giovedì 29 novembre 2007

Camilleri e la Mafia

Da La Sicilia di oggi. Una perfetta sintesi per bocca di Andrea Camilleri delle considerazioni più corrette in merito a quello che si vede in televisione in questi giorni:
"il risultato finale rischia di ottenere l'effetto opposto di quello voluto". Questo, sottolinea, "capita sempre nei romanzi e nei film che si occupano di mafia". Camilleri cita il Giorno della Civetta di Sciascia "dove il boss don Mariano Arena, come positività e simpatia batte il capitano Bellodi" e Il Padrino, "dove la magica interpretazione di Brando ci fa dimenticare del tutto che egli è il mandante di stragi ed efferati omicidi". Personalmente, scrive, "ritengo che l'unica letteratura che tratti di mafia debba essere quella dei verbali di polizia e carabinieri e dei dispositivi di sentenze della magistratura. A parte i saggi degli studiosi".
Ineccepibile. Come sempre.
Aggiungo poi che oltre alla sindrome emulativa, il capo dei capi, milano-palermo, ecc. ecc. ecc. non fanno altro che alimentare una stereotipizzazione di quanto in Sicilia si è parecchio attenuato.. direi quasi scomparso
Altro che Le Monde che parla di Torretta o Der Spiegel che riprende la rivoltella come condimento di un piatto di pasta. La Sicilia è ben altro...

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