lunedì 10 novembre 2008

I Costi del Federalismo e la Carta per il Sud

Di seguito alcuni stralci di questo articolo di Repubblica che danno qualche lume per comprendere le deformazioni del federalismo studiato sui tavoli di Pontida e le effettive esigenze per un miglioramento strutturale, così come emerse durante le giornate dell'economia.


Le prime stime Svimez sui costi del Federalismo, come previsto dalla legge Calderoli, sono impietose. La Sicilia potrebbe perdere 5 miliardi di euro, che dovrà reperire altrove. Anche incassando l´Irpef (1.108 euro pro capite), non riuscirà a far fronte alle spese attuali (che corrispondo a 1.296 pro capite). «Il tutto in un quadro che vede il Sud e la Sicilia con un grave gap infrastrutturale, che per essere colmato ha bisogno di finanziamenti per 112 miliardi di euro, a fronte dei 2 miliardi attualmente previsti dal governo per le regioni meridionali», dice il presidente della Fondazione Curella, Pietro Busetta che ha concluso ieri a Palazzo dei Normanni le "Giornate dell´economia". Le risorse rischiano di diminuire, ma ne occorrono invece sempre di più. (...)


In 200, tutti i relatori delle "Giornate dell´economia", hanno così firmato una «carta per il Sud» inviata poi al governo nazionale: 10 punti programmatici che hanno l´obiettivo di portare le regioni del Mezzogiorno ad un Pil pro capite pari all´80 per cento di quello del Nord (oggi è fermo al 58 per cento). Un documento che vuole essere anche un «no chiaro e netto» ad un federalismo fiscale a danno delle regioni povere. Non a caso al primo punto della carta c´è «la garanzia che la quota di spesa pubblica per investimenti nel Mezzogiorno prevista dalle leggi esistenti venga mantenuta».

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