martedì 18 novembre 2008

I Sequestri di Beni ai Mafiosi una Reale Opportunità di Sviluppo per la Sicilia. Una Proposta per il Costituendo 'Federalismo'.

Cifre da capogiro in pochi giorni. Meno di due settimane fa i carabinieri del Gruppo di Monreale hanno sequestrato beni per un valore complessivo di 100 milioni di euro a Monreale ad un prestanome di Provenzano. Ieri, beni per complessivi settecento milioni di euro riconducibili a Giuseppe Grigoli, 60 anni, 're' dei supermercati in Sicilia e ritenuto il cassiere del boss mafioso latitante Matteo Messina Denaro, sono stati sequestrati dalla Direzione investigativa antimafia. Di questo passo, in circa dieci giorni avremmo potenzialmente risolto il problema della Sanità e magari in un paio di mesi potremmo già costruirci il ponte da soli. In un anno la Sicilia potrebbe diventare come la Svizzera. Amopalermo ne parlò già in passato. Eppure il fenomeno diventa sempre più consistente. Basta poi leggere i conti delle mafie per capire che non si tratta di conti campati in aria. Le mafie in Italia costituiscono 'una grande holding con un “fatturato” complessivo di 130 miliardi di euro e un utile che sfiora i 70 miliardi, al netto degli investimenti e degli accantonamenti' (Panorama). I sequestri di beni sono destinati ad aumentare viste le recenti riforme ed è sicuramente un bene che questo accada quanto prima. Prima almeno che le cosche trovino un escamotage per occultarne del tutto la provenienza. Eppure beni e capitali non hanno una direzione chiara. O meglio, è chiarissima ma non si comprendono le motivazioni. Il sequestro dei beni ai mafiosi è il preludio del trasferimento della proprietà allo Stato. Quindi immobili e capitali finiscono nel calderone generale (senza banalizzare troppo non capisco insomma perchè ne debbano beneficiare anche Milano e affini..). Eppure sono beni costruiti o gestiti in Sicilia e i proventi in danaro sono principalmente incassati proprio in Sicilia, a scapito della povera gente. I numeri, poi, fanno stralunare. In un anno, credo, che i sequestri in Sicilia possano realmente avere superato il valore di due miliardi di euro. Due miliardi! Un fallimento per le famiglie mafiose ma una miniera per la nostra regione che oltra a qualche costituzione di parte civile non credo abbia un altro guadagno diretto, in termini di cassa, dal contrasto alla malavita organizzata. Alcuni immobili vengono affidati a associazioni e onlus ma oltre al (comunque alto) valore simbolico di questa gestione non riesco a capire che altro beneficio diretto economico ne tragga la Sicilia che potrebbe veramente arricchirsi alle spalle del fenomeno mafioso. Molti immobili si potrebbero mettere all'asta, i capitali potrbbero essere investiti in interventi infrastrutturali. L'amministrazione regionale timidamente ha provato a farsi sentire in qualche occasione. Ma nulla sembra che si sia mosso. Allora si potrebbe riaffrontare questa tematica in seno ai processi costitutivi della nuova 'Italia Federale'. Sul tavolo della trattativa dovrebbe essere trattata anche la titolarità dei beni e dei capitali. Magari che vengano gestiti comunque, in ultima istanza, dallo Stato a garanzia della trasparenza e per evitare infiltrazioni. Ma la proprietà passi alla Regione Siciliana. Federalismo deve essere? allora lo sia anche in questo, quello che la mafia 'produce' in Sicilia resti in Sicilia.. Forse allora paradossalmente proprio la mafia, che ci ha affossato per decenni, potrebbe diventare il primo motore di sviluppo in Sicilia..

4 commenti:

  1. Caro Gabriele, la proposta è ottima ma non si rischierebbe così di incentivare una persecuzione su chi ha i patrimoni più consistenti in Sicilia? Magari ipotizzando conivenze presunte al solo fine di "spolpare" chi i soldi li ha guadagnati con il sudore della propria fronte? Comunque considero la proposta ottima davvero ma con dei correttivi obbligati.

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  2. facendo due cnti veloci con il sequestro di ieri si potrebbero coprire gli errori madornali della Paolocci che hai riportato nell'articolo precedente. Sposo la tua proposta. Mi piace e non credo poi che ci siano tanti correttivi da fare. Piuttosto parte degli imobili li destinerei a case popolari.

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  3. Dodici società, 220 fabbricati tra palazzine e ville, 133 appezzamenti di terreno per 60 ettari e persino uno yatch di 25 metri per un totale di 700 milioni!!!!!

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  4. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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