venerdì 15 febbraio 2008

Lo IACP di Palermo con Buon Gusto? Roba d'Altri Tempi..

Uno stralcio dell'articolo di Vincenzo Prestigiacomo su la Sicilia di oggi. Si parla del quartiere Matteotti. Un quartiere di villette ambite a ridosso di via Libertà. Eppure quelle abitazioni nascono come vere e proprie case popolari... lo IACP negli anni ha perso un po' la sua 'raffinatezza'..

A Palermo esiste un «quartiere giardino» sorto ottant'anni fa per iniziativa dell'Istituto Autonomo Case Popolari, che acquistò 54 mila mq. di terreni dagli eredi dei Monroy. E' sicuramente il massimo risultato estetico raggiunto dall'edilizia economica. Stiamo parlando del quartiere Littorio, poi intestato nel 1943 a Giacomo Matteotti, esponente socialista assassinato dai fascisti nel 1924. Il progetto fu affidato all'architetto Luigi Epifanio e all'ingegnere Giovan Battista Santangelo, ritenuti i continuatori del linguaggio di Ernesto Basile. I due professionisti si ispirarono al concetto di città-giardino del teorico inglese di urbanistica Ebenezer Howard. Molto curato il verde, che era costituito soprattutto da pregiate jacarande, piante originarie delle regioni tropicali dell'America Latina, apprezzate per le infiorescenze a grappolo. La loro colorizzazione varia tra l'azzurro e l'indaco chiaro.Furono innalzate 32 costruzioni di forme diverse, ad uno e a due livelli, tutte circondate da giardino. Il quartiere sorse sui terreni appartenuti anticamente ai duchi di Sperlinga e venne progettato con un ingresso a forma semicircolare, di stile neoclassico. Era un prospetto monumentale con porticato. (...)

Qui per l'articolo completo

1 commento:

  1. io modificherei il tiro ai pochi aggettivi di commento sulla situaione attuale, nella nota introduttiva allo spezzone giornalistico:
    lo iacp un tempo ebbe la sua raffinatezza, o almeno la possedeva quando gli interessi mafiosi e di singoli arroganti privati, rapresentati da individui infiltrati in tutte le istituzioni( compreso lo iacp)non erano ancora entrati nella vita politica di questa città. E' quindi da precisare che fin dalla ricostruzione post-bellica, lo Iacp è stato guidato da individui dai discutibilissimi interessi sociali, che hanno permesso la realizzazione di aree bassamente qualificate come lo Zen, il Cep e borgo nuovo.

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