mercoledì 3 settembre 2008

Una Volta Tanto una Delocalizzazione all'Inverso. Dalla Spagna all'Italia.

Almeno è quello che paventa Expansion e che riporta il Sole 24Ore. La crisi degli incentivi all'industria del fotovoltaico potrebbe portare imprese spagnole ad investire in Italia. Qui il fotovoltaico ha ancora ottime potenzialità e, recita il Sole 24 Ore, il mercato italiano può potenzialmente innalzare la propria produzione a 1200 MW. Di questi parecchi potrebbero essere prodotti in Sicilia (non è difficile con il sole e l'estensione geografica che ci ritroviamo) che a questo punto si confermerebbe come importante centro energetico. Noi, lo ricordo, siamo già energeticamente autosufficienti. Il fotovoltaico potrebbe essere un buon modo, ad impatto ambientale ridotto rispetto all'eolico, per confermare questo primato siciliano. Se poi venissero gli spagnoli ad investire tanto di guadagnato. Oltre a creare forza lavoro si potrebbe vivacizzare un indotto locale.
Inoltre e a questo punto una piccola proposta al governo regionale (anzi due). Perchè non istituire un ufficio autonomo che regoli in maniera uniforme le energie rinnovabili (dalle autorizzazioni, al VIA, alle regolamentazioni, agli incentivi, allo studio di nuove tecniche, ecc.)? E soprattutto: perchè non applicare l'art. 37 dello Statuto anche alla produzione di energia rinnovabile oltra che alla raffinazione di prodotti petroliferi (così come previsto dalla contrattazione in tema di federalismo fiscale)? Si tratta di un fenomeno destinato soltanto a crescere e che potrebbe portare ulteriori flussi di capitale nelle casse regionali.

Qui l'articolo del Sole 24 Ore in merito alla delocalizzazione delle imprese di produzione energetica da impianti fotovoltaici

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