giovedì 17 gennaio 2008

Ci Voleva l'ISTAT per Confermare che Sono in Sicilia i Redditi più Bassi d'Italia..

Lo scandalo continuo e la disillusione indotta dalla impossibilità a cambiare tempi e soluzioni. Il siciliano è oggi purtroppo rassegnato ed è un errore. Scarseggiano le motivazioni in un simile contesto fatto di povertà e poche occasioni di sviluppo personale e sociale. La povertà è poi purtroppo anche una delle maggiori cause del degrado mentale e culturale che mina alla base della società siciliana. Serve un elemento di rottura. E' inaccettabile che la condizione di un popolo come il nostro viva ancora in una condizione simile. Purtroppo la povertà contingente e del contesto porta anche alla ricerca del sollievo ad ogni costo. Questo giustifica anche la fuga delle imprese, i continui flussi migratori e l'arretratezza di molti tra gli amministratori (che trovano nella politica solo un modo per guadagnare e non per risolvere la situazione in cui versa l'isola). Ripeto serve una rottura con il presente per girare definitivamente pagina.

Ad ogni buon conto e per le riflessioni del caso riporto parte di un articolo pubblicato su La Sicilia on line di oggi e che motiva il senso del mio discorso. Motivazioni ormai palesemente quotidiane:

ROMA - La metà delle famiglie italiane vive con meno di 1.872 euro. Una famiglia su sette fatica ad arrivare a fine mese, il 38% non riesce ad affrontare spese inattese.Lo rende noto l'Istat, pubblicando un'indagine sui redditi del 2005. Il reddito medio, spiegano i ricercatori, è più elevato, pari a 2.311 euro al mese, ma una famiglia su due ne guadagna meno.Disuguaglianze molto alte, pari a quelle dell'Europa dell'Est. Le famiglie che vivono nel Sud guadagnano il 70% di quelle che vivono nel Nord. Afferma l'Istat, confermando gli squilibri territoriali del Belpaese.In Sicilia la metà delle famiglie guadagnano meno di 16.658 euro, mentre nelle provincie di Trento e Bolzano portano a casa più di 27 mila euro.Mentre "nel Nord siamo ai livelli della Germania", spiegano i ricercatori, in Sicilia quasi la metà (il 45,6%) delle famiglie appartengono alla classe di redditi più bassa. Al contrario, quasi la metà delle famiglie del Nord e del Centro appartengono alle classi di reddito più elevate.Le disuguaglianze tra ricchi e poveri in Italia sono tra le più forti d'Europa. L'indice che le misura si colloca infatti al di sopra della media europea (32 contro 30), ed è ancora più marcata la differenza rispetto alla media dei membri storici dell'Unione (29). La distanza tra un italiano ricco e uno povero è la stessa, invece, che si può misurare nei nuovi membri dell'Unione europea, per lo più paesi dell'Est Europa.

1 commento:

  1. E' uno schifo bisognerebbe fare scoppiare una rivoluzione.. non se ne può più.

    RispondiElimina