venerdì 7 novembre 2008

Palermo sul Financial Times. Capitale di Charme e Meraviglie della Sicilia in Procinto di Decollare come New Tuscany.

Non un giornale qualunque ma addirittura il Financial Times. Si parla di Palermo e, ancora una volta nella stampa estera, se ne parla bene. Anzi benissimo. Basta dare una letta all'articolo the lure of Palermo. L'autore Rahul Jacob (-gli farei una statua-) tra le righe si dichiara: 'My affection for the city has grown into something like an addiction. I now have to ration holidays there because I think it unprofessional for a travel journalist to keep returning to a place. Yes, I know the traffic sometimes has all the disorder of bees after a hive has broken. And I should be appalled by the crumbling buildings in some parts of the city but I am so enchanted by the jumble of architectural styles, from Arab to Byzantine to baroque, that I scarcely notice. '
Ma non si tratta solo di questo, il web italiano parla dell'opinione dello 'straniero' ancora più approfonditamente attraverso l'articolo di Elena Cipriani edito su libero (anche per la Cipriani una Statua..) e qui c'è veramente di che brindare alla sempre più consistente consapevolezza estera delle meraviglie siciliane. Il futuro -a mio parere- è tutto qui. Non industria pesante, ma strutture a 5 stelle, non campi eolici (un aggressione micidiale al territorio) ma campi da golf. Ed ancora non Centri Storico abbandonati ma ripopolati e recuperati come musei di memoria e zone chic.
Nulla da togliere ma sinceramente non abbiamo proprio nulla da invidiare alla Toscana. Forse solo un maggiore orgoglio ed una maggiore fortuna per avere avuto amministratori capaci. Ma in quanto ad architettura, storia, tradizioni, clima, ecc... nulla proprio. Basta leggere le prime righe dell'articolo su Libero. "Bellissima e a buon mercato: la più meridionale delle isole italiane è l’ultima scoperta degli inglesi in cerca di una nuova Toscana". Parola di Financial Times, che difficilmente prende abbagli. Giovani architetti e decoratori londinesi alla moda, giornalisti, scrittori. A Palermo sbarca una nuova generazione di britannici: quelli stanchi della “solita” Toscana, o che semplicemente non si possono permettere una tenuta nel Chiantishire. Il clima, poi, in Sicilia, è davvero un toccasana per chi vuol sfuggire a quello inglese.' Tutto vero. Verissimo. Pochi purtroppo se ne accorgono.. però è così. Io che un po' frequento il Centro Storico me ne accorgo sempre più. Molti più visi biondi tra i tratti somatici tipici del nostro Centro Storico, del Bangladesh e del Ghana. Non un discorso di razza. Assolutamente no. Ma di puro opportunismo. Vuol dire semplicemente che si finalmente è invertita la rotta. Un Centro Storico considerato paradossalmente zona di periferia degradata adesso è diventato un centro di richiamo. Una culla di cambiamenti positivi.
E le motivazioni sono evidenti, ne parla ancora Elena Cipriani riportando l'articolo del Financial Times 'il giornalista Rahul Jacob spiega perché Palermo è la sua città europea preferita per il suo miscuglio unico di stili architettonici diversi, da quello arabo al bizantino e al barocco, per non parlare della gentilezza dei siciliani e della tradizione gastronomica che non teme certo il confronto con quella toscana.'
E da qui le conseguenze, evidenziate anche da Confesercenti: 'Il Sud, in effetti, ha davvero tutte le carte in regola per attrarre il turismo straniero. Tutto, il clima, il folklore, la gastronomia, l’immenso patrimonio artistico e culturale, sembra però un immenso Eldorado ancora da scoprire. Lo conferma Confesercenti, diffondendo i risultati di un sondaggio: sono ancora pochi i turisti stranieri che scelgono le regioni meridionali per le vacanze: però chi si avventura al Sud ne resta affascinato. Il problema principale è la scarsa informazione. Dallo studio emerge infatti che si spinge oltre Roma solo il 29% dei turisti tedeschi, il 24% di quelli britannici, il 16% di quelli francesi: per questi visitatori le spiagge e il patrimonio artistico delle città meridionali sono ad altissimo gradimento. C'è quindi un grande bacino di turisti potenziali che ancora mancano all'appello, perché la promozione all'estero delle regioni meridionali è carente o addirittura assente.'
Ne avevo già parlato in un altro post di questo blog. Questo è il futuro che volenti o nolenti ci è assegnato. Sta a noi renderlo più o meno vicino. E non è retorica è una mera constatazione. La ricetta poi è semplice: consapevolezza, ottimismo, un po' più di iniziativa privata e l'abbando quanto più possibile dei perversi meccanismi di bassa politica e, sicuramente, un pizzico di orgoglio. Palermo e la Sicilia sono delle meravigliose miniere a cielo aperto. Solo noi ancora sembriamo non essercene resi del tutto conto. Comunque, ne sono sicuro, da qui a dieci anni o prima le cose saranno completamente cambiate. E non in peggio. Con tutta probabilità solo alora ci sarà anche una maggiore e diffuso compiacimento nel sentirsi siciliani. Io non faccio testo perchè, anche per questo motivo, mi sento fortunato già da tempo...

3 commenti:

  1. Ogni volta che leggo il tuo sito mi rincuoro. Almeno c'è qualcuno in Sicilia che fa e non mira a disfare. La stampa internazionale da tanti spunti che prò restano inascoltati. La tua "ricetta" è essenziale e potrebbe essere efficace. Io aggiungerei solo un ingrediente la "volonta'". Ormai qui si vive di rassegnazione ed è un cancro che ci attanaglia da secoli. Però mi piace quello che scrivi. Belle idee. Alla fine sotto anche gli occhi di tutti. Sciogliere i lacci e lacciuoli della politica. Giustissimo tutto. Però ricorda che l'unica industria pesante che abbiamo in Sicilia è quella del "pesante" nel senso di "impossibile". Qui si che è veramente difficile mica come al nord. Le cose potranno cambiare, come dici tu, solo aspettando a braccia aperte proprio i gruppi del nord per vivere dell'indotto. Una sorta di Termini Imerese del turismo. Sperando tuttavia che non si vada mai in Cassa Integrazione!

    Michelle

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  2. Urk.. ora all'edicola oltre a comprare il Sicilia devo anche prendere il Financial Times per aggiornarmi sui fatti siciliani! Comunque è vero. Un po' di cose stanno cambiando ma siamo in mano a gente che riuscirebbe a stravolgere il tutto in negativo in un secondo. Altro che lacci e lacciuoli da sciogliere queste corde noi le abbiamo al collo e sono un po' troppo strette. Comunque condivido. L'importante è crederci magari un giorno riusciremo pure a permetterci il lusso dell'ottimismo..

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  3. Speriamo solo che Obama e gli americani leggano questo sull'Italia e non le dichiarazioni in merito alla sua ABBRONZATURA

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