giovedì 10 gennaio 2008

Globalizzazione o Colonizzazione? L'Unicredit in Sicilia.

Il punto di rottura espresso ieri dal CDA del Banco di Sicilia è un segnale dei nuovi rapporti tra Milano e Palermo. Forse c'è dell'altro dietro ma si tratta in fondo della tensione eterna tra il Nord ed il Sud. Il Banco era l'ultima risorsa regionale seria prima dell'acquisto da parte di Capitalia. L'Istituto che divenne presto uno degli asset migliori del gruppo manteneva comunque una forte presenza sul territorio, sia in termini di capitale umano che in termini di strutture e di reinvestimenti. Adesso i tempi cambiano. I milanesi non vanno per il sottile ed il futuro del banco è soltanto quello di spostare i capitali siciliani sempre più al nord. Massinelli svela il piano del management milanese. Vendita di sportelli ma anche trasloco dell'ufficio legale, ufficio comunicazione e area contabilità. Il Banco di Sicilia sarà soltanto una banca dove saranno (e già lo sono) poste tutte le condizioni agevolative per incentivare i depositi ed investimenti monetari ed azionari e al tempo stesso con le condizioni più peggiorative possibili al fine di disincentivare gli investimenti al Sud spesso causa di sofferenze prevedibili. Si tratta di finanza. Ma è soprattutto questo sistema che è alla base della ricchezza del nord.

Il flusso di capitali -con la sempre più sensibile dipartita del Banco (di siciliano ha ormai soltanto il nome..)- si rivolge ancora di più verso il nord. E continua a farlo da più di 150 anni. E' purtroppo la storia d'Italia. Una storia secolare di guai per la Sicilia..

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