mercoledì 2 gennaio 2008

I Siciliani Sull'Orlo della Bancarotta

ds La Sicilia di oggi, cronaca di un disastro annunciato..:

"Le famiglie siciliane sono a rischio bancarotta. Per evitarla sono necessari una seria politica dei redditi in grado di portare stipendi e salari al livello dei lavoratori europei e l'adozione di misure concrete per contenere la folle e speculativa crescita dei prezzi e delle tariffe in ogni settore". L'allarme lo lancia il leader nazionale del movimento politico dei Consumatori italiani, Francesco Tanasi. Tanasi chiede anche "un serio intervento dei governi regionale e nazionale a salvaguardia delle famiglie siciliane, svantaggiate sotto tutti i punti di vista e sull'orlo della disperazione. I siciliani - conclude Tanasi - soffrono già di gravi problemi finanziari a causa dell'indebitamento, il più alto d'Italia, per il credito al consumo e per la cessione del quinto dello stipendio. La grave situazione di aumenti indiscriminati in tutti i settori li rende ancora più vulnerabili".

2 commenti:

  1. E' necessario che le associazioni di consumatori facciano sentire la loro voce sui criteri di rilevamento dei dati dell'inflazione, in parole povere puntino il dito verso l'Istat. L' inflazione italiana al 2 o 3 per cento è ovviamente un dato fuori dal mondo perchè soltanto il pane è aumentato di recente dieci volte tanto. I contratti dei lavoratori dipendenti vengono rinnovati tardivamente e con parametri agganciati ai dati ufficiali dell'inflazione. Ovvio che il potere d'acquisto vada in malora

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  2. Indubbiamente gli aumenti sono stati generalizzati e fuori ogni proiezione e media progressiva negli anni.

    Il tasso di inflazione reale a livello dire.. 'sudamericano' non fa altro che strozzare le famiglie.

    Purtroppo Palermo -oltre ad avere alti tassi di dispoccupazione- è anche una città che vive principalmente di servizi e del settore pubblico. E qui si creano le differenze. Perchè se il problema sembra essere 'italiano' è ovvio che qui si avverte maggiormente.

    Il problema è che il cambiamento dovrebbe essere così radicale che richiederebbe uno sforzo immane e comune ma vista la classe politica completamente incapace come quella che abbiamo non si vede nemmeno un barlume di soluzione.. Le associazioni dei consumatori fanno la loro parte ma la loro rischia di essere una voce persa nel vuoto..

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