche di integrazione più performanti", attesta l'Anci. In particolare nel Centro-Nord tenderanno ad affluire soprattutto gli extracomunitari con un tasso d'istruzione più alto.


I tassi di crescita città per città. Pertanto, da qui al 2020, la popolazione crescerà in misura molto diversa nelle 11 città metropolitane. Bologna registrerà un incremento del 7,3%, corrispondente a oltre 27.000 persone. Seguono Roma (+6,7%), Milano (+6,3%), Firenze (+5%), Torino (+3%), Venezia (+2,2%). Mentre Genova perderà il 3,6%, seguita dalle città meridionali: Bari -2,8%, Napoli -2,6%, Palermo -1,2%. I problemi posti dall'aumento della popolazione. La tendenza della popolazione a concentrarsi nei prossimi anni in poche aree del Centro-Nord, rilevano i ricercatori dell'Anci, amplierà la portata di problemi già pressanti: l'inquinamento, il consumo delle risorse energetiche, le difficoltà dell'integrazione sociale che spesso portanto i più deboli alla crescita di marginalità e a nuove forme di povertà. Urgono politiche abitative e di inclusione sociale. "Ampie sacche di disoccupazione e di povertà - sottolinea l'indagine - e grandi fasce di popolazione esclusa rendono impossibile uno sviluppo urbano sostenibile perché sono condizioni che non consentono di offrire un ambiente sociale pacifico e condiviso". Le grandi città del Centro-Nord, pertanto, dovranno incrementare nei prossimi anni le politiche d'inclusione sociale che già adesso le rendono polo di attrazione per la popolazione, con particolare attenzione alle politiche abitative. "La sostenibilità sociale - mette in guardia il rapporto - necessita di un importante lavoro fatto sull'integrazione e sull'inclusione dei diversi gruppi di popolazione nella città attraverso un accesso garantito agli alloggi, tramite il diritto al lavoro e il riconoscimento di altri diritti".

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