lunedì 14 luglio 2008

Ha Inizio l'Unione per il Mediterraneo. Coinvolti 43 Stati.

E' il seguito del post precedente. Il Sole 24 ore oggi fornisce qualche dettaglio in più.

la svolta sembrerebbe epocale perchè l'euromediterraneo sembra sempre più concreto. E ribadisco la necessità di una presenza forte della Sicilia e di Palermo. Di seguito alcuni stralci dell'articolo (qui per la versione integrale)

L'Unione per il Mediterraneo (Upm) è nata, e sotto la buona stella della stretta di mano tra Israele e Autorità nazionale palestinese e del ritorno della Siria sul palco della diplomazia internazionale. Il presidente della Repubblica francese sorride commosso mentre dà l'annuncio soddisfatto: «È un momento storico, un sogno che diventa realtà, faremo del Mediterraneo una zona di pace e costruiremo ciò che abbiamo costruito con l'Unione europea». L'Upm, battezzata domenica dai 43 capi di Stato e di Governo dei Paesi euro-mediterranei, sarà operativa entro la fine del 2008 e il suo assetto finale sarà deciso dai ministri degli Esteri a novembre.

È un partenariato «basato su progetti concreti», si legge nella dichiarazione finale, e tra quelli che verranno avviati non appena ci saranno i fondi nelle casse, due riguardano l'ambiente: ripulire il Mediterraneo entro il 2020 - un programma che già esisteva e che si è arenato per mancanza di fondi - e il faraonico piano di ricoprire i deserti del Maghreb di pannelli solari. Verrà inoltre creata una protezione civile comune, che risponda alle emergenze (disastri naturali, petroliere che affondano, barconi di clandestini) e sarà avviata la realizzazione delle «autostrade del mare», grazie alle quali tutti i porti delle due sponde saranno collegati.La questione da affrontare ora sarà il reperimento dei fondi, ma Sarkozy assicura che non è più un problema «ora che ci siamo impegnati a dare stabilità alla regione». I donatori internazionali (Banca mondiale, Bei, Banca africana) sono i benvenuti, fanno sapere i leader, spiegando che qualche spicciolo verrà anche dal bilancio della Ue. L'appello vero è, però, per gli investitori privati: gli Stati euro-mediterranei sperano che le industrie interessate ad investire al Sud aumentino, soprattutto ora che l'Unione ha una sua connotazione precisa, basata sulla solidarietà tra le due sponde e votata alla pace, almeno nel suo atto di nascita.

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