lunedì 14 gennaio 2008

Unicredit - Banco di Sicilia. In Vista dell'Atto Secondo..

Per la cronaca, visto anche che il Banco di Sicilia mantiene un ruolo preponderante nell'economia palermitana e siciliana, riporto un interessante articolo di D'Agostino (reperibile si Dagospia) sui follow up alle ultime decisioni del CdA del Banco.. giusto per la cronaca..


'Sarebbe davvero bello poter assistere domani all'incontro che si terrà in piazza Cordusio tra il capo di Unicredit, Alessandro Profumo, e il presidente della Regione Sicilia, Totò Cuffaro. Nello schema di potere che ha sempre guidato i maggiorenti della politica siciliana, questa andata a Canossa è qualcosa di incredibile e di umiliante, ma dopo le mosse infelici del presidente del Banco, Salvatore Mancuso, che ha fatto un blitz di nomine professionali e amicali con l'intenzione di sfregiare "Alessandro il Grande", il povero Totò è costretto a sbarcare nelle nebbie milanesi per capire le intenzioni del banchiere.

Salvatore MancusoL'esito dell'incontro-scontro è scontato perchè Profumo, ex-boyscout e freddo genovese, non ha intenzione di arretrare di un millimetro dal suo modello di governance. Per lui non esiste problema: le provincie che gli ha lasciato in eredità Cesarone Geronzi con la fusione di Capitalia devono essere smantellate e spogliate dagli orpelli della politica. Lo schema è quello della "divisionalizzazione" che nel tempo porterà a diluire nel grembo di Unicredit Group, i marchi storici di Banco di Sicilia, Bipop, Mediocredito Centrale, Banca di Roma. Sarà un processo lungo ma inevitabile perchè Profumo vuole ricondurre ad unità la gestione della banca, sia in Italia che all'estero. Ciò che avverrà domani sarà quindi al massimo una sceneggiata di cortesia dove il massiccio Totò Cuffaro, seduto su un divanetto dell'ufficio di Profumo, dovrà prendere atto che la testa di Mancuso è rotolata sotto la scrivania e che in pista ci sono per la successione due candidati. Il primo si chiama Ivanhoe Lo Bello, ha 44 anni, una calvizie precoce ed è presidente di Confindustria Sicilia. Nel passato ha avuto un flirt con i socialisti di Craxi e con Alleanza Nazionale, poi si è spostato verso la Margherita e dall'anno scorso è diventato un personaggio di primo piano. E' stato lui infatti nel novembre 2007 a introdurre nello statuto di Confindustria l'espulsione degli imprenditori che non denunciano le estorsioni. Da allora gira con la scorta e gode della benedizione di Luchino di Montezemolo. Ma Luchino ha simpatie anche per Ettore Artioli, il palermitano 47enne che è stato presidente di Confindustria Sicilia e a viale dell'Astronomia ha l'incarico di vicepresidente per il Mezzogiorno. Sono questi i due nomi - Lo Bello e Artioli - che girano per la presidenza della Banca che con la spada longobarda di Profumo sta sfuggendo al controllo di Totò Cuffaro e degli amici che gli stanno dietro.'

2 commenti:

  1. Palermitano, vivo a milano, studio economia, sono vicino al bds. Quello che è successo al cda l'altro giorno è inammissibile, pieno appoggio al super professionale intervento di Profumo.

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  2. Sono due mondi che si scontrano e che sono inconciliabili. La politica dei profitti e il profitto della politica.. Profumo non guarda in faccia nessuno e lo può fare vista la sua titolarita del 100% del capitale bds. Qui invece ancora si annaspa cercando di tamponare una nave che ormai sta già affondando.
    E' un peccato perchè il meccanismo del credito, lo sai bene pure tu, fondamentale per ogni processo economico, diventa sempre più difficile in Sicilia.

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