martedì 3 giugno 2008

Nuove Infrastrutture in Sicilia.. Un Gioco delle Tre Carte..

Prevedibilmente nuovamente mortificati da una politica che pressa tanto per essere presente per poi defilarsi in maniera plateale. Ancora una volta sedotti e abbandonati. Già con il Governo Prodi era stato cancellato con un colpo di spugna il Ponte sullo Stretto per dirottare i fondi stanziati verso il miglioramento delle infrastrutture siciliane e calabresi. Una promessa valida che però... è solo rimasta tale, sulla carta e sui volantini. Ed infatti anche lì, gli stessi fondi, prendevano successivamente altre vie. Presumibilmente verso il Nord. Adesso è cambiato il Governo ma non sembra sia cambiata la minestra. Prima si ribadisce la necessità del Ponte (opinabile a mio avviso. Non ne faccio mistero..) poi, a urne chiuse e proclamazioni concluse, si precisa che il Ponte è una priorità ma, in fondo, una priorità di quelle che possono aspettare. Quindi la Lega per bocca di Castelli snocciola qualche piccola modifica al programma elettorale pensato in campagna elettorale: "la Lega non ha nulla contro l'opera che unirà Sicilia e Calabria, ma la priorità va alla realizzazione del collegamento da Portogallo a Ucraina, Russia e Cina per arrivare al Pacifico". Insomma una priorità alquanto secondaria. Anzi, più che in secondo piano il Ponte viene rinviato al prossimo Governo (o forse quell'altro ancora) visto che non credo proprio che terminato un collegamento tale (parliamo di una autostrada che taglia in due la Padania) basti ancora tempo e danaro per rimettere mano sullo Stretto. Per non dire poi dei fondi destinati dal precedente Governo alle infrastrutture nell'isola. Scomparsi, riapparsi. Scomparsi di nuovo e adesso ricomparsi... giusto per andare a coprire i buchi creati dal taglio dell'ICI. Ed infatti, il decreto legge n. 93 del 27 maggio 2008, intitolato «alla salvaguardia del potere di acquisto delle famiglie» (e "a discapito di un barlume di speranza per il Sud", aggiungerei io. Basta farsi un giro in Gazzetta per farsi quattro risate, amare.) taglia ben 1.4 miliardi di euro destinati a strade, ferrovie e porti per la Sicilia e per la Calabria (altre chicche possono essere facilmente individuate.. come il taglio dei 50 milioni di euro per i danni all'agricoltura in Sicilia, ecc.). Ed ecco che, puff, sparisce il piccolo sogno di fare la Palermo-Agrigento in meno di un'ora e mezza (e senza rischiare la vita). La piccola speranza di avere una metropolitana a Palermo (e quindi di non stare inutilmente bloccato .. ancora 'un'ora e mezza' nel traffico della città) e tanti altri piccoli (piccoli) desideri che sono così piccoli perchè, anno dopo anno, lasciano sempre più spazio a delle nuove 'grandi' delusioni. Berlusconi riporti al suo posto la Lega. Ci dia quello che ci spetti e un simile parterre di ministri e figure istituzionali siciliani si facciano garanti del rimodernamento delle infrastrutture in Sicilia. Altrimenti mi chiedo (e lo faccio spesso ultimamente): ma ci è convenuto veramente essere diventati 'italiani'?

4 commenti:

  1. sembra che hanno tagliato pure i fondi per la stabilizzazione alla faccia della salvaguardia del potere di acquisto delle famiglie. I pezzi di cornuti così ci tolgono anche i soldi per comprare il pane. Una fantasia e sadismo senza limiti. Bella la finanza creativa di Tremonti. E' veramente creativa perchè così non so più cosa aspettarmi.

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  2. Giuliano Noto6 giugno 2008 10:19

    Ma avevate dubbi??? questo è Berlusconi. Un bel sorriso di plastica ed una gran presa per il culo! Ma soprattutto come fanno i ministri siciliani a guardare i loro elettori negli occhi dopo avere scippato i fondi per strade e autostrade per compensare gli sgravi ici per gli imprenditori del nord?? vergognatevi tutti.

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  3. Mentre la politica siciliana esulta, i siciliani aspettano e continuano ad aspettare le strade, le autostrade, l’elettrificazione, i raddoppi e l’alta velocità ferroviaria in Sicilia.
    Il Ponte sullo Stretto, di certo, non salverà l’economia siciliana e calabrese. Quello di cui la Sicilia oggi avrebbe di più urgente, è un nuovo assetto viario e ferroviario per dare quell’input positivo all’economia e a tutte quelle potenzialità di sviluppo che corrono sulle infrastrutture, oggi sempre più moderne. E’ strano che la politica siciliana esulti per questa ciliegina. La torta che tutti i siciliani si aspettavano dov’è finita? E la farsa dei FAS (fondi aree sotto-sviluppate)? Occorre necessariamente, ancor prima del ponte, completare il raddoppio ferroviario delle due dorsali importanti della Sicilia, Jonica e Tirrenica di cui ormai non si parla più se non negli APQ (accordi di programma quadro). Sono convinto che non è la costruzione del Ponte che salverà l’occupazione e lo sviluppo, ma tutte quelle opere che dovevano partire prima o almeno parallelamente alla realizzazione del Ponte. Tutto ciò determina, ancora una volta, l’assurda arretratezza infrastrutturale siciliana e calabrese.
    E’ prioritario, invece, per la politica nazionale, finanziare le reti di trasporto del nord in vista dell’Expo milanese del 2015. Giosuè Malaponti – www.comitatopendolari.it

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  4. Mentre la politica siciliana esulta, i siciliani aspettano e continuano ad aspettare le strade, le autostrade, l’elettrificazione, i raddoppi e l’alta velocità ferroviaria in Sicilia.
    Il Ponte sullo Stretto, di certo, non salverà l’economia siciliana e calabrese. Quello di cui la Sicilia oggi avrebbe di più urgente, è un nuovo assetto viario e ferroviario per dare quell’input positivo all’economia e a tutte quelle potenzialità di sviluppo che corrono sulle infrastrutture, oggi sempre più moderne. E’ strano che la politica siciliana esulti per questa ciliegina. La torta che tutti i siciliani si aspettavano dov’è finita? E la farsa dei FAS (fondi aree sotto-sviluppate)? Occorre necessariamente, ancor prima del ponte, completare il raddoppio ferroviario delle due dorsali importanti della Sicilia, Jonica e Tirrenica di cui ormai non si parla più se non negli APQ (accordi di programma quadro). Sono convinto che non è la costruzione del Ponte che salverà l’occupazione e lo sviluppo, ma tutte quelle opere che dovevano partire prima o almeno parallelamente alla realizzazione del Ponte. Tutto ciò determina, ancora una volta, l’assurda arretratezza infrastrutturale siciliana e calabrese.
    E’ prioritario, invece, per la politica nazionale, finanziare le reti di trasporto del nord in vista dell’Expo milanese del 2015. Giosuè Malaponti – www.comitatopendolari.it

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