venerdì 8 febbraio 2008

Pubblicità in Cambio di Restauri. Un'Idea per Palermo.

Una iniziativa tutta milanese ma che potrebbe facilmente avere successo anche a Palermo.
L'iniziativa privata che si sostituisce all'impulso pubblico. Sembra la soluzione più immediata ed efficace per il recupero veloce di alcuni dei tanti monumenti ancora in attesa di restauro.

Il settore pubblico dovrebbe solo dare la propria disponibilità ad accettare proposte e conseguentemente ad approntare gli strumenti burocratici per lo svolgimento delle opere. Poi il resto verrebbe da solo.

Ricordo che una esperienza del genere vide Wurth come protagonista mecenate di restaui senza fini di lucro se non un po' di pubblicità. E tutto ciò ebbe un gran successo. Perchè non ripeterlo?

di seguito l'articolo uscito sul Corriere

Restauro in cambio di pubblicità. Per rimettere in sesto il pavimento della Galleria. Dopo anni di vacche magre (leggi mancanza di fondi) Palazzo Marino ha trovato uno sponsor che mette a disposizione dell'intervento un milione di euro. Ma a due condizioni: che possa pubblicizzare in piazza Duomo o nella stessa Galleria i marchi delle aziende che tireranno fuori i soldi e che l'operazione sia formalizzata entro la fine di marzo. Altrimenti, addio al milione. La proposta è arrivata sul tavolo dell'assessore all'Arredo Urbano, Maurizio Cadeo e porta la firma della Blow Up Project, branca della multinazionale tedesca Stroer Group International che si è occupata del restauro delle Porte di Brandeburgo e di Charlottenburg a Berlino. Il milione di euro messo a disposizione serve per finanziare il progetto di restauro conservativo firmato dall'architetto Pasquale Mariani e dall'ingegnere Enrico Boccardo che prevede la pulizia della pavimentazioni con delle mole, il rinforzo della malta, la stuccatura della superficie, la levigatura, la lucidatura e il trattamento con prodotti idrorepellenti.
E chiaramente verranno sostituite tutte le lastre di pietra rotte. Verranno anche rimossi e sostituiti i 1.772 vetri dei 256 lucernari, soprattutto quelli orribili in plexigas. I lavori dovrebbero durare 16 mesi. «Chiedo ai nostri uffici - attacca Cadeo - un iter certo e dei tempi veloci. Anche perché se non si arriva entro marzo i soldi non ci saranno più». L'intenzione dell'assessore è quella di portare in giunta la delibera con il progetto definitivo del restauro entro fine febbraio e poi procedere alla firma del contratto con i tedeschi. Ma non è tutto così semplice. Si può fare un affidamento diretto? O è necessario passare attraverso una gara? Che tipo di contratto deve essere sottoscritto? Perché bisogna evitare che si ripetano situazioni come quella delle Mura Spagnole, dove in cambio del restauro, le strade sono state intasate da manifesti pubblicitari.
O come è successo con le porte della città: lavori durati anni per incassare più soldi dalla pubblicità. «È chiaro — continua Cadeo — che tutto ciò deve essere specificato nel contratto: la durata dei lavori e il fatto che possano essere pubblicizzati solo i marchi degli sponsor e non vendere pubblicità per conto terzi. Ma è una grande opportunità che non va persa». Replica Marilena Adamo, capogruppo dei Ds: «La vicenda delle porte è stata scandalosa. Non ripetiamo un'esperienza del genere. Si può fare tutto e collaborare con i privati. A patto che il Comune abbia una sua linea e il privato comprenda il grande onore che gli si concede permettendogli di apporre un piccolo, ripeto piccolo, marchio nei luoghi storici». «Va benissimo il rapporto pubblico-privato per l'arredo urbano e per gli eventi - conclude l'assessore Giovanni Terzi - Basta demonizzare il privato».

1 commento:

  1. Palermo dovrebbe favorire quanto più possibile queste ipotesi di parthership pubblico-privato. E' l'unico modo per uscire da questo torpore. E' vero qualcosa sta cambiando ma Palermo sembra ancora troppo "assonnata"..

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