lunedì 29 ottobre 2007

Arabi a Palermo ed in Sicilia. Brevi Precisazioni Storiche e Stimoli.

Una cultura spregiudicata. Di gente con pochi scrupoli, diffidenti ed intolleranti. Questo è almeno quello che si pensa dei musulmani in Occidente. Quanto di più sbagliato per una cultura che merita pieno rispetto per la sua importanza storica e di costruzione sociale (anche demografica a quanto pare negli ultimi tempi: nel mondo forse a breve più Islam che Cristianesimo...) Comunque. Il corso dei secoli può avere parzialmente corrotto il pensiero originale e portato a fanatismi di sorta.

Altrove -da queste parti- e in altra epoca -esattamente 1000 anni fa- il mondo arabo non poteva non essere riconosciuto come l'evoluzione massima della Società del tempo.

La caparbietà di un popolo emancipato culturalmente a non imporsi è dimostrata dalla libertà di culto riconosciuta in Sicilia. Chi voleva poteva continuare ad essere cristiano. Al massimo di pagava un tributo (ricordo che siamo sempre intorno al 1000 d.C.) ed anzi si riconosceva uno stato di protezione (dhimma). Oggi fare il Cristiano in Oriente sembra pericoloso. Ma anche questo non è così e meriterebbe precisazioni (in altra sede..).

Palermo divenne 'vera' capitale in quel periodo. Inurbamento e potere. Città da trecento moschee e sede dell'Emiro. Se non ci fossero stati gli Arabi probabilmente Palermo oggi non sarebbe così com'è.

Per qualche approfondimento in merito a chi apprezzò e scrisse di Palermo basterebbe prendere in mano i tomi di Michele Amari e sfido a riconoscere la città di oggi ma invito anche a sognare i bei tempi che furono ed a immaginare i bei tempi che saranno (non potrà essere altrimenti).

Solo per veloce curiosità, di seguito riposto un passaggio breve di Ibn Hawqal che racchiude in sè il sentimento della città ed il carattere dei suoi abitanti. L'autore celebrò Palermo in parecchi modi per i suoi numerosi aspetti.

Qui mi sembra piuttosto che si possano intravedere -fortunatamente- pochi cambiamenti ma solo conferme del carattere della città e dei suoi cittadini. Linee tracciate per un millennio e mai modificate...:

" (...) Lo posso affermare bensì per Palermo, perché ho veduta con gli occhi miei la più parte di esse [moschee]. Stando un giorno presso la casa di 'Abû Muhammad 'al Qafsî, giureconsulto [specialmente versato] nella materia de' contratti, e messomi a guardare dalla costui moschea, per quanto si stendea la vista nel tratto che percorre una saetta, io notai una diecina di moschee, che talvolta l'una stava di faccia all'altra e correasi di mezzo la [sola] strada. Avendo chiesto [il motivo] di questo [numero strabocchevole], mi fu detto che qui la gente è sì gonfia di superbia, che ognun vuole una moschea sua propria, nella quale non entri che la sua famiglia e la sua clientela. (...)".

2 commenti:

  1. Già 1000 anni fa il palermitano era superbo.. un pregio congenito allora..

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  2. buon articolo... l'ho linkato sul mio blog... qui

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