lunedì 23 giugno 2008

Uno dei Mali della Sicilia. La Ricerca del Consenso a Breve.

Una analisi dettagliata della situazione economica della Sicilia proviene anche dalla Fondazione Banco di Sicilia. Oltre a quanto già evidenziato e rimarcato da altri autorevoli istituti, vengono aggiunte altre considerazioni interessanti. Peraltro da personalità di rilievo internazionale. E' intervenuto Jacques Attali (il celebre consigliere di Sarkozy e a capo della commissione per l'attuazione del rinnovamento e liberalizzazioni del governo francese) che non pensavo avesse a cuore i problemi della Sicilia. Meglio così. Magari l'Eliseo potrà darci una mno in più di quanto potrà fare Palazzo Chigi..
Emergono considerazioni degne di nota. I trasferimenti alla Regione Siciliana assommano al 13 - 15 % del PIL regionale (Nota AGI) (... Davvero? Pensavo di più) ma abbiamo ancora serie difficoltà in merito all'occupazione ma anche al nostro fabbisogno idrico ed energetico (ricordo che la Sicilia è potenzialmente in positivo nella bilancia del bisogno energetico ma continuiamo ad importare). Emerge, quindi, la necessità di ricorrere quanto prima all'energia solare (e qui aggiungo una mia considerazione. Premesso che considero il solare molto più vantaggioso dell'eolico in termini di costi - benefici, volendo individuare tra i costi i sacrifici imposti al paesaggio e alle popolazioni, spero altresì che, diversamente da quanto accaduto con l'eolico, vengano rilasciate con maggiore rigore e pianificazione).
Durante il dibattito si da evidenza al ruolo geografico della Sicilia e alle forti opportunità provenineti dalla vicinanza all'Africa. Non dovrebbero approdare solo scafisti ma anche le banche marocchine che investono in tutta l'Africa e lo stesso potrebbero fare in partnership con la Sicilia o le imprese siciliane stesse cominciare a sfruttare l'isola come testa di ponte di nuovi flussi di commercio internazionale (ricordo ancora che nel 2010 avrà inizio l'area di libero scambio mediterraneo e sarebbe il caso di pianificare quanto prima il nostro ruolo chiave altrimenti oltre a diventare terra di consumo per gli italiani ed europei rischiamo di diventarlo anche per gli africani).
Da ultimo una considerazione evidente -da 'il re è nudo'- dalla bocca del prof. Carlo Triglia intervenuto al dibattito: 'grossa parte del problema e' che particolarmente in Sicilia, ma non solo, la politica e' sensibile alla ricerca del consenso a breve. Buona parte degli ingenti trasferimenti sono stati destinati a famiglie e sussidi, piu' che a beni pubblici, perche' piu' visibili e funzionali al consenso diretto e a breve. Con evidenti effetti perversi'. E' incredibile come il governo di un territorio possa essere uno dei peggiori danni del territorio stesso. Anche perchè parecchie opportunità di sviluppo perse per strada dipendono soprattutto dal sistema politico spesso inadeguato. Ma come si fa a risolvere un problema del genere?

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