martedì 9 ottobre 2007

Finanza Creativa al Tempo dell'Unità d'Italia. Qualche Motivazione Storica alla Questione Meridionale.

Allego di seguito una email che ho ricevuto da un solerte movimento di Siciliani orgogliosi. E' un sunto puntuale di quanto è accaduto a seguito dell'Unità d'Italia e restituisce i tratti della verità al processo storico che ha portato all'odierna inversione delle parti tra il Settentrione ed il Meridione di Italia. Buona lettura.

"Conquistata tutta la penisola, i piemontesi misero le mani nelle banche degli Stati appena conquistati. E dopo qualche tempo fu la banca Nazionale degli Stati Sardi a divenire la banca d'Italia. Con l'occupazione piemontese era stato immediatamente impedito al Banco delle Due Sicilie - diviso poi in Banco di Napoli e Banco di Sicilia ? di raccogliere dal mercato le proprie monete d'oro per trasformarle in carta moneta secondo le leggi piemontesi, poichè in tal modo i Banchi avrebbero potuto emettere carta moneta per un valore di 1200 milioni e sarebbero potuti diventare padroni di tutto il mercato finanziario italiano. Quell'oro pian piano passò alle casse piemontesi, nonostante la nuova banca d'Italia non risultasse averne nella sua riserva, e nonostante appunto tutto quell'oro rastrellato al Sud. Come avevano fatto ? Avevano dato a tutto quell'oro una via "sociale", naturalmente, quella del finanziamento per la costituzione di imprese al nord, operato da banche, costituitesi per l'occasione come socie - guarda un po' - della banca d'Italia: Credito mobiliare di Torino, Banco sconto e sete di Torino, Cassa generale di Genova e Cassa di sconto di Torino. Le ruberie operate, e l'emissione non controllata della carta moneta ebbero come conseguenza che ne fu decretato già al 1 maggio 1866, il corso forzoso: la lira di carta non poteva più essere cambiata in oro. Da qui incominciò a nascere il Debito Pubblico: lo Stato, per finanziarsi, iniziava a chiedere carta moneta a una banca privata."

Fonte www.laltrasicilia.org

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