giovedì 3 luglio 2008

La Valle dei Templi e la Cappella Palatina Saranno Privatizzate. Provocazione o Gran Bella Idea?

Ricorda i tempi in cui Tremonti parlava della privatizzazione del Colosseo. Ora è il turno di Antinoro che avanza l'ipotesi di affidamento ai provati della Cappella Palatina o della Valle dei Templi. Alcuni gridano allo scandalo io invece la reputo decisamente un'idea interessante. L'affidamento ai privati non vuol dire 'svendere' il monumento che comunque resta di proprietà pubblica e sarà tutelato in tutto e per tutto dalla supervisione delle sovrintendenze. Cambia solo il modo di fruirne. I biglietti staccati all'ingresso porteranno piuttosto denaro alle casse di privati (in tutto o in parte), cioè a chi si aggiudica la gestione. In cambio, un canone fisso e, soprattutto, la custodia e valorizzazione del bene ma anche la realizzazione di opere o servizi per la collettività. Molto interessante. Anche perchè Antinoro intravede in questo modo i margini di realizzazione di opere che altrimenti non sarebbero mai realizzate. Tra tutte avanza l'esempio della Palermo-Agrigento. Forse questa è una forzatura ma almeno rende l'idea.

Idea che avrebbe, a mio parere, molto più senso se si affidassero a privati aree monumentali minori e comunque di rilievo. A Palermo ne abbiamo tantissime e abbandonate a se stesse e quindi al degrado. In questo l'apporto dei privati sarebbe più che fondamentale e auspicabile. O anche in Sicilia. Un solo esempio. La Sicilia dei primati ne vanta uno che non tutti conoscono. La Regione con il maggior numero di castelli in Italia. Quasi 300 (la Toscana se non ricordo male si aggira al centinaio). Però molti sono più che fatiscenti e rovinati. La partnership con il privato potrebbe prevedere il restauro dell'immobile (altrimenti anche destinato a crollare) per la fruizione sia come spazio museale sia anche come struttura di ricezione turistica. Insomma le idee non mancano e l'apporto dei privati anche nel mondo dei beni culturali risulta marcatamente sempre più fondamentale. Non si tratta di svendere la propria memoria culturale, come emerge in alcune dichiarazioni, si tratta piuttosto di trovare il giusto modo per riportarla a galla. Renderla visibile e fruibile.



Qui l'articolo di Repubblica in merito alle dichiarazioni di Antinoro

2 commenti:

  1. Io non credo che sia un'ottima trovata credo viceversa che si tratti dell'unica via di uscta pe i monumenti siciliani minacciati da degrado e malagestio.
    Non comprendo invece i giudizi negativi del FAI visto che proprio loro, dei privati, gestiscono l'area della Kolymbetra e si fanno pagare l'ingresso.

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  2. Gabriele, il sito che citi spesso riporta questo: "Ripresa dalla stampa nazionale e internazionale, la denuncia di Panorama sul degrado degli scavi di Pompei ha indotto il Consiglio dei ministri, venerdì 4 luglio, a deliberare lo stato di emergenza per il sito archeologico. «Una decisione coraggiosa» commenta Claudio Velardi, assessore campano al Turismo. «Il commissario straordinario deve ripristinare la legalità perduta e creare nuovi servizi per i turisti. Ma serve anche un grande progetto di sviluppo, finanziato con risorse private. Già lo fanno al Moma, al Prado, al Louvre. Dobbiamo finirla con il provincialismo. Sto già lavorando su multinazionali come Warner, Microsoft, Google, Pixar». Poi un’anticipazione: «Il 22 luglio governo e regione firmeranno un accordo di programma sui beni culturali in Campania, con un punto specifico che riguarda Pompei e l’area stabiese per alberghi, logistica e trasporti. Basta assistenzialismo, viva il mercato»."

    Solo da noi siamo capace di fare abortire delle proposte che muoiono sulle pagine dei giornali.

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